PSK 2026, TonyPitony in concerto a Pisa: "Andate a prendervi la felicità"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

L'artista siciliano e la sua band hanno conquistato il Pisa Summer Knights con uno show esperienziale. Tra il pubblico la giovane band pisana dei Marylin. IL RACCONTO

Pazza idea quella di portare TonyPitony e i suoi discepoli in piazza dei Cavalieri. Ma vincente. Via le sedie e tutti i piedi per condividere una serata con questo artista che sposa il look del turista tedesco ricco in vacanza sul Lago di Garda con una maschera che rammenta Fred Flinstone, il capofamiglia degli Antenati (molti dicono Elvis Presley, ma The Pelvis aveva un look eccentrico e non radical-chic come il nostro Tony) per poi dissacrare queste immagini buoniste con parole graffiano. Insomma una serata diversa da tutte le altre la penultima del Pisa Summer Knights 2026, una eterogena e avvincente rassegna promossa dal Comune di Pisa in collaborazione con Pisamo e organizzato da LEG Live Emotion Group. C’è un filo ideale, secondo me, in quel filone che viene ribattezzato Rock Demenziale che parte dagli anni Settanta con gli Squallor, loro sì anarchici della musica in un’epoca di egemonia democristiana e papalina (questa ci governa ancora oggi), prosegue con gli Skiantos dei compianti Roberto “Freak” Antoni e Fabio “Dandy Bestia” Testoni e con Elio e Le Storie Teste e oggi è rappresentato da questo ingegnoso artista siracusano classe 1996 che da oltre sei anni racconta la società con una personalissima cifra stilistica. Torniamo in piazza dei Cavalieri, bella come sempre, con la luna in faccia al palco e le stelle che occhieggiano. Peccato solo per le finestre chiuse del Palazzo dei Dodici: sono sempre state aperte, non illuminate ma aperte assolutamente sì, e poter sbirciare, col naso all'insù, in questo palazzo trecentesco di abbagliante bellezza (ho avuto la sensazione che anche la statua di Cosimo I De Medici abbia dimostrato il suo disappunto inarcando le labbra come un marmoreo emoticon). Nessuna protesta invece contro i suoi testi come è recentemente accaduto a Sassari dove è stato accusato di prendere di mira le donne, di essere omofobo e di ironizzare sulle persone con corpi non perfetti. Se tutto questo è vero lo stesso trattamento va riservato a Checco Zalone che nei suoi film “contesta” tutto e tutti. Il concerto è una liturgia: tra il pubblico ci sono la bambola gonfiabile, la mini porta da calcio che TonyPitony dovrà centrare dal palco (a Lucca i suoi rigori non sono diventati gol), imitatori di Tony medesimo, magliette stampate appositamente; dal palco ricambiano con uno spettacolo scoppiettante e lanciando palle giganti con disegnato un capezzolo. La scaletta non riserva sorprese: ci sono tutte, da Culo a Giovanni, da Sessonline a Tua mamma, da Mi piacciono le Nere a Donne Ricche (in acustico), da Uomo Cannone alla conclusiva Striscia. E’ stato un bel concerto? Non lo so, è soprattutto una esperienza, un viaggio colorito e colorato dove talvolta i nostri pensieri temono ad affacciarsi. Il suo pubblico gli urla che “c’è solo un capitano” ed è lui, il live è andato sold out appena annunciato…quindi qualunque sia la mia o la vostra opinione, ha comunque ragione lui.

Marylin
Marylin

MARYLIN: “E’ UN PROVOCATORE IL SUO OBIETTIVO E’ DARE NOIA”

