Call My Agent Italia, l'esilarante monologo di Paolo Sorrentino sulla scuola. VIDEO

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Nel secondo episodio della serie adattamento Sky Original del cult francese Dix pour cent, il" venerato Maestro" premio Oscar ci offre una riflessione sugli incontri scolastici tra professori, genitori e figli. Una scena da antologia della comicità

"L' incontro a scuola tra genitori e figli è la cosa più prossima alla morte". Al solito l'immenso Paolo Sorrentino, protagonista del secondo episodio di Call My Agent Italia, non la tocca piano. Con inusitata, esilarante, acuta ironia, il regista premio Oscar ci offre un monologo indimenticabile e irresistibile di un incontro avuto con i professori sulle attività ricreative in cui potrebbero essere coinvolti i genitori degli studenti. il “Venerato maestro” del cinema italiano (e non solo), introdotto da una suora in ascensore, arriva alla CMA con una nuova, “geniale” idea per proseguire la sua serie ambientata in Vaticano inaugurata da The Young Pope: un sequel di The New Pope dal titolo “The Lady Pope”, con protagonisti Ivana Spagna e Denzel Washington, magari Madonna e perché no, forse pure Lino Banfi… Il Premio Oscar, nella finzione della serie storicamente assistito dal fondatore della CMA, Claudio Maiorana, ha raccontato di questa sua bizzarra visione agli agenti, che non riusciranno proprio a dirgli ciò che pensano per eccessivo timore reverenziale verso il maestro. Ma oltre a questo inarrivabile ispirazione, il cineasta partenopeo, dalla terrazza in cui si domina la città eterna e soprattutto il parterre du Roi del Bar Rosati, si rivela un fucinatore di ilarità, come avrebbe detto Federico Fellini, nello svelarci le follie, i deliri di un dopo  scuola (un tempo si chiamava cosi) che il regista italiano, secondo il corpo docente dovrebbe filmare. Ma nell'istituzione scolastica puoi trovare, per citare le parole di Sorrrentino, "il sentimento più orrendo dell'essere umano: l'entusiasmo immotivato"

Il cast di Call My Agent Italia

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Call my agent – Italia, la summa di tutte le serie-tv. La recensione

Le vicissitudini di una potente agenzia di spettacolo e le storie dei suoi soci, che gestiscono le carriere delle più grandi star del cinema italiano, per un viaggio ironico e dissacrante fra le insicurezze, le ossessioni e i segreti del nostro showbiz. Nella versione italiana, infatti, l’agenzia di management di attori al centro del racconto, l’immaginaria CMA (Claudio Maiorana Agency), si sposta da Parigi a Roma, e così le vicende, fra lavoro e vita privata, dei suoi carismatici agenti e dei loro assistenti.

Michele Di Mauro (Studio Battaglia, I delitti del BarLume, Santa Maradona), Sara Drago (La grande abbuffata, Jezabel, S/HE), Maurizio Lastrico (America Latina, Fedeltà, Don Matteo) e Marzia Ubaldi (I predatori, Suburra – La serie, L’allieva) interpretano gli agenti di alcuni fra i più grandi nomi del mondo dello spettacolo italiano, tutti alle prese con tragicomiche problematiche da risolvere in ciascun episodio. Straordinario il cast di guest star: nei panni di sé stessi saranno Paola Cortellesi, Paolo Sorrentino, Pierfrancesco Favino e Anna Ferzetti, Matilda De Angelis, Stefano Accorsi e Corrado Guzzanti a dare filo da torcere agli agenti e ai loro assistenti, questi ultimi interpretati da Sara Lazzaro (Doc – Nelle tue mani, 18 regali, Volevo fare la rockstar), Francesco Russo (L’Amica Geniale, A Classic Horror Story), Paola Buratto (Bang Bang Baby). Con Kaze (Anni da cane) nel ruolo di Sofia, la receptionist dell’agenzia, ed Emanuela Fanelli (Siccità, Brave ragazze) in quello di una delle più “stravaganti” attrici della CMA, Luana Pericoli.

E con la partecipazione di Alberto Angela, Joe Bastianich, Livio Beshir, Dominique Besnehard, Piera Detassis, Paolo Genovese, Federico Ielapi, Pif, Ivana Spagna.

Call  My Agent Italia, il monologo integrale di Paolo Sorrentino sulla scuola

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Call My Agent Italia, da oggi su Sky. Cosa c'è da sapere

"Vittorio vieni, ti devo dire una cosa." "Vieni, ti devo raccontare una cosa. Sabato, i genitori lavoravano, allora io ho portato mio nipote all'incontro trimestrale a scuola genitori-figli." "Mh, sono sempre belle queste occasioni, No?" "Sono la cosa più prossima alla morte." "E perché?"  "Perché puoi trovare, nella scuola, il sentimento più orrendo dell'essere umano." " E quale?"  "L'entusiasmo immotivato." "Ha cominciato un genitore che suonava la batteria: ha detto io posso fare un corso pomeridiano di batteria per i bambini. C'è stata una ola dei genitori. A quel punto la moglie, che insegna Macarena ha detto facciamo un corso di Macarena. La Macarena è importantissima, sprigiona la creatività. Applausi, giubilo, un consenso generale dei genitori. Un altro genitore, tracagnotto, uno di quelli che hanno un sacco di tempo libero, ha detto: ma io guardo ciclismo in televisione dalla mattina alla sera. Io posso fare un corso di ciclismo. C'è stato un entusiasmo generale. Come in preda a una droga più o meno sconosciuta. Tutti quanti hanno detto: ma è un'idea bellissima. Nel mondo dovrebbero esserci solo ed esclusivamente le biciclette, perché macchine e motorini inquinano. E a quel punto la maestra mi guardava. Io lo sapevo. Stava arrivando a me e ha detto: Sorrentino lei potrebbe prendere una telecamera e filmare tutti i corsi che ci sono." "Però, il consenso lì è stato più moderato, perché Il critico cinematografico, come sai bene, alligna con perseveranza nel cuore del genitore moderno". "Cos'è successo?" "Ma, io un po' imbarazzato, ho balbettato. Ho detto: guardate i miei figli ormai sono grandi, però quando erano piccoli, andavano semplicemente a scuola e poi il pomeriggio giocavano per i fatti loro. Anche in vacanza sono andati molto di rado, perché io e mia moglie, d'estate lavoravamo. E tutto sommato mi sembrano felici questi ragazzi." "E bravo. E loro come hanno reagito?" "Hanno fatto scendere su di me un silenzio che si tributa solo agli ergastolani. Un nonno, ex-hippie, ha detto con la mascella serrata: delinquente. E un'altra signora, madre di un figlio unico, mi ha puntato il dito e ha detto: assassino." "E tu che hai fatto?" "A quel punto io ho scritto una lettera." "Al Ministro dell'Istruzione?" "A Dio." "Ah, e cosa gli hai scritto?'" "Gli ho scritto: Dio occupati tu dell'educazione." "Dei figli?" "No, dei genitori." "Questa è un'altra bella storia." "Eh, ma è vera. E tu lo sai, la verità al cinema funziona solo con quei registi un po' rachitici, avari." "Offende." " Io so' generoso."

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