Paolo Benvegnù ci porta nel mondo Dell'odio dell'Innocenza

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Dell'odio dell'innocenza è il nuovo album di Paolo Benvegnù . Include dieci inediti chitarra e voce e un undicesimo brano esclusivamente strumentale. L'INTERVISTA

(@BassoFabrizio)

Una scrittura imperfetta e verbosa ma che al secondo ascolto ti fa capire che il mondo che Paolo Benvegnù racconta nel suo nuovo lavoro Dell'odio dell'innocenza è molto meno onirico di quanto si possa pensare. Con lui sono entrato nel suo universo.

Paolo partiamo da un tuo verso: Io conosco gli umani e preferisco le pietre. Che significa?
Avendo dato un significato a ogni cosa, anche virtuale e interpretativo l’uomo per crescere deve andare verso l'insondato e l'insondabile e dunque la pietra.
La pietra come essere vivente?
Chi può dirci che non comunichino o vibrino? Forse è una nostra percezione. Fino a 1800 metri gli uomini controllano tutto, sopra i 2500 metri vince la natura.
In Infinito dici che il mondo che vedete non esiste, esisto solo io e poi citi musica ribelle e i figli delle stelle.
Esisto solo l’io è la frase, ho tolto l’apostrofo per licenza poetica. Non posso concepire che dall’arte si origini sempre un secondo fine economico. Superiamo l’essere non essere, andiamo Erich Fromm.
Tradotto?
Sono un ingenuo. Io mi sento colpevole di vastità e stupore. Colpevole di commozione, di vergognarmi di indignarmi.
Proseguiamo con L’idea di giorni che non vedremo mai: è ancora magico guardarsi negli occhi?
Noi viviamo la vita fisica ma ne viviamo altre nell’interiore, non solo a livello mentale ma anche a livello onirico. Quegli squarci possono essere altre vite.
Il mare dove non c’è estate: cosa succede quando non si vede l’orizzonte? Hai voglia di non tornare più?
Ho una fortissima idea di sparizione. In realtà penso che ci sono cose che mi legano a questo mondo ma sono nato per lo sperdimento. Mi manca il coraggio per andare via in quella maniera li. Bisogna vivere senza toccare troppo andarsene via senza toccare niente. Pensa ai cani che a un certo punto spariscono e non si fanno più trovare. Mi penso così.
Altra frase potente: stringimi sono qui solo silenzio intorno a noi…sono anche io il tuo inferno.
Non sono in pace perché non devo esserlo. Quello è il centro dell’uragano, dove regna la calma assoluta. Non c’è intimità maggiore del condividere in maniera assoluta la mostruosità dell’altro.
Prima di questo disco c'è stato un breve ritorno degli Scisma.
E' stato per noi concludere un grande romanzo di formazione, abbiamo chiuso con i dolori dei giovani gardesani. Mi è rimasto un sapore dolciastro di meraviglia incompiuta ancora adesso. Però è una incompiutezza consapevole, legata a innocenza e ingenuità
A proposito di innocenza: Dell'amore e dell'Innocenza come nasce?
Non mi riconosco nella grammatica italiana. So che è inusuale ma non è un errore. Penso a un breviario dell’odio e uno dell’innocenza. Mi sento un po’ Silvio Pellico ma lì il nemico era più facile da individuare.
Nel tuo passato tante collaborazioni con artiste donne.
Hanno sentito dei brani e li hanno voluto cantare. Non ho potuto dire di no. Sono convinto di essere una madre e l’attinenza ha a che vedere con questo. Quando canto divento una donna inespressa ma la mia vita è quella di un uomo. Questo dualismo non mi turba perché riconosco le mei parti e so interpretare la letteratura di me.
Cosa ti piace?
Le cose che sono nascoste.