Arriva al cinema il 9 luglio 2026 Il mondo oltre, film distopico diretto da Dario Germani e prodotto da Film & Video, con una inedita Francesca Inaudi. Girato tra Roma e il deserto del Sahara, a Nefta, il film racconta Laura e sua madre, isolate in un casale e convinte di essere le uniche sopravvissute sulla Terra, finché l'arrivo di un ragazzo misterioso incrina ogni certezza. Nel cast anche Demetra Bellina e Guglielmo Amori, al debutto in un lungometraggio tra dramma psicologico, identità e paura più dell'ignoto
Arriva nelle sale cinematografiche il 9 luglio 2026 Il mondo oltre, il nuovo film diretto da Dario Germani, prodotto da Film & Video e distribuito da Flat Parioli Distribuzione. Al centro del racconto c’è una Francesca Inaudi in versione inedita e futuristica, immersa in un universo distopico girato tra Roma e il deserto del Sahara, a Nefta.
Un casale nel deserto e una verità da mettere in dubbio
La storia segue Laura e sua madre, due donne che vivono in totale isolamento in un casale nel deserto, convinte di essere le uniche sopravvissute sulla Terra. Il loro equilibrio, chiuso e simbiotico, crolla quando un ragazzo misterioso si introduce nella proprietà. Da quel momento, Laura è costretta a interrogarsi sull’unica realtà che abbia mai conosciuto.
Dario Germani tra horror, action e distopia
Alla regia c’è Dario Germani, autore degli horror Antropophagus: Le origini e Angelus tenebrarum, oltre che dell’action movie Sangue d’oro. Con Il mondo oltre, il regista si muove dentro un territorio che mescola tensione psicologica, fantascienza distopica e dramma familiare, trasformando il deserto non solo in scenario, ma in uno spazio mentale: un luogo dove ogni certezza sembra evaporare.
Francesca Inaudi: «Oltre ciò che crediamo vero»
«Quando Dario chiama, di solito è per qualcosa di folle e al limite della fattibilità, ma certamente intenso e profondo», ha dichiarato Francesca Inaudi. L’attrice racconta il film come un viaggio “sull’orlo del nulla”, oltre il deserto, oltre i limiti autoimposti e oltre ciò che crediamo vero. Una definizione che sembra contenere già il cuore del progetto: non solo sopravvivere alla fine del mondo, ma scoprire se quella fine sia mai davvero esistita.
La squadra tecnica del film
La fotografia è affidata ad Alessio Lorelli, mentre le scenografie sono firmate da Antonio Di Giovanni. I costumi sono di Antonella Balsamo, le musiche di Stefano Di Fiore e il montaggio di Lorenzo Fanfani. Gli effetti speciali sono curati da Flat Parioli VFX, elemento centrale per dare corpo visivo a un immaginario sospeso tra deserto, distopia e rivelazione.
E nel paragrafo sulla sceneggiatura usa:
La sceneggiatura di Giacomo Pio Ferraiuolo
La sceneggiatura è firmata da Giacomo Pio Ferraiuolo, che descrive il film come un dramma psicologico costruito intorno a una domanda radicale: cosa accade quando l’unica realtà che conosci può rivelarsi una menzogna? La storia di Laura diventa così un percorso di identità, appartenenza e desiderio di evasione, in cui la prigione più dura non è soltanto il deserto, ma quella costruita dentro le mura domestiche.