Westworld 2 come Cambridge Analytica? Attenzione ai dati!

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@HBO

Nel primo episodio della seconda stagione della serie, in onda ogni lunedì alle 21.15 su Sky Atlantic in versione doppiata dal 30 aprile, si scopre una procedura seguita dalla Delos Destinations che mette a repentaglio la privacy degli ospiti. Proprio come è successo poco tempo fa per gli utenti di Facebook... Continua a leggere e scopri di più

 

Westworld, scopri lo speciale sulla serie

Intelligenza artificiale, scenari western e tecnologia di ultima generazione si mischiano nella serie Westworld, giunta su Sky Atlantic ogni lunedì alle 21.15 con la seconda stagione. Ma, fanno notare i creatori della serie, avete notato quanto il controllo della Delos Destinations sugli ospiti del parco tematico ricordi il recente scandalo sulla mancata privacy che ha coinvolto Facebook?

Westworld 2: Journey into Night. FOTO 

Privacy, addio!
A controllare la vita degli androidi dotati di intelligenza artificiale e degli ospiti del parco, disposti a pagare fior fiore di bigliettoni per vivere esperienze senza freni all’interno di Westworld, ci sono le più sofisticate tecnologie. E la prima puntata di Westworld 2 fa comprendere al pubblico che nessuno può avere segreti all’interno della serie.


+++ SPOILER +++


Nell’episodio “Journey into Night” vediamo Bernard e Charlotte, intenti a scappare dal parco attraverso un punto di accesso nascosto, che parlano della raccolta dati degli host, portando il primo a chiedere: "Stiamo registrando i dati delle esperienze degli ospiti e del loro DNA?". La risposta evasiva della collega lascia aperti molti dubbi: il tono sprezzante usato da Charlotte tradisce un senso di colpa per la grave violazione della privacy commessa, o forse l’ingenuità del non comprendere la gravità del fatto? D’altronde i termini di servizio di Westworld consentono alla Delos di raccogliere parti di corpi umani per ragioni che non sono mai completamente spiegate... Perché Delos registra il DNA umano senza consenso? Per creare, forse, host più avanzati? E che tipo di conseguenze potrebbero generarsi se queste informazioni divenissero di dominio pubblico?

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Westworld come Facebook?
Insomma, niente privacy all’interno della serie tv ispirata al film del 1973 di Michael Crichton "Il mondo dei robot": tutte le informazioni sugli ospiti vengono raccolte ma (quasi) nessuno ne è a conoscenza, la registrazione delle esperienze dei visitatori di Westworld costituirebbe infatti una grave violazione della privacy, visto che gli ospiti non hanno dato il loro consenso al momento della registrazione. Lo scenario, fa notare qualcuno online, ricorda vagamente la recente questione dello scandalo Cambridge Analytica che ha coinvolto Facebook: “È un'invasione della privacy non dissimile dallo scandalo Facebook-Cambridge Analytica, che ha visto il social network influenzare inconsapevolmente le elezioni presidenziali americane vendendo i dati personali degli utenti per consentire agli inserzionisti di indirizzarli meglio”, si legge sull’Indipendent.



Parola a Jonathan Nolan
La Delos, la casa madre di Westworld, opera all’interno del parco tematico seguendo un approccio simile alla raccolta dati effettuata dal team di Mark Zuckerberg sugli iscritti al social network, seppur solo per fiction. Tuttavia che Westworld 2 avrebbe chiamato in causa questioni di attualità era cosa già nota, come ha spiegato durante il recente Tribeca Film Festival Jonathan Nolan, creatore della serie insieme a Lisa Joy: “Negli ultimi dieci anni è emersa un’idea pericolosa e innovativa, e cioè che una compagnia può avere un certo obiettivo per il consumatore e uno completamente diverso per l’investitore. Google è un grande esempio, Facebook è un altro. Facebook è un modo per connettersi con le persone, ma questo non è affatto il loro business. Il loro business è venderti roba e leggerti nel pensiero. Viene fuori che il prodotto sei tu stesso. Non è un caso che queste due compagnie investono anche molto in AI. Tutto questo è molto importante per il nostro show. Si tratta di un modello di business cinico, che noi reinterpretiamo nel nostro show”.