Mondiali 2026, alcuni dipendenti dello stadio di Los Angeles indicono uno sciopero

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I lavoratori hanno così scelto non essendo state accolte le loro richieste salariali e contro la presenza dell'agenzia di immigrazione ICE nell'area. Il sindacato "Unite Here Local 11", il quale rappresenta circa 2.000 lavoratori delle concessioni alimentari e delle suite dello stadio, ha dichiarato che il 96% degli iscritti si è espresso a favore di questa possibilità 

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Alcuni dipendenti del SoFi Stadium di Los Angeles hanno indetto uno sciopero che si dovrebbe svolgere durante la Coppa del Mondo 2026, non essendo state accolte le loro richieste salariali e contro la presenza dell'agenzia di immigrazione ICE nell'area. Il sindacato "Unite Here Local 11", il quale rappresenta circa 2.000 lavoratori delle concessioni alimentari e delle suite dello stadio, ha dichiarato che il 96% degli iscritti si è espresso a favore della possibilità di scioperare dopo che è stato proposto un sondaggio. 

La prima partita negli Usa del Mondiale di calcio

Ciò significa che i lavoratori "potrebbero lasciare il loro posto in qualsiasi momento se le loro richieste non fossero soddisfatte", ha sottolineato il sindacato in una dichiarazione. Cuochi, camerieri, cassieri, lavapiatti e altri dipendenti dello stadio hanno partecipato alla votazione che si è svolta nelle scorse ore. Il sindacato ha riferito che le trattative con "Legends Global", l'operatore dei servizi alimentari dello stadio, continueranno ancora nella giornata di lunedì, pochi giorni prima che il SoFi Stadium accolga la prima partita della Coppa del Mondo 2026 in territorio americano.

Il SoFi Stadium e l'ICE

Il SoFi Stadium, diventato la struttura sportiva più costosa del mondo, è stato inaugurato nel 2020 con un investimento da oltre 5 miliardi di dollari. Ospiterà otto gare della Coppa del Mondo 2026. "Se siamo costretti a scioperare, in quelle suite da 100.000 dollari della Fifa non ci saranno altro che acqua in bottiglia e Doritos", ha spiegato Kurt Petersen, co-presidente del sindacato. Tra le richieste dei lavoratori ci sono anche garanzie per poter abbandonare il lavoro nel caso in cui nelle partite del Mondiale ci fosse la presenza dell'agenzia federale ICE, punta di diamante dell'offensiva anti-immigrazione del presidente Donald Trump. I dipendenti hanno pure manifestato la propria preoccupazione per il fatto di dover fornire informazioni personali alla Fifa per l'accreditamento, temendo che possano essere condivise con le agenzie di immigrazione. Le richieste riguardano anche il miglioramento delle condizioni salariali dei lavoratori. 

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