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Inchiesta Fonsai, ordine di carcerazione: arrestata Giulia Ligresti

Piemonte
Foto di Archivio

Aveva patteggiato 2 anni e 8 mesi di reclusione nel 2013 nell’ambito dell’inchiesta Fonsai. Ora si trova nel carcere di San Vittore a Milano 

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È stata arrestata Giulia Ligresti, figlia dell’imprenditore Salvatore Ligresti, come conseguenza del patteggiamento a 2 anni e 8 mesi di reclusione concordato a Torino nel 2013 nell’ambito dell’inchiesta Fonsai. Il Tribunale di sorveglianza del capoluogo piemontese ha respinto la richiesta di scontare il residuo della pena svolgendo dei lavori socialmente utili. È scattato così l’ordine di carcerazione. La donna, che aveva proposto di impegnarsi alcune ore alla settimana come designer di arredamento o pr, è stata portata nel carcere di San Vittore a Milano.

L'origine dell'inchiesta

L'inchiesta della procura di Torino su Fonsai era stata aperta nell'estate 2012 sulla scia di quella milanese su Premafin, società del gruppo Ligresti. Avviata per l'ipotesi di falso in bilancio e ostacolo all'attività di vigilanza relativamente al quadriennio 2008-11, si era ampliata nel febbraio 2013 con l'aggiunta dell'ipotesi di infedeltà patrimoniale dopo la presentazione di numerose querele da parte degli azionisti. La Guardia di Finanza aveva perquisito più volte le sedi del gruppo sparse sul territorio italiano e sequestrato numerosi supporti informatici con almeno 12 terabytes di materiale che è stato analizzato nel corso degli ultimi mesi. Il buco di 600 milioni si riferisce alle riserve sinistri che Fonsai aveva contabilizzato nel bilancio 2010, poi utilizzato per predisporre l'aumento di capitale del 2011.

L'arresto

Giulia Ligresti venne arrestata, durante le indagini preliminari, il 17 luglio 2013. Il successivo 28 agosto, in seguito a una perizia medica che attestava il disagio psicologico e i disturbi all'alimentazione causati dalla permanenza in carcere, la donna venne messa ai domiciliari. Dalla pena di due anni e 8 mesi dovranno essere sottratti i due mesi trascorsi in regime di custodia cautelare.