Lollipop, Say Now riaccende il pop e segna la reunion del trio simbolo dei primi anni 2000
Musica Immagini: ufficio stampa Music & Media Press
Il ritorno di Marcella Ovani, Marta Falcone e Veronica Rubino riporta in scena il primo fenomeno pop nato dalla TV italiana: un comeback che intreccia memoria, identità e libertà. Ecco cosa hanno raccontato ai microfoni di Sky TG24. L'INTERVISTA
Nel racconto del pop italiano c’è un prima e un dopo che porta un nome preciso: Lollipop. Nel 2001, mentre la televisione generalista viveva la sua stagione più influente, un programma come Popstars trasformò cinque giovani artiste nel primo vero fenomeno discografico nato sotto lo sguardo del pubblico. Non un semplice debutto, ma un esperimento culturale che anticipò i talent show, ridefinì il rapporto tra immagine e musica e inaugurò una nuova grammatica del successo.
Oggi, a distanza di oltre vent’anni, quella storia torna a farsi presente con una nuova formazione a tre - Marcella Ovani, Marta Falcone e Veronica Rubino - e con un brano che segna la reunion ufficiale: Say Now, pubblicato oggi, venerdì 19 giugno 2026 (potete ascoltare il singolo in fondo a questo articolo).
Il singolo, scritto dal trio e prodotto da Wlady, sancisce un ritorno delle Lollipop che non si limita alla nostalgia. Si inserisce piuttosto in una rilettura più ampia dei primi anni Duemila, oggi tornati al centro del linguaggio culturale: estetica, musica, social e moda stanno recuperando quel decennio, ma con uno sguardo nuovo, più analitico e meno superficiale. In questo scenario, le Lollipop non sono un reperto: sono una chiave di lettura.
All’epoca, brani come Down Down Down - certificato disco di platino - e la partecipazione a Sanremo 2002 con Batte Forte, disco d’oro, avevano già definito un perimetro preciso: quello di un pop immediato, televisivo, ma sorprendentemente strutturato nel suo impatto culturale. Oggi, quella traiettoria viene riletta alla luce di un’industria musicale completamente trasformata, in cui la narrazione dell’artista è parte integrante dell’opera stessa.
Il pop come linguaggio di verità: “Say Now” e la nuova fase
Say Now non è un’operazione nostalgica, ma un punto di ripartenza. Il singolo che segna la reunion ufficiale delle Lollipop si muove su un terreno emotivo netto: il peso del non detto, la necessità di esporsi, la rottura del silenzio come atto di liberazione personale.
Il riferimento a libertà e coming out non è trattato come elemento accessorio, ma come estensione coerente della loro storia e del rapporto costruito negli anni con il pubblico, in particolare con la comunità LGBTQ+, che ha accompagnato il percorso del gruppo ben oltre la fase iniziale di successo televisivo e discografico.
In questa nuova fase, le Lollipop non cercano di replicare il passato, ma di rileggerlo. Il loro ritorno tiene insieme due dimensioni: quella di un fenomeno pop nato davanti alle telecamere e quella di tre artiste che oggi scelgono consapevolmente di tornare a usare la musica come spazio di espressione, identità e racconto personale.
Il risultato è un comeback che non si limita a riattivare un nome, ma lo riposiziona nel presente con una nuova densità culturale ed emotiva.
Abbiamo incontrato le Lollipop per farci raccontare questa nuova avventura musicale.
Intervista alle Lollipop
Che cosa vi ha portate concretamente a rimettere insieme le Lollipop oggi?
MARCELLA: Tutto è partito da una serata in cui siamo state richieste per festeggiare i 25 anni di Lollipop. Ci siamo rese conto che la nostra performance aveva riunito il nostro pubblico dei tempi e abbiamo riscontrato molto affetto e consenso. Così, ho proposto a Veronica e Marta di riunirci di nuovo per vivere ancora delle belle emozioni, per divertirci e per ballare e cantare insieme a chi ci segue da sempre!
