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Torino, truffe all'esame della patente: due arresti

Piemonte

Secondo le accuse, i componenti delle due organizzazioni criminali scoperte (in totale sono nove le persone coinvolte) aiutavano cittadini stranieri a conseguire l'esame, nonostante fossero a completo digiuno della lingua italiana e delle norme del Codice della Strada

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Scoperte a Torino due organizzazioni criminali che truffavano gli esami per la patente di guida. Nove le persone destinatarie di misure cautelari, delle quali due in carcere. L'operazione, denominata 'via della seta' e coordinata dal pm Elisa Buffa della Procura di Torino, si è avvalsa della collaborazione della Motorizzazione Civile. I componenti delle due organizzazioni, secondo le accuse, aiutavano cittadini cinesi, a completo digiuno della lingua italiana e delle norme del Codice della Strada, a conseguire l'esame.

Il caso del 2018

Le prime indagini sono partite nel novembre 2018 quando gli agenti di polizia stradale hanno sorpreso un cittadino cinese che sosteneva l'esame con un cellulare e un trasmettitore nascosti tra gli indumenti e sotto una parrucca. In questo modo il candidato riceveva le risposte da una persona all'esterno della motorizzazione.

Le indagini

Dalle intercettazioni telefoniche poi gli inquirenti hanno scoperto che il servizio offerto fruttava fino a 7.000 euro a patente, che poteva riguardare la sola prova teorica o, come emerso nel corso delle indagini, anche quella pratica. Nove le persone coinvolte: 7 di nazionalità cinese, un peruviano e un italiano, tutti residenti a Torino, considerati appartenenti a vario titolo a due distinte associazioni.

Gli esami truccati

Nell'ottobre 2019 sono state denunciate 63 persone, ritenute responsabili di aver truccato 55 esami. Nel giugno 2020 altri 45 cittadini cinesi coinvolti in altrettanti episodi illeciti. Molte le perquisizioni eseguite negli ultimi giorni in varie località, in particolare a Vasto, dove il capo di una delle due organizzazioni, destinatario di una misura in carcere, pur avendo mantenuto la residenza a Torino aveva trasferito i propri affari. Una cinquantina i decreti di sequestro a carico di quelle patenti ottenute in maniera illecita secondo quanto accertato.