Che mondo sarà?
Le sfide del 2024
Dalla sorte della democrazia al cambiamento climatico passando per la salute mentale dei giovani: le sfide globali del 2024. Dati e mappe.
Cosa ci aspetta nel 2024? Impossibile dirlo. Più facile forse individuare, con l'aiuto di dati e mappe, alcune questioni di portata globale da tenere d'occhio nell'anno che sta per cominciare.
Cambiamento climatico: i rischi non sono uguali per tutti
Il 2023 si è chiuso con un nuovo accordo sul clima. Alcuni hanno presentato le conclusioni raggiunte alla Cop 28 di Dubai come la fine dell'era dei combustibili fossili. Altri osservatori, e pure alcuni Paesi partecipanti, si sono dichiarati molto meno entusiasti.
Dopo tutto, i rischi connessi al cosiddetto "climate change" sono sì globali ma non sono uguali per tutti. Ci sono aree del mondo che già subiscono più di altre l'impatto del riscaldamento del nostro pianeta e che le subiranno ancora di più in futuro. E queste differenze comportano differenti punti di vista sull'urgenza e l'intensità delle misure da prendere.
La fotografia di quanto possa essere diverso il rischio la offre per esempio il rapporto redatto da INFORM Climate Change. L'iniziativa della Commissione europea ha elaborato un indice che, tenendo conto di differenti fattori, prova a dare una misura di quanto ogni Paese del globo rischia a causa l'impatto del cambiamento climatico. Si tratta di approssimazioni certo, ma pure di indicazioni.
Non è difficile comunque prevedere che il tema resterà al centro del dibattito politico internazionale anche nel 2024. Soprattutto se il fenomeno chiamato el Nino continuerà a far sentire i suoi effetti portando a nuovi record di temperatura, locali e globali.
Ragazze, abbiamo un problema
C'è un'epidemia in corso, dice qualcuno. E non è quella che abbiamo purtroppo imparato a conoscere in questi ultimi 3 anni. Il Covid non c'entra o meglio c'entra in qualche modo ma non è del virus che stiamo parlando. Semmai della salute mentale dei ragazzi che, un po' in tutto il mondo dà segni di peggioramento.
Certamente la pandemia, con le restrizioni che ha imposto un po' ovunque, ha avuto un ruolo. Ma la tendenza era evidente già da prima. Come abbiamo raccontato nell'inchiesta a fumetti "Non può piovere per sempre", fenomeni di autolesionismo, disturbi alimentari, depressione sono in aumento nel nostro Paese.
Negli ultimi 10 anni gli accessi al Pronto soccorso dell'Ospedale pediatrico Gaslini di Genova per consulenze psichiatriche sono più che decuplicati. All'Ospedale Bambino Gesù di Roma sono quasi triplicati negli ultimi 5 anni. I numeri ci dicono anche che i problemi sono molto più diffusi tra le ragazze che tra i ragazzi.
All'estero non va meglio. L'Health Behaviour in School-aged Children (HBSC), indagine che misura periodicamente il benessere psico-fisico dei giovani di 11, 13 e 15 anni in quasi 60 Paese, mostra un calo generalizzato negli indicatori che misurano la salute mentale deagli adolescenti, soprattutto dopo gli anni della pandemia.
E il calo, ovunque, è molto più sensibile tra le femmine. Gli esperti fanno fatica a individuare le ragioni di questo fenomeno e il grido di allarme degli psichiatri e degli psicologi è spesso ignorato dalla politica e dalla società nel suo complesso.
Il 2024 sarà l'anno in cui il problema sarà affrontato con l'attenzione e i mezzi necessari?
Femminicidi e violenza di genere
Giulia, Martina, Maria Rosa, Patrizia, Fiorenza. Sono solo alcuni dei nomi delle donne vittime di omicidio volontario in Italia nel 2023. Si potrebbe continuare a nominarle fino ad arrivare a 115 (al 20 dicembre). Di queste, secondo il metodo adottato da Sky Tg 24 per tenere traccia del fenomeno, 51 sono state uccise in ambito relazionale: si tratta di femminicidi veri e propri. 14 invece sono stati i matricidi. 19 delitti non sono correlati a rapporti di genere e di 31 ancora non si riesce ancora a stabilire il movente.
