I ghiacciai dell’Antartide si sciolgono, ma non così in fretta

La velocità media di "scivolamento" dei ghiacciai registrata in questi anni è stata di 20/30 centimetri al giorno (Getty Images)
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Uno studio ha analizzato le immagini registrate per 24 anni da cinque satelliti dotati di radar: dai dati emergerebbe una situazione meno negativa di quanto si era ipotizzato

Trenta ghiacciai in Antartide sono stati filmati per 24 anni e dall’osservazione è emersa una situazione meno negativa di quanto si pensasse: a quanto pare, lo scioglimento dei ghiacci non procede in maniera così spedita come si era ipotizzato.  A rivelarlo sono i dati messi insieme da un team di ricerca guidato da Anna Hogg, del centro britannico di Osservazioni polari e modelli (Cpom), presso l'università di Leeds, e pubblicati sulla rivista scientifica Geophysical Research Letters. Lo studio ha preso in esame le immagini filmate da inizio anni Novanta ai giorni nostri dai satelliti dotati di una vista radar, tra cui Envisat dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) e le Sentinel-1 del programma europeo Copernicus. I ricercatori sono giunti alla conclusione che la perdita annua di ghiaccio in mare dal continente antartico è un terzo di quanto ipotizzato da studi precedenti.

Satelliti dotati di radar

I dati pubblicati sono stati registrati da cinque diversi satelliti e fanno riferimento a una serie di ghiacciai presenti in una porzione della Palmer Land, una lingua di terra lunga più di 500 chilometri che si trova a sud del continente sudamericano. Le osservazioni, fanno sapere i ricercatori, sono state possibili grazie alle immagini riprese in questi 24 anni dai satelliti dotati di radar. Questo strumento, infatti, è l’unico in grado di garantire un'osservazione costante in qualsiasi condizione atmosferica, anche attraverso le nuvole. Pierre Potin, responsabile della missione Sentinel-1 dell'Esa ha assicurato che il programma, sfruttando i suoi sofisticati strumenti, continuerà a estendere la "registrazione di dati climatici a lungo termine" per ampliare il database a disposizione degli studiosi.

Dati più precisi

Anna Hogg, l’autrice principale dello studio, ha spiegato perché le ricerche si sono concentrate proprio nella Palmer Land: "In questa parte dell'Antartide sono stati segnalati cambiamenti drammatici, perciò abbiamo approfondito il modo in cui i suoi ghiacciai si sono evoluti usando 24 anni di misurazioni satellitari". Le prime immagini, infatti, risalgono al 1992 e hanno permesso di verificare che la velocità media di "scivolamento" dei ghiacciai è stata di 20/30 centimetri al giorno. Un avanzamento che ha comportato la perdita in mare di almeno 15 chilometri cubi di ghiaccio ogni anno, ma che ridimensiona le stime precedenti, in particolare quelle di uno studio dell'università di Bristol del 2015 che calcolava in 45 chilometri la perdita annuale. Un’imprecisione, spiegano i ricercatori, che era dovuta alla difficoltà di reperire dati molto precisi, come sono invece quelli che si possono registrare con un monitoraggio satellitare. 

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