Uno dei volti freschi del Rock italiano è quello dei Marylin, band pisana composta da Mary (voce e pianoforte, 25 anni), Alex (percussioni e batteria, 25 anni) e Gianluca (in arte Gleo, chitarra, 27 annii). Incuriositi dal fenomeno TonyPitony hanno preso posizione sulla scalinata della Scuola Normale per vivere (e godersi) una serata speciale al Pisa Summer Knights: “E’ più uno show che un concerto -mi raccontano- lui è uno showman incredibile e i musicisti sono eccezionali. Ci ha colpito che non ha fatto pezzi attaccati tra di loro, era una scaletta strana con picco, interazione col pubblico e poi lo strumentale. L’intro ci ha ricordato un trailer, un assaggio di quello che sarebbe accaduto poco dopo”. TonyPitony ha dominato il palco, anche nella sua staticità era ingombrante: “Lui è un provocatore -aggiungono- il suo obiettivo è dare noia. O lo ami o lo odi, porta la provocazione all’eccesso”. Sold out da mesi, lo zoccolo duro del suo pubblico e tra i venti e i quarant’anni, con frange adolescenziali e più adulte: “Per chi è nella stagione degli anta -aggiungono i Marylin- forse è più difficile da capire. Noi ci aspettavamo questo pubblico. Non vediamo alcuno sfondo politico e sociale, gioca molto col linguaggio della nostra generazione, quel black humor che accompagna allo stremo. Porta a livello universale un linguaggio che noi usiamo tra amici, perché quando siamo a cena le battute razziste o sui gay capitano ma mai ci permetteremmo di farle in pubblico: lui invece osa e provoca. E’ una esperienza più che un concerto, conta molto quello che rappresenta. A proposito ti lanciamo una sfida: se hai il coraggio ti aspettiamo per featuring a ruoli opposti ovvero noi mascherati e tu smascherato”. Il progetto Marylin nasce nel 2023 ma suonano insieme da dieci anni, dalle scuole superiori, e il nome si ispira simbolicamente a Marylin Monroe mentre realisticamente è un omaggio alla frontwoman Marina ribattezzata Mary. Mi raccontano che “i primi due anni li abbiamo trascorsi chiusi in studio solo ad ascoltare e analizzare ogni genere di musica, all’inizio sentivamo proprio di tutto perché ci piace l’idea di contaminazione; poi ci siamo orientati sul mondo latino, da Buena Vista Social Club a Manu Chao fino al manouche: questo è il nostro humus. L’Amore o la Guerra? è il primo singolo ed è uscito nel 2024 ma non c’erano ancora idee ben definite, diciamo che Sole Luna è quello che ci ha definito perché è la summa delle nostre idee di contaminazioni, prima ci muovevamo su un terreno più Pop Rock senza forti contaminazioni. Insomma abbiamo smesso di cercare quello che piace agli altri spostando l’obiettivo su quello che piace a noi; Kennedy, l’ultimo singolo, è quello più romantico, più ballad”. Guardando al futuro mi anticipano che il disco nuovo sarà più estremo, li identificherà al massimo: il viaggio inizierà dopo l’estate con i primi singoli. Al momento sono indipendenti ma intorno a loro c’è interesse. Mary, Gianluca e Alex (questi ultimi sono fratelli) come convivono e condividono il progetto Marylin? “Andiamo perfettamente d’accoro, siamo mente, cuore e corpo e ognuno ha il suo ruolo”. In questa estate stanno facendo tante date, da inizio maggio almeno una a settimana: “Per noi si sono aperte porte in Toscana in città dove mai avevamo suonato. Ai nostri concerti si balla dall’inizio alla fine e proponiamo qualche pezzo nuovo per testare il gradimento del pubblico. C’è anche qualche cover e citiamo per tutte Mondo Nuovo di Neffa rifatto da noi e molto amata. Sul palco non divisione, siamo un tutt’uno”. La scrittura dei testi (il loro Arca di Noè ha raggiunto le finali del Premio Amnesty) è affidata principalmente a Mary: “Le canzoni nascono dal mio guardarmi dentro, faccio ironia sulla mia vita, dalla convinzione che sarò sempre una bambina. La mia infanzia è stata emotivamente forte e mi ha lasciato tante cose che mi piace condividere. Noto che la gente si immedesima, anche attraverso la mia abitudine di coniare neologismi come, ad esempio, Zuzzurella che è il mio avatar, è una persona che ironizza su se stessa e a una certa va contro gli stereotipi sociali. Faccio quello che mi fa stare bene”. I Marylin sono una giovane donna con i capelli colorati che ci accompagna nel paese delle meraviglie e due giovani uomini con gli occhi affamati di vita, sono i dreamer del 2026, quelli che hanno il coraggio di essere se stessi e che di questo coraggio hanno fatto le fondamenta della loro musica.

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