Daniele Silvestri si racconta ed emoziona nel suo concerto senza palco

Daniele Silvestri a Milano fotografato da Andrea Grignani

Daniele Silvestri porta al Forum di Assago il suo concerto senza palco. Un viaggio nella sua storia lungo quasi tre ore. Il racconto della serata

(@BassoFabrizio)

Che sia una serata speciale lo capisce da subito, perché Daniele Silvestri inizia il suo concerto senza palco con Qualcosa cambia, un autentico messaggio di speranza per chi vuole costruire un mondo più giusto per le generazioni future, e subito dopo, per riportarci alla contemporaneità, narra il mondo utopico e distopico di Marzo 3039. L'inizio del concerto senza palco di Daniele Silvestri al Forum di Assago è affascinane e spiazzante. Si prosegue con Complimenti ignoranti e Concime, quest’ultima preceduta dall'artista che racconta l'allestimento del palco e la sua postazione circondata da terra, una scelta dal forte impatto simbolico ma totalmente in sintonia con una serata all’insegna del divertimento e della musica capace però di non trascurare il mondo problematico che ci circonda. Poi arrivano Scusate se non piango e Manifesto, arriva Tutti matti e il pensiero vola a Stefano Cucchi figlio di uno Stato che dovrebbe essere tutela e protezione ma che talvolta tradisce i propri figli. Precario è il mondo è la canzone che rappresenta una generazione condannata da altri a un futuro povero di speranze. Ed è un attimo commuoversi e indignarsi L'Appello, brano che ci riporta al 19 Luglio 1992 giorno in cui morì Paolo Borsellino.

Il pubblico è entrato in sintonia con la serata, non è più solo spettatore ma è complice. E Daniele Silvestri percepisce queste buone vibrazioni e decide che è giunta l’ora de La guerra del sale. La serata cambia registro con Argentovivo che è stato presentato a Sanremo il febbraio scorso assieme a Rancore: si tratta di un brano che descrive perfettamente i sentimenti di una generazione abbandonata a se stessa e mai ascoltata realmente da qualcuno, ed è uno dei pochi brani all’interno del panorama musicale in grado di restituirci una fotografia della situazione che vivono i milioni di adolescenti odierni, troppo giovani per essere ascoltati e troppo pericolosi per lasciarli esprimere. Arlecchino di Rancore, canzone molto apprezzata dal popolo del Forum, è in linea con quelli che sono i brani di Silvestri, in cui emerge spesso una critica sociale. Il brano di Rancore non è da meno.

Daniele Silvestri riappare sul palco con Il mio nemico, canzone fortemente anticapitalista e che prova a smascherare, attraverso le sue parole, gli interessi che realmente muovono il mondo. E’ una canzone di 17 anni fà ma sembra essere scritta per i giorni nostri, da allora pare non sia cambiato nulla: allora gli USA si apprestavano ad attaccare l’Iraq e le speranze di pace universale dopo la fine della guerra fredda erano completamente svanite, oggi molteplici sono le ingiustizie che vengono perpetrate nel mondo sotto i nostri occhi per meri interessi economici. La nostalgia arriva quando Silvestri decide di guidarci, attraverso le sue canzoni, negli ultimi 25 anni di storia: vengono declinati vecchi successi, si inizia con Dove sei e Le cose in comune, subito seguite da Hold me, Strade di Francia e Desaparecido. Si entra nel nuovo millennio con Occhi da orientale, canzone nata quando Daniele aveva 16 anni e che dedicò a una ragazza che aveva il taglio degli occhi orientale. Tra il pubblico gli animi si scaldano e le coppie presenti, non conta l'età, si lasciano andare ad attimi di passione. Il nostro viaggio ci porta nel 2002, anno in cui la vita di tutti noi cambia, la moneta passa dalla lira all’euro e allora ecco un riadattamento in salsa moderna della canzone simbolo di un’epoca Mille lire al mese diventa 1000 euro al mese. Si continua con A me ricordi il mare, Monetine, Acqua stagnante e L’amore non esiste realizzata assieme a Niccolò Fabi e Max Gazzè. Silvestri rivebdica il suo status di cittadino del mondo con La mia casa.

Ecco che arriva La vita splendida del capitano dedicata esplicitamente a Francesco Totti che, ritirandosi, ha fatto ricordare a tutti noi che si diventa grandi e che tutto finisce nella vita anche cio che sembra non finire mai, la contrapposizione tra un capitano che unisce e un capitano che divide il paese è un’altro dei messaggi presenti nel brano, le immagini di Salvini durante l’esecuzione del brano vengono ricoperte da fischi assordanti, appunto un capitano che divide e semina odio. Effettivamente  viviamo sono Tempi modesti come quelli che canta Silvestri prima di tornare ai suoi piu grandi successi: Gino e l’alfetta e Salirò fanno ballare il FOrum intero, sono canzoni distintive della storia di Daniele Silvestri. Il ritmo frena e assume un contorno più tragico con Le navi, spesso sinonimo di morte e disperazione: alle vittime del mediterraneo viene dedicata questa canzone. Ora Silvestri accenna i saluti ma non è ancora l'ora dell'ultimo applauso: il pubblico è Testardo e vuole ballare sulle note de La Paranza prima di concludere con Cohiba. Sembra di tornare indietro nel tempo, di apprdare a Cuba nel 1959 ai tempi della rivoluzione. C'è chi urla victoria o muerte...è un trionfo fino Alla fine.