Rototom Sunsplash 2026, dal 16 al 22 agosto torna il festival europeo dedicato al reggae
Musica
Dal 16 al 22 agosto Benicàssim, in Spagna, accoglierà la 31ª edizione della manifestazione che dal 1994 si è consolidata come il più importante festival europeo dedicato alla musica reggae. L’edizione 2026 si presenta con il motto “The place to be” e propone un’esperienza che supera la dimensione puramente musicale, trasformandosi in un articolato spazio di incontro tra culture, generazioni e linguaggi artistici
Torna il Rototom Sunsplash, con un'edizione 2026 che promette di deliziare i palati (e i padiglioni auriculari, soprattutto) dei fan del genere reggae. A Benicàssim, in Spagna, torna il grande appuntamento europeo del reggae tra radici storiche e nuove contaminazioni: dal 16 al 22 agosto Benicàssim accoglierà la 31ª edizione del Rototom Sunsplash, manifestazione che dal 1994 si è consolidata come il più importante festival europeo dedicato alla musica reggae.
L’edizione 2026 si presenta con il motto “The place to be” e propone un’esperienza che supera la dimensione puramente musicale, trasformandosi in un articolato spazio di incontro tra culture, generazioni e linguaggi artistici.
Si tratta di un festival che va oltre i concerti: per sette giorni, il pubblico potrà immergersi in una realtà estesa su oltre 130.000 metri quadrati, caratterizzata da un’offerta che affianca ai concerti numerose attività collaterali. Le aree tematiche, gli spazi dedicati alla ristorazione e alle bevande, il campeggio attrezzato e le spiagge libere si integrano con conferenze, dibattiti, laboratori, mercatini e iniziative artistiche, ricreative e orientate al benessere.
Con una media di 200.000 presenze provenienti da ogni parte del mondo, il Rototom Sunsplash è diventato nel tempo un autentico polo culturale e artistico capace di coinvolgere diverse generazioni, con una particolare attenzione rivolta alle famiglie. La proposta del festival unisce intrattenimento, sostenibilità e condivisione di valori, attraverso un sistema di servizi integrati che rappresenta da sempre uno dei suoi tratti distintivi.
Dal roots reggae alle sonorità contemporanee
Il cartellone del 2026 si amplia con oltre cinquanta nuove proposte artistiche. Dopo i primi annunci incentrati sul reggae contemporaneo e sulla dancehall, il programma si apre anche alla dimensione più spirituale del roots reggae, mantenendo però uno sguardo attento alla sperimentazione e alle contaminazioni sonore.
Emblematica, in questo senso, è la partecipazione dei Major Lazer Soundsystem, la cui ricerca musicale intreccia elementi elettronici, moombahton e dancehall, testimoniando la volontà del festival di superare le tradizionali barriere di genere. A rappresentare il dinamismo e la vocazione internazionale della scena giamaicana contemporanea saranno inoltre Shenseea e Protoje.
I protagonisti del reggae e della dancehall
Tra gli artisti di riferimento del reggae figurano Alpha Blondy, Luciano e Queen Omega. L’anima più legata alla tradizione roots troverà espressione anche nelle esibizioni di The Itals e Israel Vibration, entrambi accompagnati dai Roots Radics, oltre che nei concerti di Bushman e Twinkle Brothers.
Il programma ospiterà inoltre progetti e artisti provenienti da diversi contesti internazionali, tra cui Skatalites ft Alpheus, Macka B, Hollie Cook, Omar Perry con il tributo al padre Lee “Scratch”, Mo Ali & The Islamic Roots dal Sudan e THK dalla Francia.
La dancehall avrà a sua volta un ruolo centrale grazie alla presenza di alcuni dei principali interpreti del genere, come Mr Vegas e Charly Black, ai quali si aggiungeranno la cantante Bamby, Tony Matterhorn e King Addies. A chiudere il Sun Stage nell’ultima giornata del festival sarà invece il DJ e produttore italiano di basshall Kybba.
Cinque palchi e un viaggio tra dub e sound system
L’architettura musicale del festival si svilupperà attraverso cinque palchi principali: Sun Stage, Lion Stage, DanceHall, Dub Academy e Jamkunda Stage. Su queste piattaforme si alterneranno centinaia di artisti attraverso concerti, DJ set e performance di sound system.
