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No Tav, pg su arresto Nicoletta Dosio: "Applicate con rigore le norme"

Piemonte
Nicoletta Dosio (ANSA)

Per il procuratore generale Francesco Saluzzo le critiche al provvedimento sono "legittime", ma "infondate e inappropriate", e ripercorre tutta la vicenda giudiziaria della "pasionaria" No Tav arrestata ieri sera, spiegando i motivi della sua decisione

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L'arresto di Nicoletta Dosio è stato effettuato applicando "con rigore le norme che ci sono date e che sono presidio di legalità e di imparzialità". A dirlo è il procuratore generale del Piemonte, Francesco Saluzzo, in merito alla carcerazione di ieri della 'pasionaria' No Tav e alle "espressioni di pesante critica, legittime, nei confronti del provvedimento". "Il percorso è quello della legge - aggiunge -. Chi ha mosso le critiche non vorrebbe che i cittadini fossero trattati secondo il cognome o le ragioni che hanno spinto a delinquere”.
Ieri sera, dopo l’arresto a Bussoleno, in Valle di Susa, alcuni cittadini, simpatizzanti No Tav, hanno bloccato la strada per rallentare l’arresto di Dosio.

Le parole di Saluzzo

"Neppure penso, e spero, i cittadini vorrebbero vedere introdotte norme di salvaguardia, di esenzione da responsabilità o conseguenze, in palese violazione del principio costituzionale di eguaglianza davanti alla legge, allo Stato, alla collettività”, prosegue Saluzzo. “Tutti hanno diritto allo stesso trattamento e nei confronti di tutti vi è il dovere di applicare il trattamento previsto, che è solo quello dettato dalla legge. Solo il legislatore, nella sua saggezza, può modificare le norme, a patto che rispetti i principi costituzionali”.

La vicenda giudiziaria

In una nota, il procuratore generale ha poi ripercorso tutta la vicenda giudiziaria relativa a Nicoletta Dosio. Saluzzo definisce "legittime" le critiche nei confronti del provvedimento, ma le ritiene "infondate e inappropriate". "La signora Dosio ha avuto molte possibilità di scelta, decisioni, esclusivamente sue, che, come per ogni altro condannato in situazione simile, le avrebbe consentito di non espiare la pena in carcere", ricorda il procuratore generale. Dopo la sospensione dell'ordine di esecuzione della pena, Dosio ha avuto trenta giorni per chiedere una delle misure alternative previste dall'ordinamento. "Non lo ha fatto - osserva Saluzzo -; anzi, ha pubblicamente 'proclamato' di non avere alcuna intenzione di presentare istanze".
Nonostante lo scadere del termine, la Procura generale, "in considerazione dell'età e della misura della pena", ha aperto alla possibilità della detenzione domiciliare, "pur tenendo conto dei precedenti della condanna".

L’arresto

Durante il processo, Dosio ha spesso violato gli arresti domiciliari per continuare a compiere azioni dimostrative davanti alla caserma dei carabinieri. "Tanto che il procuratore della Repubblica dell'epoca - spiega ancora Saluzzo - aveva chiesto la revoca della misura". Una richiesta respinta sia dal Gip che dal tribunale del Riesame. "Ieri il mio Ufficio ha preso conoscenza del provvedimento del Tribunale di sorveglianza di Torino, che decideva di non ammettere la signora Dosio al regime della detenzione nel domicilio - conclude Saluzzo - proprio in ragione di quello che sarebbe stato il comportamento della signora, annunciato e pubblicizzato. Di qui la mia decisione”.