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Inchiesta Fonsai, la Corte d'Appello di Milano assolve Giulia Ligresti

Piemonte
Giulia Ligresti (ANSA)

È stato revocato il patteggiamento in primo grado a due anni otto mesi di carcere. Era imputata per aggiotaggio e falso in bilancio nell'ambito del caso Fonsai

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Giulia Ligresti è stata assolta dalla Corte d'appello di Milano, la quale ha accolto l'istanza di revisione proposta dagli avvocati difensori e ha revocato il patteggiamento in primo grado a due anni otto mesi di carcere, assolvendola definitivamente. Giulia Ligresti era imputata per aggiotaggio e falso in bilancio nell'ambito del caso Fonsai. A proporre la revisione della sentenza di patteggiamento sono stati lo scorso novembre gli avvocati Gianluigi Tizzoni e Davide Sangiorgio. La richiesta era arrivata dopo che la stessa Corte d'Appello di Milano aveva revocato l'ordine di carcerazione emesso dal Tribunale di sorveglianza di Torino, in seguito al rigetto della richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali. L'istanza era stata proposta per "inconciliabilità" della sentenza a carico di Giulia Ligresti, emessa dalla magistratura torinese con quella del fratello Paolo, nel luglio scorso assolto anche in appello a Milano, dove venne trasferito un filone del procedimento.

L'origine dell'inchiesta

L'inchiesta della procura di Torino su Fonsai era stata aperta nell'estate 2012 sulla scia di quella milanese su Premafin, società del gruppo Ligresti. Avviata per l'ipotesi di falso in bilancio e ostacolo all'attività di vigilanza, relativamente al quadriennio 2008-11, si era ampliata nel febbraio 2013 con l'aggiunta dell'ipotesi di infedeltà patrimoniale dopo la presentazione di numerose querele da parte degli azionisti. La Guardia di Finanza aveva perquisito, più volte, le sedi del gruppo sparse sul territorio italiano e sequestrato numerosi supporti informatici con almeno 12 terabytes di materiale che è stato analizzato nel corso degli ultimi mesi. Il buco di 600 milioni si riferisce alle riserve sinistri che Fonsai aveva contabilizzato nel bilancio 2010, poi utilizzato per predisporre l'aumento di capitale del 2011.

L'arresto

Giulia Ligresti era stata arrestata, durante le indagini preliminari, il 17 luglio 2013. Il successivo 28 agosto, in seguito a una perizia medica che attestava il disagio psicologico e i disturbi all'alimentazione causati dalla permanenza in carcere, la donna era stata posta ai domiciliari.

Le parole di Giulia Ligresti

Dell'assoluzione ha parlato anche Giulia Ligresti: "Finalmente dopo più di sei anni si è arrivati alla verità. E' stata durissima ma non ho mai smesso di lottare e di avere fiducia nella giustizia, nonostante la violenza di essere stata messa in carcere, con tutto ciò che ne consegue, da innocente. Troppo spesso, in nome della giustizia, si commette la più grande delle ingiustizia: togliere la libertà a un innocente e abbandonarlo alla gogna mediatica". La figlia di Salvatore Ligresti ha poi ringraziato "i miei avvocati, i miei figli, la mia famiglia e tutti gli amici che non mi hanno mai fatto sentire sola in questa difficile battaglia. E un pensiero - ha concluso - va anche a tutti coloro che in Italia e all'estero subiscono ogni anno la violenza del carcere da innocenti".