Sugarfree e Alex Britti insieme nel singolo Siamo diversi: "È il nostro urlo di speranza"

Musica
Camilla Sernagiotto

Camilla Sernagiotto

Dal 6 novembre arriva il nuovo singolo degli Sugarfree con Britti. Siamo diversi affronta guerre, razzismo, estremismi e abusi di potere. Un brano nato da un riff blues e da una collaborazione che gli artisti raccontano a Sky TG24. L'INTERVISTA

A più di vent'anni dal successo di Cleptomania, gli Sugarfree scelgono di portare al centro della propria musica temi sociali e politici. Il nuovo singolo Siamo diversi, disponibile dal 6 novembre (potete ascoltarlo in fondo a questo articolo), parla di guerre, discriminazioni, razzismo, menzogne e abusi di potere, con un messaggio che punta al rispetto delle differenze e alla pace. Al brano partecipa Alex Britti, che cura gli arrangiamenti e suona tutte le parti di chitarra.

 

Il pezzo nasce da un riff blues che ha fatto pensare subito a Britti. Il cantautore ha accolto la proposta e ha contribuito a dare al brano una dimensione più rock, rafforzando anche la componente emotiva del testo. Per gli Sugarfree non si tratta però di una vera svolta: come spiegano nell'intervista a Sky TG24 (che potete leggere in fondo a questo articolo), questa attenzione ai temi sociali era già presente nella loro scrittura, anche se finora non era mai arrivata al centro di un singolo.

Il significato di Siamo diversi

La canzone nasce dalla necessità di confrontarsi con ciò che accade nel mondo. Nel testo compaiono riferimenti a guerre, missili, razzismo, menzogne ed estremismi, mentre la critica agli abusi di potere non viene indirizzata verso un solo schieramento politico.

 

Il titolo richiama le differenze tra persone e popoli, ma il messaggio non è quello della contrapposizione. Al contrario, gli Sugarfree parlano della necessità di riconoscere le diversità e trasformarle in un'occasione di rispetto e convivenza. Nel ritornello torna la domanda «Dov'è l'umanità, qual è la verità?», insieme alla richiesta di vivere senza odio.

Per Matteo Amantia il brano è «un urlo di speranza», ma anche il modo scelto dalla band per opporsi alle ingiustizie e chiedere pace ed empatia. Una presa di posizione che nasce, spiegano gli Sugarfree, dalla difficoltà di restare indifferenti davanti a quello che sta accadendo nel mondo.

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Sugarfree e Alex Britti nel nuovo singolo Siamo diversi

Il blues incontra il rock

La collaborazione con Alex Britti parte dalla musica. Matteo Amantia e Giuseppe Lo Iacono lavorano su un'idea blues e pensano al cantautore romano, che accetta di partecipare al progetto. Britti si occupa degli arrangiamenti e suona tutte le chitarre, accentuando la componente rock del brano.

 

Per Britti il blues rappresenta una parte fondamentale della propria identità musicale. È un linguaggio che, come racconta, continua a essere un punto di riferimento anche quando esplora generi differenti. La collaborazione con gli Sugarfree gli ha quindi permesso di ritrovare sonorità a lui particolarmente familiari, mescolandole a rock e pop.

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Da Ora o mai più allo studio di registrazione

L'incontro tra Britti e Matteo Amantia aveva avuto un precedente televisivo. Nel 2025 i due avevano condiviso l'esperienza di Ora o mai più, con Britti nel ruolo di maestro e Amantia tra i concorrenti. Il percorso si era concluso con il secondo posto di Amantia, dopo la vittoria nella prima puntata. In finale avevano anche cantato insieme Oggi sono io.

 

La collaborazione musicale è arrivata circa un anno dopo. Britti racconta di aver detto a Matteo, durante il programma, di farsi sentire «per qualsiasi cosa». Quel momento è arrivato con Siamo diversi: una telefonata che ha portato i due, insieme agli altri componenti degli Sugarfree, nuovamente in studio.

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Dagli amori di Cleptomania alla denuncia sociale

Il nuovo singolo si allontana dai temi sentimentali che hanno caratterizzato gran parte del repertorio più noto degli Sugarfree. Nel 2004 Cleptomania arrivò al primo posto della classifica dei singoli più venduti e rimase in vetta per cinque settimane. Nel 2006 la band partecipò al Festival di Sanremo con Solo lei mi dà, mentre nel 2008 arrivò Scusa ma ti chiamo amore, legata all'omonimo film di Federico Moccia.

 

Gli Sugarfree spiegano però che Siamo diversi non rappresenta una svolta improvvisa. Una parte della loro scrittura aveva già affrontato temi differenti dall'amore, anche nei brani Tutto e Piacere, contenuti nel primo album Clepto-manie. La novità è aver scelto questa volta di trasformare quel tipo di scrittura in un singolo.

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La musica come messaggio

Per Alex Britti la musica può raccontare la realtà anche oltre la cronaca. Può raggiungere le persone attraverso le emozioni e spingerle a riflettere su ciò che accade. Una canzone, osserva il cantautore, forse non può cambiare le cose, ma può comunque lanciare un messaggio importante.

