4 Hotel, il vincitore a Venezia è Palazzo Barbarigo. L'intervista

TV Show sky uno

Barbara Ferrara

Tutti i giovedì alle 21.15 su Sky e NOW, Bruno Barbieri è protagonista e arbitro delle gare tra gli hotel di alcuni dei luoghi più affascinanti d’Italia. La prima puntata ha visto trionfare l'Hotel Barbarigo a Venezia. L'intervista alla vincitrice

Bruno Barbieri è tornato con la sua valigia per inaugurare a Venezia la prima delle otto nuove tappe di 4 Hotel (VAI ALLO SPECIALE). Un viaggio da Nord a Sud nella Penisola, alla scoperta della miglior hotellerie italiana. La puntata di debutto ha visto trionfare Nicoletta (FOTO) e il suo incantevole Palazzo Barbarigo affacciato sul Canal Grande, una delle mete più ambite dai turisti italiani e stranieri. Ecco cosa ci ha raccontato la vincitrice di questa sua "esperienza meravigliosa".

 

4 Hotel a Venezia: la prima puntata in 20 foto

l'intervista alla vincitrice

approfondimento

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Come hai reagito alla chiamata di 4 Hotel?

Quando ho saputo che Palazzo Barbarigo era un possibile candidato, non ci potevo credere! Conoscevo strabene la trasmissione, e tante volte avevo fantasticato di parteciparvi. Il mio figlio più piccolo, nella sua ingenuità, mi diceva spesso “mamma perché non li inviti da te?” E io: “Alessandro, meglio di no, chissà se vengono quante cose terribili saltano fuori… meglio guardare le puntate in televisione!” La possibilità mi si presentava reale, su un vassoio d’argento: prendere o lasciare, ma se lasci sai che poi l’occasione non tornerà mai più. Era un periodo nero per l’hotel, era da più di un anno che quasi non si lavorava, dopo l’acqua alta del 12 novembre 2019 che aveva messo in fuga i turisti e poi il Covid. Il personale era in cassa integrazione e avevamo iniziato degli importanti lavori di manutenzione. E’ stato un salto dal trampolino bendati e senza allenamento, con un’unica possibilità, o la va o la spacca.

 

Eri fan del programma?

Sono una grande fan dello chef Bruno Barbieri, che seguo con entusiasmo dalla prima puntata di MasterChef. Quando poi è diventato il giudice di 4 Hotel, il mio interesse è raddoppiato, unendo la simpatia per la persona alla curiosità di vedere svelato il mondo dell’hotellerie migliore d’Italia, quindi sì, grande fan! Vi svelo però un segreto: dopo aver iniziato la selezione per 4 Hotel, non sono mai più riuscita a guardare le puntate della stagione in onda, mi veniva l’angoscia! Così chiedevo a mio marito e ai miei figli se veniva fuori qualche spunto interessante di cui tener conto, ma io me ne tenevo alla larga, anche forse per scaramanzia.

 

Com’è stato partecipare nel ruolo di protagonista?

Non dimenticherò mai il momento in cui abbiamo visto Bruno venirci incontro, sorridente, con il cappotto elegante, guanti e valigia in pelle. Mi sembrava un sogno ad occhi aperti, era tutto vero, stavo realmente per partecipare a 4 Hotel!E’ stata un’esperienza molto forte, che lascia il segno. Emozionante, prestigiosa, ma anche stressante. Quello che non si sa è che si ha il microfono addosso tutto il giorno e che si viene filmati da una videocamera anche di notte mentre si dorme. Non ci sono prove, è tutto immediato: ti fanno le domande e devi sempre dare qualche risposta interessante.La troupe è stata carinissima, ci ha messo a nostro agio e ha saputo tirare fuori il nostro meglio. Alla fine dei delle riprese mi ero talmente abituata a loro che mi sono davvero tutti mancati.

 

Palazzo Barbarigo sorge nel 1500 e 100 anni fa è stato acquistato dalla tua famiglia, una bella responsabilità la tua.

Sì, è vero, ho fatto anch’io questo pensiero proprio qualche giorno fa. Ho pensato alla famiglia Barbarigo, i nobili che hanno commissionato la costruzione del Palazzo. L’ho guardato dall’esterno e ho provato ad immaginare quanti eventi mondani vi si sono tenuti, quante persone illustri hanno varcato la mia stessa porta nel corso dei secoli. Durante la ristrutturazione che abbiamo realizzato nel 2006, casualmente abbiamo scoperto un soffitto originale del 1500, a cassettoni e in foglia d’oro (due tipiche tecniche veneziane) nascosto da un pannello. Abbiamo scelto di farlo restaurare e riportarlo alla luce, proprio in onore del Palazzo e della sua storia. Questo soffitto si trova nella nostra saletta libreria, dove abbiamo anche esposto l’armatura ritrovata di Marco Barbarigo.

 

Come hai maturato l’esperienza che hai oggi nel gestire l’hotel?