MARTA: Credo che la voglia di cantare, esibirsi e regalare ancora belle emozioni a chi ci segue da sempre sia il motore principale di questo nuovo ritorno. Personalmente, ho voglia di adrenalina e di sentirmi libera. La Musica fa anche questo.
VERONICA: Non abbiamo mai smesso, però ora che è tutto al massimo - produzione e management - si torna in pista!
Come si è riattivato il rapporto tra voi tre dopo così tanto tempo?
MARCELLA: Siamo in tre dal 2018, da quando abbiamo lanciato “Ritmo Tribale” il nostro ultimo singolo, quindi diciamo che il trio si era già formato da lì. È sempre difficile incastrare lavoro, vita privata e “Lollipop” ma tutte e tre abbiamo la passione per il canto e per la musica e penso sia questo il vero collante.
MARTA: In questo 2026 abbiamo festeggiato il 25esimo compleanno delle Lollipop, che ancora esistono e resistono (anche se in formazione ridotta ormai da tanti anni). Ci siamo ritrovate per festeggiare insieme con la prima data a Verona, e da lì abbiamo capito che era il momento di ritornare con qualcosa di nuovo!
VERONICA: Lavoriamo da sempre, noi 3 non abbiamo mai smesso! Sentivamo l’esigenza di tornare dal nostro pubblico.
Che cosa è rimasto identico e che cosa è cambiato nel vostro modo di lavorare insieme?
MARCELLA: La voglia di salire sul palco e divertirci è sempre la stessa! Sicuramente oggi facciamo scelte più consapevoli e basate sulle esigenze di lavoro extra musica e famiglia!
MARTA: Tante dinamiche sono le stesse di 25 anni fa, ma noi riusciamo ad affrontarle con una consapevolezza diversa. Più matura e responsabile. Siamo cresciute, non è sempre facile incastrare tutto, ma quello che ci lega vince su ogni cosa da sempre.
VERONICA: Il feeling sul palco è identico e più cresciamo e più si consolida!
Che tipo di equilibrio cercate oggi tra identità individuale e identità di gruppo?
MARCELLA: Batte forte dice “Tre Anime un’identità”. Sicuramente l’identità individuale è sempre quella che ci rende diverse tra noi, ma quella di gruppo è identica, tutte e tre diventiamo una cosa sola sul palco!
MARTA: In realtà non dobbiamo cercarlo, perché è già dentro ognuna di noi. Rimaniamo sempre noi stesse, con le nostre caratteristiche ben precise, ma quando siamo Lollipop, quando lavoriamo insieme, riusciamo ad essere un’esplosione unica di grinta, determinazione, passione e freschezza.
VERONICA: La stessa di ieri, includendo i figli!
Guardando indietro a "Popstars", che tipo di esperienza è stata per voi, al di là del successo?
MARCELLA: Un’esperienza unica, eravamo molto giovani. Io avevo 17 anni e mezzo quando ho iniziato i provini! Vivere quel momento è stata una grande vittoria personale, poiché eravamo tante ed abbiamo superato molte selezioni. Quindi sicuramente una soddisfazione e anche un’emozione nuova; una fortuna che non capita a tutti nella vita! Oltre a questo, una crescita importante nell’affrontare una vita diversa da quella di una 18enne!
MARTA: Per me Popstar è stato principalmente un percorso di vita. Non solo un’esperienza musicale pazzesca. Mi ha aiutata a superare dei grossi limiti, delle paure. Ha rafforzato il mio carattere, ha liberato e aperto la mia mente. La persona che sono oggi la devo anche a questa grande esperienza.
VERONICA: Indimenticabile, unica e irripetibile.
Come vivete oggi il fatto di essere state un caso pionieristico della TV musicale italiana, prima dell'era dei talent show?
