Adriano Moretti, album Era Mai: “I ricordi sono una valigia nascosta che ogni tanto apri"
Musica
Il disco è un viaggio emotivo attraverso le fasi che seguono la fine di una relazione e le conseguenze che lasciano nella vita di chi ne è protagonista. L'INTERVISTA
Era Mai è il primo Ep di Adriano Moretti, prodotto da Dre Loa e distribuito da ADA Music Italy. L’uscita è stata anticipata dai singoli Gioco del contrario e Corridoi, due brani che hanno introdotto il pubblico alle atmosfere sonore e alle tematiche che caratterizzano il progetto. Composto da otto tracce Era Mai accompagna l’ascoltatore in un viaggio emotivo attraverso le fasi che seguono la fine di una relazione e le conseguenze che questa lascia nella vita di chi la vive.
Adriano partiamo dalla storia di Era Mai, un disco che è il racconto di un dopo ma che non riesce a chiudere col prima: come è nato e quanto ci hai lavorato?
Nasce un po’ dalla mia passione per la musica, ero in studio col mio amico produttore e facendo musica abbiamo notato che il tema ricorrente era la nostalgia con una connessione col prima che fa riferimento a una mia esperienza personale di qualche anno fa. Quindi ho iniziato a pensare a un progetto che accomunasse questi pensieri.
Ti sei dato una risposta a dove sono finiti i ricordi portati via dal vento di cui parli in Era Mai? Sono quelli che il tempo sbiadisce o quelli che fanno male e la mente cancella? Per altro nel brano All’Alba parli proprio di proteggere i ricordi.
Sono quelli che ci accompagnano nei momenti di solitudine e difficoltà, a volte aiutano altre buttano giù, spesso spero finiscano e di non vederli più altre ne ho bisogno. Sono una valigia nascosta che ogni tanto però apri, sono croce e delizia.
“Mi ringrazierai per averti salvata prima di un mayday dai miei modi e dai demoni miei” canti in Vuoi farmi del Male? A me sembra più un atteggiamento auto assolutorio che altruistico.
Parla dei momenti dopo una rottura, quando si prova a trovare una soluzione, quando siamo noi ad auto sabotarci in un nuove relazioni perché temiamo che diventi importante e allora è meglio mettere le mani avanti e farsi da parte: la questione è che questo modo di agire si trasforma in un loop e ogni volta che potrebbe nascere qualcosa si smorza per la paura delle conseguenze.
Il Gioco del Contrario è la sintesi delle bugie a fin di bene…verso se stessi?
E’ proprio quello, è un cercare di autoconvincersi che le cose vadano bene e si faccia la scelta giusta. Soprattutto in un periodo in cui è vietato mostrarsi fragili e in difficoltà e bisogna essere sempre performanti.
Quella scala al centro del male oggi scende o sale? E’ lacrime o sudore?
In questo momento sono nella fase di salita, sono ai primi gradini, è bella lunga e non è facile da salire, a volte si fa qualche passo indietro, è un continuum. Ora è molto più sudore.
Corridoi è una canzone che trasmette un po’ di inquietudine: non sai masi cosa trovi nelle stanze che ci si affacciano. Tu però addolcisci il concetto con l’immagine di un amore ingenuo. Come va interpretato questo brano?
E’ affidato al caso, una versione può essere più felice e diventare un ritorno ai momenti gioiosi e l’altra può portare dal lato opposto, insomma è una roulette.
Perché la Femme Fatale si chiama Eva? E’ un riferimento biblico? Poi citi Poison Ivy che con i suoi feromoni può sedurre chiunque. Chi è nel 2026 una donna fatale?
Nasce da una esperienza personale, non si chiamava Eva ma è un riferimento a una peccatrice: vuole fare vedere di esserlo ma spesso e volentieri in alcuni ambienti ci si maschera per paura di mostrarsi fragili. Se ti guardano e apprezzano per quello che sei non devi mascherarti. Oggi trovo fatale tutto ciò quello che riguarda il mondo degli influencer e dei tiktoker, chi mostra la sua vita come la più bella del mondo ma dietro ha una maschera e nel personale magari convive con angoscia e noia.
A Un Passo dal Sole c’è Icaro che vede le sue ali sciogliersi e perde ogni speranza o c’è un amore vero che “non si arrende a nulla”?
Per me è quello vero che non si arrende, ma prima di fare quel volo la speranza è che sia un amore vero. Poi c’è il rischio di bruciarsi, certo: il brano racchiude tutto quello che precede una missione spaziale.
Alla fine Era Mai consiglia di lasciarsi andare ai sentimenti comunque vada oppure di stare sempre un po’ guardinghi e concedere solo “il 50% di me”?
Bisogna capire quando e come dare il cento per cento poiché viste tutte le problematiche diamo solo una parte sperando che ci vada bene. Io dico di dare tutto di noi stessi anche facendosi del male ma senza rimpianti.
Che accadrà nelle prossime settimane?
Arrivo da un anno pieno di soddisfazioni, ora mi godo la vacanza sperando in un tour dopo l’estate, sarebbe il coronamento di un progetto pensato per essere portato in giro.