Per l’anniversario della presenza nel nostro Paese, LG Electronics affida a Ipsos Doxa una ricerca sul rapporto degli italiani con l’I.A. domestica. Sei su dieci la guardano con interesse e curiosità, ma chiedono trasparenza, utilità e la possibilità di mantenere il controllo
Trent’anni in Italia raccontati attraverso uno sguardo rivolto al futuro. Per celebrare l’anniversario della propria presenza nel nostro Paese, LG Electronics ha commissionato a Ipsos Doxa la ricerca “Dalla Smart Home alla AI Home”, dedicata al rapporto degli italiani con l’intelligenza artificiale tra le mura domestiche. L’indagine, condotta attraverso oltre 800 interviste rappresentative della popolazione tra i 18 e i 64 anni, fotografa una tecnologia ormai familiare: l’80 per cento degli intervistati dichiara di averla già utilizzata, mentre il 62 per cento le associa emozioni positive come curiosità e interesse. Il quadro che emerge è quello di un’Italia disponibile ad accogliere l’I.A., soprattutto quando può semplificare le attività quotidiane, migliorare il comfort e ridurre consumi e sprechi.
Dalla lavatrice al climatizzatore, l’I.A. convince se è utile
La lavatrice con intelligenza artificiale è considerata l’elettrodomestico più desiderabile: un italiano su tre afferma che vorrebbe assolutamente averne una. Il livello più elevato di delega riguarda però il climatizzatore, al quale il 60% affiderebbe le regolazioni automatiche per trovare la migliore combinazione di temperatura, umidità e flusso d’aria. In cucina, un intervistato su cinque ritiene che un frigorifero con I.A. possa aiutare a gestire la spesa, conservare meglio gli alimenti e limitare gli sprechi. Per il forno le funzioni più attese sono invece l’autopulizia, indicata dal 40 per cento del campione, il monitoraggio della cottura e gli avvisi contro il rischio di bruciare i cibi. Anche il televisore diventa più intelligente, con contenuti personalizzati e una migliore qualità di visione, ma in questo caso gli utenti vogliono conservare l’ultima parola.
Intelligente sì, ma mai completamente autonoma
La ricerca realizzata per i 30 anni di LG in Italia mostra anche un rapporto sempre più personale con l’intelligenza artificiale: il 45 per cento degli intervistati si sente rassicurato dal suo supporto, il 41 la "ringrazia" spontaneamente e il 26 per cento le parla come se fosse una persona. Per il futuro, tuttavia, gli italiani sembrano tracciare un confine preciso. Due su tre affiderebbero all’intelligenza artificiale tra il 25 e il 50 per cento della gestione domestica e il 30 la immagina come un “maggiordomo discreto”, presente quando serve ma non invadente. La casa ideale, dunque, non è completamente autonoma: deve saper anticipare i bisogni, ottimizzare energia e tempo e alleggerire le incombenze. Senza sostituirsi alle persone.