MARCELLA: Personalmente lo vivo ancora come un successo, poiché ci ricordano e si ricordano di noi, di me quando avevo i capelli cortissimi e colorati. Credo sia comunque un pezzo di storia della musica italiana il primo talent show, e sicuramente siamo state anche delle “icone” per la comunità LGBTQ+ e questo mi rende ancora più orgogliosa!
MARTA: Ci rende fiere e orgogliose, perché proprio questo ci ha permesso di essere quelle che siamo. Popstar è stato il primo talent in Italia e tantissime persone lo ricordano e si ricordano noi dopo tanti anni. Ci ha permesso quindi di tornare e di farlo sempre al meglio!
VERONICA: Quando ci chiamano “icone”, per me è tutt’oggi surreale, ma al tempo stesso profondo e gratificante.
Che effetto vi fa vedere quel modello diventato poi la normalità dell'industria?
MARCELLA: Oggi i talent sono scontati, nel senso che molta musica esce da lì, ed essendo il nostro stato il primo, sicuramente ci rende fiere. Sono cambiate tante cose, tra streaming e social; tutto il mercato musicale è cambiato.
Marta: Non c’è più niente di originale, se non in rarissimi casi, non trovo nulla che mi entusiasmi particolarmente nella musica di oggi. Indubbiamente ci sono artisti validi e spero riusciranno ad emergere al di là del formato in cui si presentano al pubblico.
VERONICA: Entusiasta, fiera ed orgogliosa di aver partecipato al primo talent italiano!
In che modo quell'esperienza iniziale ha influenzato il vostro rapporto con la musica oggi?
MARCELLA: Io amo il CD fisico, mi piace andare in un negozio di dischi e acquistare fisicamente un album o un singolo come si faceva ai nostri esordi. Ho sempre amato la musica melodica, Laura Pausini, Giorgia, ecc ecc, e sono cresciuta sulle note dal Jazz e del Rithm’n Blues grazie a mio padre! Hosempre amato anche la musica pop, quindi diciamo che non c’è una grande influenza di generi diversi da quelli che ho sempre apprezzato e ascoltato
MARTA: Popstar e tutto quello che è arrivato dopo ha aperto la mia mente a livello artistico. Mi ha fatto scoprire e conoscere mondi distanti dal mio. Oggi non ho solo un’anima Rock. Il Pop da moltissime soddisfazioni.
VERONICA: Musica sempre; più diventa ascolto, passione e studio e più tutto si amplifica.
Che cosa rappresenta per voi il singolo Say Now all'interno di questo ritorno e come avete lavorato sul suono per renderlo attuale senza perdere la vostra identità?
MARCELLA: Say Now vuole essere un input per non restare in silenzio, in qualsiasi circostanza e in qualunque contesto. Il brano parla di tutto ciò che resta latente quando una verità viene taciuta per troppo tempo. Vuole essere anche un riferimento al coming out e alla libertà! Abbiamo cercato con Wlady, il nostro produttore, e Walter Mangione, di mantenere un suono simile al pop che ha sempre contraddistinto le Lollipop, rendendolo al contempo fruibile per il pubblico di oggi.
MARTA: Il nostro ritorno doveva essere forte e d’impatto. Attuale nella sonorità e allo stesso tempo fresco e coerente al nostro percorso. Noi siamo le stesse di 25 anni fa. Tre identità ben distinte (la nostra forza) con la stessa passione.
VERONICA: Una rinascita e nuove opportunità grazie ai produttori numero 1 in Italia. Questo ci rende orgogliose, grate e ci infonde tanta sicurezza
Il tema del brano parla di verità e libertà: perché questi concetti oggi?
