Hope, il trailer dell’horror sci-fi di Na Hong-jin tra paranoia mostruosa e sangue

Cinema

Camilla Sernagiotto

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Il nuovo lavoro di Na Hong-jin si presenta come una produzione dalle dimensioni eccezionali per il cinema sudcoreano. Con un budget stimato di circa 33 milioni di dollari, Hope è infatti il film più costoso mai realizzato in Corea del Sud. Un investimento che accompagna il ritorno di un autore noto per avere realizzato opere cupe e intense, e che questa volta sembra voler spingere ancora più avanti la propria ricerca visiva e narrativa

Con Hope, ritorna di Na Hong-jin. E lo fa alla grande, con il kolossal horror fantascientifico più ambizioso della Corea del Sud.


Dopo dieci anni di attesa dal successo di The Wailing – Goksung, Na Hong-jin torna dietro la macchina da presa con Hope, un progetto che punta a superare i confini già esplorati dal regista sudcoreano nei suoi lavori precedenti. Il primo trailer del film (che potete guardare nel video in alto, posto in testa a questo articolo), appena diffuso, mostra le prime immagini di un’opera che mescola tensione horror, fantascienza, thriller di sopravvivenza e paura dell’ignoto, delineando un’esperienza cinematografica costruita su atmosfere opprimenti, minacce misteriose e una crescente escalation di violenza.

Il nuovo lavoro di Na Hong-jin si presenta come una produzione dalle dimensioni eccezionali per il cinema sudcoreano. Con un budget stimato di circa 33 milioni di dollari, Hope è infatti il film più costoso mai realizzato in Corea del Sud. Un investimento che accompagna il ritorno di un autore noto per avere realizzato opere cupe e intense, e che questa volta sembra voler spingere ancora più avanti la propria ricerca visiva e narrativa.

Un villaggio isolato e una minaccia proveniente dall’ignoto

Presentato in concorso al Festival di Cannes 2026, Hope arriverà nei cinema italiani il 5 novembre 2026, distribuito da MUBI. La storia si svolge a Hope Harbor, un piccolo villaggio isolato situato vicino alla zona demilitarizzata coreana (DMZ), un luogo che si ritrova improvvisamente tagliato fuori dal resto del mondo a causa di devastanti incendi boschivi che interrompono ogni collegamento con l’esterno.

In questo scenario di isolamento e crescente emergenza, il comandante della polizia Bum-seok e l’agente Sung-ae si trovano a dover difendere una comunità composta quasi interamente da persone anziane. La situazione precipita quando alcuni abitanti decidono di organizzare una battuta di caccia per catturare quella che ritengono essere una pericolosa bestia nascosta nella zona.

La ricerca della creatura, però, porta a una scoperta molto più inquietante. Quella che sembrava una semplice minaccia animale si rivela essere qualcosa di completamente diverso: misteriose creature aliene che trasformano i cacciatori stessi nelle loro vittime.

Dal thriller investigativo alla guerra contro creature aliene

Le prime informazioni emerse da chi ha già avuto modo di guardare il film descrivono un’opera capace di cambiare progressivamente identità. L’inizio di Hope viene presentato come un thriller investigativo dalle caratteristiche relativamente realistiche, ma la narrazione si trasforma gradualmente in uno spettacolo di fantascienza su larga scala, dominato da mostri, sorprese narrative e sequenze d’azione sempre più estreme.

Il primo teaser sembra concentrarsi soprattutto sulla costruzione dell’atmosfera, lasciando intravedere solo brevemente le creature per mantenere intatto il senso di mistero. Le immagini alternano momenti di improvvisi attacchi, ambienti chiusi e soffocanti e numerose scene d’azione, suggerendo un film in cui la tensione cresce attraverso una minaccia difficile da comprendere e controllare.

La portata visiva del progetto emerge anche dalle scene mostrate nel trailer, con esplosioni, inseguimenti e combattimenti che sembrano occupare una parte consistente dei quasi 160 minuti di durata complessiva. Secondo le prime impressioni, il film sceglie una strada sempre più orientata verso lo spettacolo puro, privilegiando il ritmo e l’impatto rispetto a un maggiore approfondimento dei personaggi.

Un cast internazionale nascosto dagli effetti digitali

Il ruolo principale è affidato a Hwang Jung-min, già protagonista di The Wailing, che torna a collaborare con Na Hong-jin dopo il precedente successo del regista. Al suo fianco figurano Zo In-sung e Hoyeon.

La produzione comprende inoltre diversi interpreti internazionali, tra cui Michael Fassbender, Alicia Vikander, Taylor Russell e Cameron Britton. Nel film, tuttavia, alcuni di questi attori risultano difficilmente riconoscibili a causa del massiccio impiego della CGI e delle modifiche applicate alle loro voci.

Questa scelta contribuisce alla natura fortemente visiva di Hope, un’opera nella quale la trasformazione degli elementi realistici iniziali lascia spazio a un universo sempre più dominato dagli effetti speciali, dalle creature e da una dimensione fantascientifica estrema.

Un film che ha diviso il pubblico di Cannes

Hope è stato uno dei titoli più discussi dell’ultimo Festival di Cannes. Le reazioni sono apparse molto differenti: alcuni hanno contestato il livello di caos raggiunto dal film e la sua lunga durata, mentre altri ne hanno apprezzato l’ambizione, la natura visionaria e la scelta di non scendere a compromessi.

Tra gli aspetti maggiormente valorizzati sono stati indicati la costruzione della suspense, il ritmo costante, una regia particolarmente fisica e le grandi sequenze d’azione. Al contrario, alcune osservazioni hanno riguardato gli effetti visivi, considerati ancora migliorabili e potenzialmente perfezionabili prima dell’arrivo nelle sale cinematografiche.

Proprio questa capacità di suscitare reazioni opposte sembra essere uno degli elementi distintivi del nuovo lavoro di Na Hong-jin. Hope appare infatti come un progetto destinato a generare discussioni, capace di alternare ambizione spettacolare e scelte radicali.

Il progetto più estremo di Na Hong-jin

Dopo il percorso iniziato con The Wailing, Na Hong-jin sembra avere realizzato il film più imponente e controverso della sua carriera. Hope si presenta come un horror fantascientifico monumentale, caratterizzato da creature aliene, violenza, tensione e una continua ricerca dell’eccesso visivo.

Il film punta a essere un’esperienza intensa e imprevedibile, destinata probabilmente a dividere gli spettatori con la stessa forza con cui ha già animato il dibattito sulla Croisette. Tra spettacolo, caos e ambizione produttiva, il ritorno del regista sudcoreano si propone come una delle opere più radicali del cinema di fantascienza horror contemporaneo.