David Bowie, riemerge il film perduto del tour del 1978, nel 2027 arriverà nelle arene

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Dopo quasi 50 anni, il tour Isolar II rivivrà con il titolo Stage grazie al lavoro di rimasterizzazione di filmati inediti a cura di Brett Morgen, già regista del docufilm Moonage Daydream sulla vita del cantautore britannico

Il tour Isolar II di David Bowie del 1978 tornerà nelle arene nel 2027, dopo quasi 50 anni, con il titolo Stage, grazie al lavoro di rimasterizzazione di filmati inediti a cura di Brett Morgen, il regista del docufilm Moonage Daydream (2022) sulla vita del cantautore britannico. Nella nuova versione, le immagini del concerto saranno proiettate su più schermi e saranno accompagnate sia da uno spettacolo di luci curato da Patrick Woodroffe, sia da un mix audio di Paul Massey. Morgen ha anche diretto i documentari Crossfire Hurricane (2012) sui Rolling Stones e Kurt Cobain: Montage of Heck (2015), mentre Woodroffe ha lavorato all’illuminazione sia per artisti come Abba, Rolling Stones e Michael Jackson, sia per i Giochi Olimpici di Londra 2012. Come spiega il comunicato stampa, l’uso degli schermi LED trasparenti “creerà l'illusione che Bowie e la sua band siano fisicamente presenti sul palco”, così “immergendo il pubblico nell'atmosfera di un vero e proprio concerto rock per un’esperienza dal vivo senza precedenti”. Il trailer mostra una giovane con una giacca leopardata, Mark Adams, che allora si trovava insieme alla sua ragazza e che, 21 anni dopo, avrebbe iniziato a lavorare per Bowie. Nel febbraio 2027, la pellicola sarà presentata in anteprima alla 77ª edizione del Festival del Cinema di Berlino prima di iniziare la tournée.

LA NASCITA DEL PROGETTO

Inizialmente David Bowie aveva incaricato il regista David Hemmings (che l’aveva già diretto nel film Gigolò con Marlene Dietrich) di filmare due spettacoli incentrati sugli album Heroes e Low all’Earls Court Arena di Londra nell’estate 1978. Bowie intendeva realizzare un film-concerto che, secondo i suoi collaboratori, avrebbe potuto essere proiettato in sostituzione di un suo tour in luoghi non tradizionali, come le sale da concerto. In seguito, però, il musicista si era dedicato ad altri progetti, come la registrazione e la pubblicazione dell’album Lodger, la collaborazione con John Cale su musica inedita e il disco Scary Monsters (and Super Creeps). Nel 1978, poi, Bowie aveva pubblicato l’album dal vivo del tour Stage, registrato in primavera durante le date negli Stati Uniti, ma alla fine il materiale video non aveva mai visto la luce. “Semplicemente non mi piaceva il mondo in cui era stato girato”, aveva spiegato l’artista nel 2000. “Ora, ovviamente, ha un aspetto piuttosto buono e sospetto che prima o poi verrà pubblicato”. Quando Brett Morgen aveva ottenuto l’incarico per girare il docu-film Moonage Daydream, aveva chiesto di visionare la pellicola originale di David Hemmings, comprese le riprese di Heroes, che aveva infine inserito nel documentario risultato vincitore del premio come Miglior film musicale ai Grammy Awards 2024. I fan avevano quindi espresso grande attesa per il film completo del tour, in gran parte rimasto inedito. Da lì, nel 2018, l’idea di proiettarlo nelle arene. Morgen ha quindi lavorato per anni sull’originale in 35 mm, tra correzione del colore, ri-illuminazione e pittura a mano. Il sito per i fan David Bowie World ha classificato i concerti all’Earls Court “tra i più importanti concerti britannici” della carriera dell’artista alla fine degli anni Settanta, “un periodo in cui Bowie si era allontanato dai personaggi elaborati dagli anni precedenti e aveva posto sempre maggiore enfasi sulla musicalità, sugli arrangiamenti, sul suono e sull’atmosfera”.

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IL TOUR ISOLAR II DEL 1978

Il tour Isolar II di David Bowie si era svolto da marzo a dicembre 1978. I concerti erano divisi in due parti: la prima incentrata su Low e Heroes, mentre la seconda sui suoi successi dei primi anni Settanta, comprese canzoni tratte dal film concerto Ziggy Stardust and the Spiders from Mars. Il chitarrista Carlos Alomar, il bassista George Murray, il batterista Dennis Davis, il tastierista Roger Powell, il pianista Sean Mayes e il violinista Simon House avevano accompagnato l’artista.

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