MARCELLA: Personalmente ho imparato che tenere dentro le emozioni o rimanere in silenzio davanti a ciò che non si ha il coraggio di dire ci rende solo più insicuri e fragili, e così ho pensato che fosse un tema importante. Oggi che ho 44 anni, sento il bisogno di spronare e indurre i giovani a liberarsi dalle verità nascoste e dai segreti. A volte il coraggio manca e la paura diventa la causa principale: Say Now vuole proprio essere la voce per chi ancora non riesce a liberarsi dai fardelli che ha dentro.
MARTA: Il testo credo che coinvolga un po’ tutti e tutte le generazioni, perché è un inno alla lealtà nelle relazioni. Una lealtà che purtroppo spesso tende a non esserci. Si nascondono i sentimenti e si tende a non comunicare. Say Now, dillo ora quindi, nel bene e nel male.
VERONICA: Perché mancano sempre, purtroppo.
Qual è stata la difficoltà più grande nel rimettere in moto una storia così riconoscibile?
MARCELLA: In realtà non abbiamo trovato grandi difficolta. Il nostro produttore è Wlady, un grande amico dagli anni 2000. Quando ci siamo sentiti e gli ho fatto ascoltare il singolo è rimasto entusiasta e sono davvero contenta che ci abbia proposto di produrci. Quindi, grazie a lui, è stato sicuramente tutto più semplice!
Marta: In realtà non ci sono state difficoltà. Siamo passati un po’ tutti all’interno di situazioni complicate e distruttive, quindi è stato molto fluido raccontarlo. Come sempre, abbiamo lavorato in grande sinergia.
VERONICA: L’unica difficoltà, se così la vogliamo chiamare, è poterlo fare ogni giorno dovendo gestire famiglia e figli. Ma insomma, le vere difficoltà sono altre; è più che altro una questione organizzativa.
Che rapporto avete oggi con la vostra immagine pubblica e con ciò che rappresentate per il pubblico?
MARCELLA: A livello di immagine, siamo da sempre molto diverse. Anche ora: una mora, una bionda, una con i capelli cortissimi. Il nostro coreografo, Fabrizio Prolli, ha studiato il balletto di Say Now e, dove possibile, ci esibiamo con i ballerini proprio come facevamo agli esordi! Per il pubblico rappresentiamo da sempre donne nelle quali riconoscersi; ci amano vestite un po’ appariscenti e siamo davvero molto grate della nostra fanbase.
MARTA: A parte gli haters che ci sono da sempre e sono sempre molto agguerriti, abbiamo una grandissima fetta di pubblico che ci ama, adesso come 25 anni fa. Anzi, ora ancora di più, perché non abbiamo mai smesso di sentirli tramite i social. Alcuni sono diventati amici e siamo cresciuti insieme. Say Now, oltre ad essere un ritorno, per noi è una dedica proprio a loro.
VERONICA: Lo stesso di sempre. Mi viene da sorridere, perché ancora oggi, ovunque vada, mi riconoscono solo dalla voce.
Questo ritorno lo considerate un episodio isolato o l'inizio di una nuova fase delle Lollipop?
MARCELLA: Solitamente il ritorno isolato è quando ci esibiamo in qualche serata e stop. Questa volta, credo sia l’inizio di una nuova avventura Lollipop. Il progetto è bello strutturato. Ovviamente siamo nate 25 anni fa, quindi non abbiamo pretese né ci creiamo illusioni. Ci siamo, vogliamo divertirci e abbracciare di nuovo il nostro pubblico che negli anni non ha mai smesso di chiederci un ritorno e nuove canzoni. E, perché no, accogliere tanti nuovi fan.
MARTA: Io lo chiamerei un inizio del trio Lollipop che saprà regalare ancora tante belle emozioni!
VERONICA: Inizio nuova fase di vita con un team pazzesco! Ciò significa altri momenti di gioia e felicità, altri momenti indimenticabili con i nostri fan che non ci mollano dal primo giorno. Siamo amate e supportate da sempre e di questo, davvero, siamo immensamente grate!
Di seguito potete ascoltare il nuovo singolo Say Now delle Lollipop.