Un’attenzione particolare sarà riservata alla cultura dub e al mondo dei sound system. Tra i protagonisti figurano King Earthquake, Blackboard Jungle, Omega Nebula e gli artisti dell’etichetta di Biga Ranx, insieme a numerosi altri collettivi che accompagneranno il pubblico in un percorso fatto di vibrazioni analogiche e spiritualità dub.
Approfondimento
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Dalla Spagna all’America Latina, uno sguardo globale
La programmazione si arricchisce inoltre di una selezione di proposte provenienti dalla Spagna e dall’America Latina. Tra queste spicca l’esclusivo spettacolo di Pure Negga e un cypher che vedrà sul palco la partecipazione di una ventina di cantanti e musicisti ospiti. Sono inoltre previsti lo ska beat dell’argentino Andres Cotter e la prima europea di A Tango-Reggae Soundclash.
L’apertura internazionale del Rototom Sunsplash sarà ulteriormente rafforzata dalla presenza di artisti quali Greentea Peng, la star hip hop Lia Kali, il supergruppo di rumba e flamenco G5, la cantante grime Lady Leshurr e alcuni dei DJ più rappresentativi della nuova afromusic, tra cui P.Montana, Lilas e Dre Tala.
SunBeach, la musica incontra il mare
L’esperienza del festival si estenderà anche al SunBeach, che propone un insieme di attività gratuite e momenti musicali presso il Solé Rototom Beach, il bar ufficiale situato sulla spiaggia libera e attrezzata di Gurugú, a Castellón. Collegato all’area dei concerti da un servizio di autobus continuo, questo spazio si presenta come il luogo ideale per concedersi una pausa e rilassarsi tra una giornata e l’altra del festival.
Le attività culturali per famiglie e adolescenti
Il Rototom Sunsplash non si limita alla dimensione musicale e, ogni pomeriggio, propone un ricco calendario di iniziative culturali rivolte alle famiglie.
MágicoMundo mette a disposizione uno spazio ispirato alle pedagogie alternative, con aree creative e nuove proposte, tra cui la Cuentoteca. Nelle ore serali, invece, il RototomCircus anima il festival con spettacoli internazionali.
Gli adolescenti trovano il proprio punto di riferimento nel TeenYard, un’area dedicata ad attività urbane che comprendono parkour, basket, graffiti, breaking e laboratori rap. Tra gli appuntamenti più attesi figura la Batalla de Promesas International Edition, competizione europea riservata ai giovani artisti emergenti.
Cultura afro, benessere e condivisione
La sezione JamKunda celebra la cultura afro attraverso incontri, laboratori, gastronomia tradizionale e performance artistiche. Pachamama, invece, è lo spazio pensato per il benessere e la sostenibilità e propone attività educative, sessioni di yoga e momenti dedicati alla danza.
La conclusione del festival sarà affidata alla cerimonia collettiva “One Love, One Heart”.
Una città temporanea con servizi completi
Tra gli elementi che da sempre caratterizzano il Rototom Sunsplash vi è anche il campeggio, concepito come una vera e propria città temporanea. L’area è dotata di servizi completi, assistenza sanitaria attiva 24 ore su 24, strutture accessibili alle persone con disabilità, cucine comunitarie e distribuzione gratuita di acqua potabile.
L’impegno ambientale e la svolta energetica
La sostenibilità rappresenta uno dei pilastri storici della manifestazione. Il festival promuove infatti pratiche quali la raccolta differenziata, l’impiego di energie rinnovabili, la riduzione dei materiali utilizzati e l’adozione esclusiva di prodotti compostabili per il settore food & beverage.
L’edizione 2026 segna un ulteriore passo in questa direzione grazie alla sostituzione di tutti i generatori diesel con generatori fotovoltaici. L’introduzione di tre nuove unità consentirà una riduzione delle emissioni pari a 7,7 tonnellate di CO₂ e un risparmio energetico derivante da una diminuzione del 60% nel consumo di combustibili fossili.
Dalle origini italiane al riconoscimento internazionale
Il Rototom Sunsplash è nato in Italia, a Gaio di Spilimbergo, in provincia di Pordenone. Nel 2010 il festival si è trasferito in Spagna e, nel corso degli anni, è riuscito a imporsi come un punto di riferimento internazionale non soltanto sul piano musicale ma anche su quello culturale, ottenendo, tra gli altri riconoscimenti, il patrocinio UNESCO.