>>>ANSA/ Pahor compie 107 anni "Un compleanno diversissimo"

Friuli Venezia Giulia
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Il '900 a portata mano, ora è il tempo amicizia Italia-Slovenia

(di Francesco De Filippo) (ANSA) - TRIESTE, 22 AGO - Ha dovuto attendere fino allo scoccare dei 107 anni di età Boris Pahor per placare l'indomita vis polemica e poter descrivere "una sorta di lega di amicizia" che finalmente contraddistingue le relazioni tra Italia e Slovenia. Il Grande Vecchio questo 26 agosto può celebrare in modo più appagato il genetliaco. Lo esplicita in una dichiarazione distensiva, se non entusiasta: "E' un compleanno diversissimo", confessa all'ANSA. Perché? "Soprattutto per la relazione italo-slovena che si è creata".
    Il Presidente Mattarella "mi ha dato un grande premio: all'Europa si dica che l'Italia è capace anche di grandi azioni importanti. Con la restituzione del Narodni dom l'Italia ha dato una dimostrazione di ampiezza di vedute. Io ricevo questo grande premio e lo offro alle vittime di tutte le dittature. Nessuno se lo aspettava. E' stata una gran bella azione", sostiene, ribadendo quanto già detto il 13 luglio scorso al Capo dello Stato italiano e a quello sloveno Borut Pahor, in una storica giornata, il centenario dell'incendio della Casa degli sloveni di Trieste, il Narodni dom, e la sua restituzione alla comunità slovena locale. Pahor, c'era, oggi è l'unico testimone vivente.
    "Avevo 7 anni quando vidi bruciare il Narodni dom, per mano dei fascisti".
    Soddisfatto, lucido, vispo, sempre contro: contro la Jugoslavia comunista che perseguitava gli slavi bianchi cattolici, contro l'Italia che non ha fatto chiarezza sui crimini fascisti in Slovenia e poi ovviamente contro nazismo, fascismo e comunismo.
    Ma tant'è, la mano di Mattarella che stringe quella del suo omologo Pahor davanti alla foiba di Basovizza e poi davanti al cippo dove 4 sloveni furono trucidati, relegano i disaccordi in echi del passato.
    "Il 26 sarò a casa", a Contovello, sul Carso triestino, "verranno i tre amici sloveni che nel Tivoli Park di Lubiana, hanno messo una mia statua. Sono contento, è vicina a quella del mio amico Edvard Kocbek" (1904-1981), poeta, personalità di spicco dell'ala cattolico-sociale slovena. Pahor scrisse su di lui la tesi universitaria (pubblicata in Italia due anni fa) e tradusse in italiano le sue poesie. (ANSA).
   

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