Il regista premio Oscar adatta il libro di Kazuo Ishiguro con Jenna Ortega protagonista. Al centro del film, una storia delicata sull'intelligenza artificiale, l'amore e la natura umana, senza rinunciare allo stile personale del cineasta. "Volevo rispettare il tono del romanzo", ha spiegato Waititi
Taika Waititi torna al cinema con Klara e il Sole, adattamento del romanzo omonimo pubblicato nel 2021 da Kazuo Ishiguro, scrittore premio Nobel per la Letteratura.
Per il regista neozelandese, noto per film come Jojo Rabbit, Hunt for the Wilderpeople e Thor: Ragnarok, la sfida è stata trovare un equilibrio tra la propria sensibilità cinematografica e il tono discreto e contemplativo dell'opera originale.
In un'intervista recentemente rilasciata al magazine statunitense Variety, Waititi ha spiegato di aver voluto preservare soprattutto la delicatezza della storia, evitando che il suo consueto umorismo prendesse il sopravvento.
Il film, con Jenna Ortega nel ruolo della protagonista, arriverà nelle sale italiane il 22 ottobre 2026 e negli Stati Uniti il 23 ottobre.
Klara, amica artificiale che cerca di capire gli esseri umani
La protagonista - interpretata da Jenna Ortega - è Klara, un'amica artificiale progettata per accompagnare gli esseri umani. Attraverso il suo sguardo, il racconto esplora le relazioni, i sentimenti e i comportamenti delle persone in un mondo che per lei rimane in gran parte sconosciuto.
L'intelligenza artificiale è uno degli elementi centrali della storia, ma Waititi ha scelto di non trasformarla nel punto di partenza per un classico film di fantascienza catastrofica. Il regista ha ricordato come le storie cinematografiche dedicate ai robot finiscano spesso per raccontare macchine che si ribellano agli esseri umani, arrivando a minacciare o distruggere le famiglie.
"Sapevo che non avrei mai raccontato una storia del genere", ha spiegato, chiarendo di non aver voluto trasformare Klara in una figura minacciosa. L'obiettivo era mantenere al centro la dimensione emotiva del romanzo e il modo in cui la protagonista cerca di comprendere ciò che rende umani gli esseri umani.
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Il regista ha raccontato di aver cercato di conservare le caratteristiche più riconoscibili della scrittura di Ishiguro, senza rinunciare completamente alla propria identità artistica. Il romanzo, ha osservato, non è propriamente comico, anche se contiene momenti divertenti legati al modo ingenuo in cui Klara interpreta il mondo che la circonda.
"Volevo portare in questo film il tono che uso abitualmente nelle mie opere, ma non volevo alterare troppo l'atmosfera complessiva del libro", ha spiegato Waititi. Per il cineasta, la bellezza del testo risiede proprio nella sua apparente semplicità e nella capacità di suggerire molto più di quanto racconti esplicitamente.
La storia procede senza affidarsi a continui colpi di scena. In superficie gli avvenimenti possono sembrare limitati, mentre sotto la trama si sviluppano emozioni, interrogativi e tensioni che emergono gradualmente. È questa costruzione narrativa, secondo il regista, a rendere il romanzo particolarmente interessante da adattare per il cinema.
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Niente spettacolo a tutti i costi: il film punta sulle emozioni
Waititi ha dichiarato di non aver voluto amplificare artificialmente la storia per renderla più spettacolare. La sua intenzione era mantenere gli elementi più silenziosi e riflessivi dell'opera, evitando di trasformarla in un intrattenimento dominato dall'azione.
La scelta rappresenta un equilibrio significativo per un regista che ha spesso mescolato ironia, avventura e dramma. Con Klara e il Sole, Waititi affronta invece una narrazione in cui il non detto e l'osservazione dei comportamenti umani hanno un peso fondamentale.
Il risultato è un adattamento che cerca di conservare lo spirito del romanzo di Ishiguro, mettendo al centro il rapporto tra tecnologia e sentimenti. Più che interrogarsi sui pericoli di una macchina fuori controllo, il film si concentra sulla possibilità che un'intelligenza artificiale, attraverso il tentativo di comprendere gli esseri umani, diventi uno strumento per riflettere sulle relazioni, sull'amore e sulla nostra stessa natura.