La mia esperienza non è maturata in modo classico, come ci si aspetterebbe. Nonostante il mio sogno fosse quello di gestire Palazzo Barbarigo fin da bambina, io sono diventata commercialista. Mi sono avvicinata al mondo dell’hotellerie solo negli ultimi anni e in modo inizialmente trasversale, occupandomi di dettagli ritenuti trascurabili, tipo la scelta e la disposizione dei fiori, dei cioccolatini, la realizzare di foto e video e soprattutto la gestione dei social. A Palazzo Barbarigo avevamo un direttore e un imponente staff ricevimento, quelli di vecchio stile. Io ho avuto la fortuna di provenire da esperienze lavorative diverse, per cui ho ascoltato i loro consigli ma sempre pronta a riformarli per assecondare il mondo che cambia.

 

E’ vero che nel 1920 vi ha soggiornato Gabriele D’Annunzio?

Sì è vero, esiste perfino la sua “istanza di trasferimento di residenza” con tanto di indirizzo. Lui in realtà abitava al portone precedente, per cui alloggiava nei piani superiori all’hotel; però avevo letto che teneva da noi la sua collezione di opere d’arte, come magazzino in attesa di trasferirsi al Vittoriale. Sono sempre stata molto affascinata dal personaggio di D’Annunzio e scoprire che era legato a Palazzo Barbarigo è stato un orgoglio per me.

 

Che effetto fa agli ospiti questa chicca, hai qualche curiosità a riguardo?

La maggior parte dei nostri ospiti proviene dall’estero, per cui purtroppo conoscono poco D’Annunzio. Agli Italiani possiamo invece raccontare che tanti anni fa, credo in occasione di un Carnevale, è stato organizzato a Palazzo Barbarigo un party onirico dannunziano e dal video che ho visto devo dire che il nostro design anni Venti si abbina perfettamente alla figura di D’Annunzio. Alla fine sembra ci sia sempre un filo conduttore nella storia di questo edificio.

 

A proposito di ospiti illustri, c’è qualcuno che ti piacerebbe ospitare?

Dopo aver ospitato Bruno, come si fa a pensare a qualcuno più illustre di lui? La sua presenza è stata un’emozione unica, ne porterò il ricordo per sempre. Ecco, mi piacerebbe che tornasse lui, in un’atmosfera meno lavorativa e più rilassata. Mi sarebbe piaciuto molto conoscerlo meglio.

 

Come nasce la scelta di usare colori scuri per l’arredamento?

Devo dire che questa scelta è nata dall’interior designer a cui erano state affidate le finiture. Una scelta che sembrava azzardata, ma che si è rivelata un successo. All’epoca tutti gli hotel a Venezia erano decorati in stile classico, più o meno pacchiano, nessuno aveva pareti e soffitti scuri. Mio padre era terrorizzato all’idea e aveva espressamente messo a contratto la richiesta di “ritinteggiare i locali in colori chiari” alla fine della locazione. Per fortuna non ce n’è stato bisogno, anzi! Dopo di noi tante altre strutture hanno seguito la stessa ispirazione.

 

Quale pensi sia stata la tua carta vincente?

Sono una perfezionista, e desidero sempre il meglio per le persone che mi circondano, che siano familiari, amici o ospiti. Sono del segno dei gemelli e come grande caratteristica del segno ho una mente che svolazza senza sosta, interessandosi ad argomenti sempre diversi, da quale tipo di cuscino sia il migliore a come annodare i cordoni delle tende. Ogni dettaglio è per me interessante da studiare e da interpretare. Inoltre mi metto sempre in discussione, riesco a vedere le mie scelte con gli occhi di un estraneo e mi faccio critiche costruttive. Forse possiamo riassumerla con “la sensibilità”.

 

Farai tesoro della dritta di Barbieri sul tema della plastica?

Sono nata a Milano e ho frequentato lì la scuola elementare negli anni Ottanta. Credo siamo stati i primi bambini instradati alla raccolta differenziata e sensibilizzati al dramma della plastica sparsa sul pianeta. Quando Bruno mi ha redarguita sul tema della plastica ha sfondato una porta aperta! C’è da dire che soprattutto in questi tempi di pandemia le linee guida generali prescriverebbero sempre di sigillare tutto. Comunque, dopo la partenza di Bruno mi sono guardata intorno e mi sono chiesta cosa potevo iniziare a fare per dare il mio contributo. Ho comprato quindi lavatrice e asciugatrice (carico 20 chili!!) e ho calcolato che posso riuscire a lavare asciugamani e accappatoi in hotel senza ricorrere a lavanderie esterne. Ciò implica un grandissimo risparmio di plastica da imballaggio e anche un notevole risparmio di trasporto via barca dall’hotel fino alla lavanderia in terraferma e ritorno. Meno plastica e meno emissioni inquinanti.

 

Vittoria a parte, cosa porti a casa di questa esperienza?

E’ stata un’esperienza meravigliosa, molto formativa. Ho effettivamente imparato cose che non sapevo e ho preso parecchi spunti di riflessione per i prossimi miglioramenti da mettere in pratica. Insomma, questa esperienza per me non è stata un punto di arrivo ma un punto di partenza. Ho capito che sono sulla strada giusta, l’importante è non smettere mai di volersi migliorare!

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