Ma al di là della classificazione - che resta importante come testimonia il vasto dibattitto internazionale in merito - alcuni punti restano fermi indipendentemente dal metodo di analisi impiegato. Il primo è che le donne sono uccise nella stragrande maggioranza da uomini e da uomini con cui hanno una relazione affettiva o familiare. Il secondo è che anche un solo omicidio, uno solo, sarebbe già troppo.
Anche per questo Sky Tg 24 ha deciso di lanciare la campagna Basta.
Ma il problema, sfortunatamente, non è solo italiano. E' mondiale. Ogni anno in tutto il pianeta, ad ogni latitudine e ad ogni longitudine, decine di migliaia di donne sono vittime di omicidio volontario. E ad ogni latitudine e longitudine gli assassini sono nella stragrande maggioranza uomini, compagni o parenti.
E allora tra i temi con cui il mondo, ancora una volta, dovrà fare i conti nel prossimo anno non può non esserci la violenza di genere, sia nelle sue forme più estreme come l'omicidio, che in tutte le altre, purtroppo numerose, declinazioni.
Democrazia, un anno di passione?
Dire che il 2024 sarà un anno importante per valutare lo stato di salute della democrazia nella sua declinazione liberale non è esagerato. Basta guardare al calendario elettorale per rendersene conto. A gennaio si andrà al voto a Taiwan, una delle aree di più grande tensione nello scenario geopolitico globale. A marzo sarà la volta delle presidenziali in Russia dove, a guardare i sondaggi e conoscendo un po' il sistema, il risultato sembra scontato ma il conflitto in Ucraina aggiunge una sfumatura di incertezza.
A giugno, poi, le elezioni europee saranno l'occasione per misurare la temperatura dell'orientamento politico dei cittadini del Vecchio continente. Terrà l'attuale blocco socialista e popolare o verrà scardinato dall'avanzata dei partiti e dei movimenti di destra che sembrano avere il vento in poppa?
L'anno elettorale chiuderà con il botto con l'elezione del presidente degli Stati Uniti a novembre. E siccome uno dei candidati è Donald Trump, tensione, polemiche, polarizzazione dell'elettorato sono pressoché assicurati. Sia che alla fine participi, sia che la sua candidatura sia infine impedita da questioni legali.
Complessivamente, come ha notato il settimanale The Economist, più della metà degli abitanti del mondo saranno interessati da elezioni nazionali nel 2024. Una ragione in più per osservare da vicino i risultati e le campagne: ci potranno dire molto sul futuro della democrazia liberale, una forma di governo la cui marcia alla fine del secolo scorso sembrava inarrestabile e che ora mostra invece un incedere più zoppicante.
Lo stesso settimanale inglese da tempo lancia l'allarme contro "il crescente illiberalismo". Una tendenza che si può osservare anche in quei Paesi che hanno una solida tradizione democratica.
Conflitti e tensioni
Il conflitto Israele e Hamas a Gaza e la guerra in Ucraina sono in cima alle preoccupazioni degli analisti internazionali. Ma anche Taiwan, dove la Cina mette in mostra sempre più spesso la propria potenza militare,. o Myanmar e il Sudan non lasciano tranquilli.
Più in generale è il proliferare di luoghi di crisi, attuale o potenziale, a preoccupare e la percezione dell'assenza di un governo delle crisi.
Lo scenario globale è in fermento e le elezioni presidenziali americane con la probabile candidatura di Donald Trump non aiutano. Il risultato è quello che, sempre l'Economist, ha chiamato "un senso di disordine" alimentato dalla mancanza di una super-potenza egemonica in un mondo sempre più multipolare..