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Delia, album Sicilia Bedda: "Sono sempre stata una piccola donna libera"

Musica
Fabrizio Basso

Fabrizio Basso

La finalista dell'ultima edizione di X Factor pubblica il suo primo progetto discografico sotto l'ala protettiva di Carlo Avarello e della sua Isola degli Artisti. L'INTERVISTA

Delia debutta con l'album d’esordio Sicilia Bedda. Dopo il podio a X Factor, l’esibizione accanto a Serena Brancale e Gregory Porter durante la serata delle cover del Festival di Sanremo, il successo del singolo Al Mio Paese con Serena Brancale e Levante e la sua performance sul palco del Primo Maggio a Roma, la giovane artista siciliana arriva al suo debutto discografico con un progetto che rappresenta il manifesto della sua identità artistica. Cantautrice e pianista classica, Delia Buglisi, racconta la Sicilia contemporanea attraverso un linguaggio musicale che unisce tradizione mediterranea e scrittura moderna, dando voce a temi come le radici, l’appartenenza e la libertà femminile. A confermare il forte legame con il pubblico c’è anche il risultato straordinario del suo primo tour costellato di numerosi sold out in tantissimi teatri italiani. E in questa estate 2026 i concerti proseguono open air.

 

 

Delia partiamo dalla storia di Sicilia Bedda: è un progetto di memoria, di radici ma soprattutto di identità: come è nato? Come ci hai lavorato?
La mia missione, il mio manifesto sono fare capire che il siciliano è una  lingua che può avere tantissimi abiti, è universale, e io per esprimere certi sentimenti ne ho bisogno.

In un’epoca di musica omologata tu ti sei subito imposta per uno stile unico: è un grande merito ma è anche un’arma a doppio taglio perché quando si fa il tuo nome le aspettative sono sempre alte. Ne sei consapevole? Ti mette un pochino di ansia?
Non ne sono consapevole e ti dico che me la vivo con tranquillità, cerco di rispondere allo stimolo artistico. Mi fa piacere non essere omologata ma non c’è ansia da prestazione, faccio sempre del mio meglio.

Le protagoniste delle tue canzoni sono donne libere, consapevoli e determinate, che rivendicano il diritto di scegliere il proprio destino e la propria voce: nel 2026 è ancora complicato essere donna e libera?
Ho la fortuna di essere sempre stata una piccola donna libera; tanto dipende dalla famiglia, dagli amici e dall’ambiente di lavoro ma passi da fare ce ne sono tanti.

Tra queste donne suppongo ci siano in primis quelle della tua famiglia: in cosa ti senti debitrice nei loro confronti per la giovane donna che sei oggi?
E’ come se fossi una custode della mia linea di sangue, porto con me quello che mi hanno insegnato e quello che posso essere io come donna.

“Semu in Sicilia e non si cambia religione” dici in Tango di Passione. Vieni da una regione molto religiosa. Sei credente?
Lo sono. Prego ogni giorno, ma alle funzioni ci sono poco. Prima stavo a casa a studiare ora sono fuori a cantare, ma cerco di recitare sempre le mie preghiere, un ringraziamento a fine giornata per il dono della salute e per le persone vicine.

Rum e Cioccolata è il ritratto che in amore non sa prendersi responsabilità? Che ha paura di impegnarsi?
Più della paura di impegnarsi c’è quella di fermarsi: tutto oggi è veloce, stare con una persona può essere visto come un limite ed è un peccato perché si perdono i valori della condivisione.

Le “facce vecchie, appese, stese gocciano frasi a tradimento” di Sicilia Bedda sono le mamme e le nonne degli hater?
Sì sono loro. Bellissima la tua lettura, non ci avevo pensato. Quello è, non si fanno i fatti propri, pensano più a quelli degli altri perché non hanno nulla da fare.

Tu sei “nata ai piedi del vulcano”: per voi siciliani è semplicemente la Montagna cosa è per te? C’è chi sostiene che sia la porta per gli inferi.
La ho sempre vista, per noi della provincia di Catania (Delia è nativa di Paternò, ndr) è affettuosamente Mamma Etna, è un punto di riferimento, quando mi allontano dalla Sicilia mi manca il Nord, è anche un riferimento geografica. In chiave mitologica penso a Efesto, il dio più sfigato.
 

Fimmina parte con la citazione di Ciuri Ciuri…mi fai il ritratto della “fimmina sicula” 2.0? E’ libera come la canti nell’omonima canzone o, parlando delle donne in generale, è ancora schiava del “non se po’ fa”? Ci sono ancora troppe femmine zitte e mute?
Sta in mezzo. Esistono tutti i presupposti per essere libere ma ci sono situazioni che ci ingabbiano: per strada c’è da avere paura, non puoi essere tranquilla passeggiando. Ci sono prospettive per raggiungere l’agognata libertà, basta partire dalla convinzione che libertà è non ledere il prossimo.

Ninna Nanna Natia è una canzone di sospiri e silenzi: da piccola avevi una ninna nanna e una favola preferite?
La Ninna Nanna era la Siminzina che sono i semi che butti in terra. Per le favole chiedevo a mio padre delle storie che si inventava lui.

Consideri Cleopatra una delle prime femministe della storia? Perché hai scelto lei per la domanda enorme “ci sarà per me l’amore oppure sono destinata a stare sola”? Oggi “Lu cori ti scricchia”, come dici in Cu Ti Lu Dissi?
Assolutamente sì, tra tutte le canzoni è quella che mi rispecchia maggiormente come donna. Sono solitaria come la signora Cleopatra ma felice, quello che mi fa stare bene è dentro di me, quello che mi giunge da fuori è un valore aggiunto.

Infine parlami della tua estate musicale, del tour e di quello che hai in agenda.
L’estate è piena, ho fatto tante cose, vengo da un bel tour invernale, poi è uscito Al Mio Paese che ho condiviso con Serena Brancale e Levante, poi i radio tour. Il debutto estivo è stato a Palermo. Mi godo ogni attimo, mai do scontati i risultati e quando arrivano me li godo. Sono tre anni che viaggio tra Roma e Catania e canto già da nostalgica.

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