Sentieri selvaggi, 70 anni fa usciva il capolavoro western di John Ford: le curiosità
Il 26 maggio 1956 arrivava nei cinema americani la pellicola con protagonista John Wayne nel ruolo di un veterano della Guerra civile alla ricerca della nipote rapita. Considerato uno dei più grandi film di sempre, non ottenne nemmeno una candidatura agli Oscar. Ecco le cose da sapere
Sono passati 70 anni dall’uscita in sala negli Usa di Sentieri Selvaggi (The Searchers), capolavoro western di John Ford e scritto da Frank S. Nugent. La pellicola che segue le gesta di John Wayne nei panni di un veterano della Guerra civile alla ricerca della nipote rapita, nonostante uno straordinario successo di critica e pubblico fu snobbata dall'Academy e non ottenne nemmeno una candidatura agli Oscar. Ecco cosa sapere.
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LA GENESI - Il film è basato sull'omonimo romanzo del 1954 di Alan Le May, a sua volta ispirato da una serie di episodi di rapimenti di bambini da parte di nativi americani, tra cui in particolare quello di Cynthia Ann Parker.
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LA TRAMA - Nel 1868, Ethan Edwards torna a casa dopo un'assenza di otto anni: ha combattuto nella Guerra civile con i confederati e nella seconda guerra franco-messicana. Quando una tribù Comanche brucia la fattoria di famiglia, uccidendo anche suo fratello e rapendo la nipote Debbie e sua sorella Lucy, il veterano si mette alla ricerca accompagnato dal suo nipote adottivo Martin e il loro inseguimento dura anni.
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JOHN WAYNE - Il protagonista del film non poteva che avere il volto dell’attore più amato da John Ford. Secondo il libro Company of Heroes di Harry Carey Jr., anche nelle pause di produzione John Wayne rimaneva dentro il personaggio, mantenendo la concentrazione e l’identificazione. La battuta ripetutamente usata da Wayne, "That'll be the day”, ha ispirato Buddy Holly a scrivere l’omonima canzone dopo aver visto il film al cinema in Texas.
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NATALIE WOOD - Per il ruolo di Debbie Edwards da adolescente fu scelta Natalie Wood, ex bambina prodigio di Hollywood e reduce dal successo di Gioventù bruciata, girato l’anno prima e che le valse la candidatura all’Oscar come miglior attrice non protagonista.
IL RESTO DEL CAST - Jeffrey Hunter interpreta Martin Pawley. Ford avrebbe voluto Fess Parker, la cui performance come Davy Crockett in tv gli aveva procurato enorme visibilità, ma era sotto contratto con Walt Disney che era contrario e non gli disse nemmeno dell’offerta. Gli altri ruoli principali andarono a Vera Miles (Laurie Jorgensen), Ward Bond (il reverendo capitano Samuel Johnson Clayton), John Qualen (Lars Jorgensen), Olive Carey (Mrs. Jorgensen) e Henry Brandon (il capo indiano Scar, nella versione italiana capo Scout).
LE LOCATION - Il film è ambientato principalmente nelle pianure del Texas nordoccidentale (il Llano Estacado) ma in realtà è stato girato nella Monument Valley, nello Utah. Altre scene sono state girate a Mexican Hat, al Bronson Canyon nel Griffith Park (Los Angeles) e all’Elk Island National Park.
IL RAPPORTO ETHAN-MARTHA - Una sotto-trama passata quasi inosservata all’uscita del film è quella della particolare relazione tra Ethan e Martha, la moglie di suo fratello. Diversi riferimenti visivi compaiono nel film e alcuni critici hanno suggerito che Debbie potrebbe essere la figlia di Ethan. Una eventualità che aggiungerebbe altre sfumature alla sua ricerca ossessiva della ragazza.
IL FINALE - Nelle celebri scene conclusive del film, Martin uccide il capo indiano, Ethan gli prende lo scalpo e insegue Debbie a cavallo. Infine la abbraccia e la riporta al ranch Jorgensen. Mentre tutti entrano in casa, il personaggio di John Wayne guarda, si gira e se ne va allontanandosi nella famosa inquadratura fissa della porta.
L’OMAGGIO E LA DIFFERENZA CON IL LIBRO - La posa di Wayne con il gomito tenuto dalla mano sinistra è un omaggio a Harry Carey, star dei film western dell'era del cinema muto. Il finale del romanzo di Le May contrasta con quello del film: Debbie scappa sia dagli uomini bianchi che dai nativi americani. Marty, in un'ultima tappa della sua ricerca, la trova giorni dopo, solo dopo che è svenuta per la stanchezza.
IL DIETRO LE QUINTE - Come parte della sua promozione di The Searchers nel 1956, la Warner Bros. ha prodotto e trasmesso uno dei primi "making-of" nella storia del cinema, un dietro le quinte che è andato in onda nel 1956 come episodio della sua serie Warner Bros. Presents. Venne girato appositamente, richiesto da John Ford. Si occupa della maggior parte degli aspetti della realizzazione del film, tra cui la preparazione delle location, la costruzione di oggetti di scena e le tecniche di ripresa.
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I RICONOSCIMENTI - The Searchers è considerato uno dei film più influenti mai realizzati. È stato nominato il più grande western americano dall'American Film Institute nel 2008, e si è classificato al 12° posto nella lista 2007 della stessa organizzazione dei 100 più grandi film americani di tutti i tempi. Nel 1989 è stato ritenuto "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo" dalla Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti e selezionato per la conservazione nel suo National Film Registry: è stato uno dei primi 25 film selezionati per il registro.
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