 

Siamo diversi, accompagnato da un videoclip ufficiale, arriva dopo Avevo bisogno di te, pubblicato dagli Sugarfree nel febbraio 2026. È un nuovo capitolo per la band, che attraverso la collaborazione con Britti porta la propria musica su un terreno più esplicitamente sociale, mantenendo al centro l'idea che le differenze non debbano diventare motivo di odio.

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L'intervista a Sugarfree e Alex Britti

Abbiamo incontrato gli Sugarfree e Alex Britti per chiedere loro come è nata questa collaborazione. Ecco cosa hanno raccontato ai microfoni di Sky TG24.

Con Siamo diversi affrontate temi sociali e politici molto lontani dall'immaginario sentimentale dei vostri successi. Perché avete sentito l'esigenza di raccontare questa realtà proprio adesso?

Sugarfree: Perché è proprio in questo periodo che nel mondo stanno accadendo cose che ci sembrano assurde e atroci. Da artisti abbiamo sentito il bisogno e il dovere di schierarci dalla parte dell'umanità, l'unica parte dove tutti dovrebbero stare. Questo brano è il nostro urlo di speranza ma anche il bisogno di opporsi alle ingiustizie nel nome della pace e dell'empatia, pur sapendo che siamo “tutti diversi”.

 

Dopo il successo di Cleptomania e Solo lei mi dà, il pubblico vi associa soprattutto a canzoni d'amore. Questo nuovo brano rappresenta una svolta nel vostro percorso o rivela una parte di voi che finora era rimasta in secondo piano?

Sugarfree: Nessuna svolta, questo brano rappresenta una parte della nostra scrittura che in realtà c’è sempre stata anche se rimasta in secondo piano, ma che si può riscontrare fortemente in brani come Tutto o Piacere che fanno parte del primo album Clepto-manie. L’unica differenza ad oggi è che abbiamo deciso di pubblicare un brano del genere come singolo, cosa che non era mai successa.

 

Come è nata l'idea di coinvolgere Alex Britti? Che cosa ha portato alla canzone il suo contributo musicale?

Sugarfree: Il brano è nato da un riff blues che ci ha fatto subito pensare ad Alex il quale ha abbracciato con entusiasmo il progetto arrangiando e suonando tutte le parti di chitarra. Alex ha fatto uscire la sua anima più rock ed ha amplificato il messaggio del testo rendendo tutto emotivamente più forte.

 

Alex, la collaborazione arriva dopo l'esperienza condivisa con Matteo Amantia a Ora o mai più. Come è nata?

Alex Britti: La collaborazione è nata in maniera molto naturale. A Ora o mai più avevo detto a Matteo: «Per qualsiasi cosa, fammi un fischio». Dopo circa un anno quel fischio è arrivato e io, come promesso, c'ero. Quando c'è stima reciproca e c'è voglia di fare musica insieme, le cose vengono da sé. È stato bello ritrovarci, questa volta in studio, e fare musica insieme.

 

Il brano nasce da un'idea blues, un genere che fa parte della tua storia musicale. Che cosa ti ha convinto a partecipare al progetto?

Alex Britti: Sicuramente l'amicizia con Matteo, ma anche la proposta musicale. Il blues è una parte importante della mia storia e ritrovare quelle sonorità, mescolate al rock e al pop, mi ha fatto sentire subito a casa. Era un progetto in cui mi riconoscevo musicalmente e al quale ho partecipato molto volentieri.

 

Con Siamo diversi, gli Sugarfree affrontano temi come le guerre, il razzismo e gli abusi di potere. Che ruolo può avere oggi la musica nel raccontare quello che succede nel mondo?

Alex Britti: La musica può raccontare quello che succede nel mondo anche oltre quello che ci arriva dai telegiornali. Può farlo in modo diverso, arrivare alle persone attraverso le emozioni e spingerle a riflettere. Una canzone magari non cambia le cose, ma può lanciare un messaggio importante.

 

Alex, hai iniziato a suonare il blues molto prima di diventare un cantautore di successo. Quanto sono ancora importanti quelle radici nel tuo modo di fare musica?

Alex Britti: Tantissimo. Il blues è fondamentale per il mio equilibrio, sia musicale che mentale. È il mio punto di partenza, una valvola di sfogo e un linguaggio in cui mi ritrovo sempre, anche quando esploro altri generi.

 

In questo progetto ti sei occupato degli arrangiamenti e di tutte le chitarre, senza firmare il testo. Che cosa ti piace del collaborare al progetto artistico di qualcun altro?

Alex Britti: Per me fare musica è prima di tutto un piacere, soprattutto quando credo in un progetto e nelle persone con cui lavoro. Mi piace mettermi al servizio della canzone, fare quello che serve senza aggiungere altro solo per metterci la mia firma. In questo caso il brano aveva bisogno di una spinta in più, di un po' di cattiveria.

 

Dopo tanti anni di carriera, che cosa ti stimola ancora musicalmente e che cosa, invece, senti di non aver ancora esplorato?

Alex Britti: La curiosità è alla base di tutto. Ho sempre voglia di sperimentare e creare qualcosa di nuovo. Non parto mai da un ragionamento preciso, seguo l'istinto e mi lascio guidare dalla musica. Credo che sia importante non perdere mai la voglia di scoprire e mettersi in gioco.

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