Nek presenta il nuovo album: Il mio gioco preferito parte 2

Musica

Helena Antonelli

Venerdì 29 maggio esce il nuovo album di Nek Il mio gioco preferito – Parte seconda che sarà presentato con un concerto registrato nella piazza della sua città, Sassuolo, in anteprima integrale su RTL 102.5 dalle ore 21:00 in radiovisione e in streaming. L’intervista a Filippo Neviani

In piena fase 2, Nek ovvero Filippo Neviani presenta il nuovo album Il mio gioco preferito - Parte seconda, distribuito da Warner Music Italy. Dieci canzoni, one shot, e il cerchio si chiude con la seconda parte del disco uscito lo scorso anno.
Per presentare il nuovo album Nek ha realizzato un concerto nella suggestiva cornice, chiusa al pubblico, di Piazzale della Rosa a Sassuolo, la sua città, accompagnato dalla sua band in un vero e proprio live sulle note dei brani del nuovo album e alcuni brani del suo repertorio. Un live non live, visto che il vero protagonista, il pubblico, non ha potuto esserci. Ma per Nek era questo il modo migliore per raccontarsi: Era da tempo che non presentavo un album dal vivo, è stato surreale farlo senza il pubblico. Ma il suo pubblico potrà ascoltare e vedere in anteprima integrale il concerto venerdì 29 maggio, dalle ore 21:00, in radiovisione su RTL 102.5, in streaming su www.rtl.it e a seguire su YouTube.

Seppure attraverso uno schermo, Nek ha trovato il modo giusto, in questo momento particolare, di regalare al pubblico le emozioni di un live. Uno show diverso e intenso che dalla sua città arriverà nelle case di tutti, anche per dare un segnale di ripartenza e un messaggio di speranza, grazie alle emozioni che può e deve dare la musica. L’intervista.

 

Quali sono le motivazioni che l’hanno spinta a uscire in piena fase 2 di un’emergenza mondiale?
L’esigenza è quella di sempre, di condividere e non tenere per me certe emozioni a maggior ragione in un periodo particolare come questo, in cui i rapporti umani sono vincolati e purtroppo tutti ne stiamo soffrendo. Ho trovato l’ispirazione tra le mura di casa mia, ed è qui che ho già scritto le bozze di progetti futuri. Ho desiderato tanto uscire con il mio album in questo periodo e ce l’ho fatta. Non era scontato visto il limite della libertà, ma la mia costanza e di chi mi sta intorno ha fatto sì che ciò accadesse.

 

Quali sono i punti di contatto tra le due parti del disco?
Nella prima parte del disco ci molti strumenti, mentre in questa seconda parte c’è un avvicinamento alla musica anni Ottanta e un ridimensionamento delle tracce, c’è un togliere piuttosto che aggiungere, ovvero uno sguardo all’essenzialità. Questo è il punto focale. I concetti poi sono diversi, trattano tutti lo stesso argomento, la vita che ognuno di noi vive e che può avere dei punti in comune.

 

E sarà bellissimo è un brano che è nato durante la quarantena, ce ne vuole parlare?
Questo brano è una fotografia delle circostanze che stiamo vivendo. Mi sono immaginato un soldato, che nella mia testa è un medico che per andare incontro alle esigenze dei malati deve interrompere i rapporti con la famiglia. Ho pensato ad un astronauta che, dopo tanto tempo nello spazio, tocca terra e ha bisogno di avere un aiuto per riabilitarsi, per adattarsi all’atmosfera, alla forza di gravità. Sarà così anche per noi, torneremo a vedere cose bellissime che prima abbiamo dato per scontato.

 

Nel brano Allora si parla di un capitano, da chi si fa dirigere?
Al massimo da mia moglie che ha in mano le redini della famiglia. Scherzi a parte, Allora sì è un brano che non ha nulla a che fare con il lockdown perché è stata scritta molto prima. Si tratta di un elogio alla vita, ogni momento va valorizzato con il giusto peso.

 

In Ssshh!!! È più arrabbiato o deciso?
Più deciso senz’altro ma credo che in questo periodo si sia parlato troppo e fatto poco. Succede in tutti gli ambiti, c’è sempre quello che la sa più di te, che vuole avere ragione. Shhh è la fotografia che esalta il rapporto umano di questo periodo.

 

Ci aspetta un anno senza concerti. Come si sta organizzando?
Stiamo ragionando sul da farsi. I concerti sono una macchina complessa, non si tratta solo di noi cantanti ma c’è un parte notevole di persone, di addetti ai lavori, che lavora dietro. Stiamo tutti navigando a vista, noi ma anche il governo. C’è una visione incerta del futuro, e di sicuro si poteva fare di più per tutti.

 

Drive in si o no?
Non lo so. Se è l’unica soluzione sì, certo, ma se penso all’estate, alle auto, al volume, non mi sembra l’idea migliore.

 

Quanta Emilia c’è nella sua musica?
Non lo so, mi affascina molto la musica oltre confine, gli anni 80, sono un nostalgico. Quando penso all’Emilia Romagna penso al West Coast, al country, intorno a me ho montagne argillose che ricordano, in piccolo ovviamente, il Grand Canyon.

 

Il suo gioco preferito?
Non è il cubo di Rubik perché non riesco a farlo. Il mio gioco preferito è la musica che è anche il mio hobby preferito.

 

Come si può vivere in sicurezza?
C’è un tentativo di rimozione da parte delle persone di ciò che è stato per tornare a vivere. Io credo che bisogna pensare al valore aggiunto che ci ha portato questo periodo, ovvero alla possibilità di fare tutto in streaming. Parlare con i fan, presentare un disco, sono cambiate le modalità di condivisone ma siamo comunque fortunati a poterlo fare in questo periodo.

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