Pisa Jazz, Suzanne Vega porta in concerto la sua America e i suoi sogni
Musica
L'artista di Santa Monica si è esibita al Giardino Scotto e ha accompagnato il pubblico in un viaggio umano, poetico e artistico lungo oltre quarant'anni
Quello che non ti aspetti. Suzanne Vega chiude il suo tour italiano a Pisa, al Giardino Scotto nell'ambito della rassegna Pisa Jazz, con un live commovente. Questa signora di 77 anni, californiana di Santa Monica, accompagna il pubblico (non solo nostalgici ma anche giovani che la hanno scoperta dai genitori o sospinti da quella curiosità che ogni tanto boicotta il mainstream) in un viaggio lungo oltre un'ora e mezza e che mescola il percorso artistico di una ragazza che nei primi anni Ottanta (del secolo scorso) si esibiva nei locali del Greenwich Village con i brani del suo album più recente, quel Flying with Angels pubblicato nel 2025. A impreziosire la serata la sua interpretazione di Walk on the Wild Side "un brano molto newyorkese del mio amico Lou Reed". Sul palco con lei il chitarrista Gerry Leonard, in passato collaboratore di David Bowie, e la violoncellista Stephanie Winters. Insomma un concerto intimo e raffinato che si apre con Marlene on the Wall e 99.9 F° (title track del suo album del 1992) eseguiti in solitario con la chitarra. Il primo, invece, fa parte del suo debut album del 1985 ed è dedicato Marlene Dietrich: Suzanne si domanda se invece di un suo poster ci fosse davvero lei che consigli mi darebbe? Accenna qualche parola in italiano, ringrazia Pisa e poi arriva The Queen and The Soldier definita una sad song, una canzone triste. E' la storia di un soldato che non vuole più combattere, lo dice alla sua regina la quale dapprima sembra comprensiva poi ne ordina l'uccisione. Curiosa la storia di Chambermaid, che fa parte dell'ultimo album: "La canzone è ispirata da I Want You di Bob Dylan ed esplora i doveri e le riflessioni silenziose di una cameriera al servizio di un uomo famoso". Luka e Tom's Diner chiudono il concerto ma si intuisce che la serata, in quella bomboniera che è il Giardino Scotto, non è ancora conclusa. Torna infatti sul palco per l'omaggio a Lou Reed e per Rosemary, canzone del 1998 che descrive un incontro casuale e i ricordi legati a un viaggio, entrambi resi dolci dalla descrizione delle donne che vendono rametti di rosmarino nelle piazze. Il commiato è con In Liverpool che racconta una quieta domenica in città senza traffico e senza rumori, scandita dai rintocchi di una campana: c'è un campanaro pazzo che insiste da mezz'ora come se cercasse qualcosa o qualcuno. Invece "In Pisa" nessuna follia solo la poesia, i sogni e le speranze di Suzanne Vega.