Dopo le polemiche per l'assenza dei riferimenti alle accuse nel primo film, l'attore che interpreta il cantante anticipa un seguito più concentrato sul punto di vista dello zio. Restano al centro le contestazioni che hanno segnato la vita pubblica della popstar
Il secondo biopic su Michael Jackson potrebbe affrontare le accuse di abusi sessuali che non hanno trovato spazio nel primo film. A parlarne è Jaafar Jackson, nipote del cantante e suo interprete nella pellicola Michael, il film diretto da Antoine Fuqua che ha ottenuto un importante successo commerciale, diventando secondo il biopic con il maggiore incasso di sempre e superando Oppenheimer.
In un'intervista a GQ Middle East, Jaafar Jackson ha anticipato che il seguito offrirà uno spazio maggiore al punto di vista dello zio, sostenendo l'importanza di dare voce alla sua versione dei fatti. "Il problema che abbiamo avuto come famiglia è stato non sentire la voce di Michael", ha dichiarato. L'attore ha aggiunto che questo aspetto è particolarmente importante per raccontare gli ultimi anni della vita del cantante.
Le polemiche sul primo film
Una delle critiche più ricorrenti rivolte al primo biopic riguarda proprio l'assenza delle accuse di abusi sessuali rivolte a Jackson. La scelta narrativa sarebbe stata condizionata anche da una clausola legale, individuata nelle fasi avanzate della produzione, che impediva di rappresentare in una ricostruzione romanzata uno degli uomini che avevano accusato il cantante di aver abusato di loro quando erano minorenni.
La conseguenza è stata una revisione significativa del progetto: una sequenza relativa a una perquisizione della polizia nel ranch di Neverland è stata eliminata e la storia è stata interrotta in una fase precedente rispetto a quanto inizialmente previsto. Secondo ciò che riporta la testata giornalistica inglese The Guardian, la famiglia Jackson ha finanziato riprese aggiuntive per un valore di 50 milioni di dollari.
Intervistato dal magazine americano Variety, Jaafar Jackson ha ridimensionato le difficoltà legate alla lavorazione, ricordando che è frequente girare scene che poi non vengono utilizzate nel montaggio finale. Ha spiegato di essere entrato nel progetto consapevole che alcune interpretazioni e sequenze sarebbero state scartate durante la postproduzione.
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Parlando del possibile seguito, Jaafar Jackson ha sostenuto che il nuovo film potrà approfondire gli eventi dalla prospettiva del cantante, osservando che finora le accuse sono state raccontate soprattutto attraverso il punto di vista di altre persone. Le sue dichiarazioni indicano una direzione narrativa più vicina alla versione della famiglia, ma non chiariscono ancora quali episodi saranno effettivamente inclusi nella sceneggiatura.
L'attore ha inoltre descritto lo zio come una persona che, nonostante le difficoltà e le critiche, avrebbe conservato la propria gentilezza e la fiducia negli altri. Un ritratto che riflette la lettura personale di Jaafar Jackson e il modo in cui la famiglia intende ricordare il cantante.
Il regista Antoine Fuqua aveva già dichiarato che il sequel non avrebbe cercato di rendere sensazionalistici gli aspetti della vita di Jackson. L'obiettivo, secondo le sue parole, sarebbe concentrarsi sulla persona dietro la figura pubblica. Al momento, tuttavia, non sono stati resi noti dettagli definitivi sulla trama del secondo film.
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Le accuse contro Michael Jackson e le critiche al biopic
Michael Jackson fu accusato per la prima volta di abusi sessuali su un minore nel 1993. La controversia si concluse l'anno successivo con un accordo extragiudiziale. Nel 2005 il cantante affrontò un altro processo per accuse di abusi sessuali su minori e fu assolto. Jackson morì nel 2009, a 50 anni, per un'intossicazione acuta da propofol, classificata come morte accidentale.
Nel 2019 il documentario Leaving Neverland, diretto da Dan Reed, riportò al centro del dibattito ulteriori accuse di abusi. In occasione dell'uscita del primo biopic, Reed aveva criticato duramente il film, sostenendo che non offrisse un'analisi adeguata della personalità del cantante e che la rappresentazione del suo rapporto con i bambini fosse distorta.
Il secondo capitolo si troverà quindi a confrontarsi con una questione controversa: raccontare la prospettiva di Jackson senza ignorare le accuse e le contestazioni che hanno segnato la sua storia. Le dichiarazioni del nipote e attore Jaafar Jackson anticipano l'intenzione di dare maggiore spazio alla versione del cantante, ma resta da capire come il film affronterà le diverse testimonianze e gli eventi che hanno alimentato il dibattito pubblico.