REM, 5 canzoni che hanno segnato la loro storia

Oggi, martedì 8 ottobre, Michael Stipe , artista dalla personalità poliedrica nonché anima dei REM, incontrerà in esclusiva il pubblico del MAXXI Museo nazionale delle arti del XXI secolo  per la prima presentazione in Italia di OUR INTERFERENCE TIMES: a visual record  (Damiani, 2019), il suo secondo libro di fotografie dopo Volume 1 (Damiani, 2018). Cogliamo l'attimo per rievocare cinque canzoni epiche della band di Athens

(@BassoFabrizio)

I conti sono presto fatti: 31 anni di carriera per 85 milioni di dischi venduti. In due cifre vi ho presentato i REM. Per chi non li conosce o per chi pensa vengano solo di notte. Come i sogni o gli incubi. Hanno diviso le loro strade del 2011 ma non hanno mai smesso di esistere. D'altra parte una band che si è formata ad Athens, in Georgia (Stati Uniti), non poteva che puntare all'immortalità. Come Atene e gli ateniesi qualche secolo fa. Quando poi parli di segni del destino: Michael Stipe e il chitarrista Peter Buck si conoscono in un negozio di dischi e scoprono di avere interessi musicali simili: iniziano a collaborare. Nel progetto vengono poi coinvolti il bassista Mike Mills e il batterista Bill Berry.

So. Central Rain (I'm Sorry)



Nasce senza nome, come se fosse stato posto nella ruota della musica. Ma dall'altra parte non c'era una anima buona bensì il Late Night di David Letterman. E' il primo singolo del secondo album Reckoning. Siamo nel 1984 e il tutto viene registrato in due settimane. Questo brano trascina la band nell'emoireo del rock, siamo agli esordi e già i REM vengono classificati tra le band più rappresentative del decennio.

Loosing my Religion



E' uno dei brani epici della storia del Rock. Negli stati dell'America del Sud significa perdere il senno, perdere la ragione. In più occasioni Micahel Stipe ha detto che non ha alcuna allusione religiosa ma se di ispirazione bisogna parlare, beh sono i Police. Nasce per caso, davanti a una televisione, mentre i chitarrista Peter Buck cerca di imparare a suonare il mandolino. Una aggiunta di popolarità arriva dal telefilm cult degli anni Novanta Beverly Hills 90210: quando Brenda e Dylan si lasciano per la prima volta la radio passa questa canzone, e quando Brenda e Dylan si lasciano per la seconda volta Brenda la ascolta in loop.

Let Me In



E' qualcosa di più di una canzone. Fa parte di un album melanconico, che ricorda River Phoenix, giovane amico di Michael Stipe morto di overdose e Kurt Cobain. Nell'esecuzione del brano Mike Mills suona una chitarra regalata al gruppo da Courtney Love, vedova di Cobain. La stessa chitarra, una Fender Jag-Stang. L'album si intitola Monster, ha venduto oltre dieic milione di copie e segna nella band una svolta Rock molto decisa.

Lotus



Siamo in una dimensione onirica, i fiori di Lotus, approfondendo il testo, portano visione degne delle erbe allucinogene. Il brano fa parte dell'album Up. che è considerato il più sperimentale ed elettronico della band americana. A far comprendere che per i REM inizia una nuova epoca va ricordato che è il primo lavoro dopo l'abbandono di Bill Berry, storico batterista del gruppo di Athens. Inizialmente si affidano a vari professionisti per poi collaborare più stabilmente con Joey Waronker. In questa occasione interrompono il rapporto professionale con il produttore Scott Litt cui subentra l'ex tecnico del suono Pat McCarthy.

Oh my Heart



Siamo ai titoli di coda. L'album si intitola Collapse into now e segna la fine di questa incredibile band. E' vero che questo è il quarto singolo estratto dal disco me è altrettanto vero che è una questione di cuore. L'album è stato registrato tra Berlino, New Orleans, Portland e Nashville e prodotto in collaborazione con Jacknife Lee. Tra gli ospiti ci sono Patti Smith e Eddie Vedder. E' l'8 marzo 2011 la data di uscita. Il sipario si chiude. Ma non l'epopea dei REM che segna prepotentemente anche il terzo millennio.