Introduzione
È stata definita la giuria internazionale del Concorso della 83esima Mostra di Venezia (2-12 settembre). Presidente Maggie Gyllenhaal. Ne fanno parte Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To. La decisione è del Cda della Biennale su proposta del direttore Alberto Barbera. La giuria assegnerà i premi ufficiali, tra cui Leone d’Oro e Coppe Volpi, senza ex aequo
Quello che devi sapere
Mostra del cinema di Venezia, svelata la giuria della 83ª edizione
La Biennale di Venezia ha annunciato la composizione della giuria internazionale del Concorso della 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, in programma dal 2 al 12 settembre. La decisione è stata presa dal Consiglio di amministrazione su proposta del direttore artistico Alberto Barbera.
A presiedere la giuria è Maggie Gyllenhaal, regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense, già indicata lo scorso 23 aprile. Con lei siedono Kaouther Ben Hania, Daniel Blumberg, Francesco Casetti, Xavier Giannoli, Shahrbanoo Sadat e Johnnie To.
Chi sono i giurati
La presidente della giuria della 83esima Mostra del cinema di Venezia è Maggie Gyllenhaal, regista, attrice, sceneggiatrice e produttrice statunitense. Quest'anno ha distribuito il suo film La sposa! (The Bride!) che ha scritto, prodotto e diretto. In precedenza ha fatto il suo debutto alla regia con La figlia oscura (The Lost Daughter). Il film ha ricevuto tre nomination agli Oscar, tre Independent Spirit Awards, quattro Gotham Awards e il premio per la migliore sceneggiatura alla Mostra di Venezia. Come attrice ha ottenuto due nomination ai Golden Globe, nel 2002 per Secretary di Steven Shainberg e nel 2006 per SherryBaby di Laurie Collyer. Nel 2009 ha recitato accanto a Jeff Bridges in Crazy Heart di Scott Cooper, ottenendo una nomination all'Oscar. Ha recitato nelle serie TV The Honourable Woman (2014) della BBC/Sundance, vincendo un Golden Globe, e in The Deuce (2017 -2019) della HBO, di cui è stata anche produttrice.
Festival di Venezia, la presidente di giuria sarà Maggie Gyllenhaal
Shahrbanoo Sadat
E' una regista afghana nata nel 1991 e residente ad Amburgo dopo il trasferimento seguito alla caduta di Kabul nel 2021. Sta realizzando un ciclo cinematografico in cinque parti ispirato a un manoscritto autobiografico inedito del suo collaboratore Anwar Hashimi. “Wolf and Sheep” (2016) è stato presentato alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes, dove è stato candidato alla Camera d’Or e ha ricevuto l’Art Cinema Award. Anche “The Orphanage” (2019) è stato proiettato alla Quinzaine. Il terzo capitolo, “No Good Men”, ha aperto la Berlinale nel 2026. Il suo lavoro affronta identità, memoria, rappresentazione e genere e si caratterizza per una prospettiva femminista.
Johnnie To
Il regista e produttore hongkonghese è nato nel 1955 con una lunga carriera tra mercato locale e internazionale. È noto per il cinema d’azione e poliziesco ed è considerato un autore capace di spaziare tra toni e generi mantenendo uno stile coerente basato sulla narrazione e sulla tensione drammatica. È stato membro della giuria di Venezia nel 2008. Alla Mostra ha presentato “Throw Down” (2004), “Exiled” (2006), “Mad Detective” (2007) e “Life Without Principle” (2011).
Francesco Casetti
E' l’unico italiano in giuria. È docente universitario con nazionalità italiana e statunitense e insegna a Yale come Sterling Professor of Humanities and Film and Media Studies. Ha diretto il Film and Media Studies Program e l’Humanities Program ed è affiliato alla Facoltà di Architettura. In precedenza ha insegnato in Italia, dove è stato presidente della Consulta Universitaria del Cinema e Pro-Rettore dell’Università Cattolica di Milano. È stato visiting professor in varie università internazionali e ha partecipato a programmi di ricerca in Europa e negli Stati Uniti. Tra i suoi libri figurano “Dentro lo sguardo: il film e il suo spettatore”, “Teoria del Cinema 1945-1990”, “L’occhio del Novecento”, “La Galassia Lumière” e “Schermare le paure”.
Kaouther Ben Hania
E' una regista e sceneggiatrice tunisina il cui cinema si muove tra finzione e documentario. I suoi lavori esplorano temi legati al potere, all’ingiustizia e alla condizione dell’individuo in sistemi oppressivi. Il film “La voce di Hind Rajab” è stato presentato in Concorso a Venezia, dove ha vinto il Leone d’Argento - Gran Premio della Giuria ed è stato candidato all’Oscar come miglior film internazionale. “Quattro figlie” ha vinto l’Œil d’Or a Cannes ed è stato candidato all’Oscar come documentario. Tra gli altri titoli “L’uomo che vendette la sua pelle”, “La bella e le bestie” e “Challatt Tunes”.
Daniel Blumberg
E' un compositore e artista britannico attivo tra musica e arti visive. Vive a Londra e ha pubblicato quattro album solisti, “Liv”, “Minus”, “On&On” e “Gut”. Ha composto colonne sonore per il cinema, tra cui “The Brutalist” di Brady Corbet, “Sotto le nuvole” di Gianfranco Rosi e “Il testamento di Ann Lee” di Mona Fastvold. Per “The Brutalist” ha ricevuto Oscar e Bafta nel 2025. Come artista visivo realizza disegni con la tecnica della punta d’argento ed espone in istituzioni internazionali.
Xavier Giannoli
E' un regista e sceneggiatore francese. Dopo gli studi in letteratura ha realizzato cortometraggi, tra cui “L’Interview”, Palma d’oro a Cannes nel 1998. Ha poi diretto diversi lungometraggi, tra cui “Marguerite”, “Illusioni perdute”, vincitore del César come miglior film nel 2022, e “Les Rayons et les ombres”. Le sue opere sono state presentate in festival internazionali come Venezia, Cannes e Telluride. Per Canal+ ha realizzato la serie “Of Money and Blood”, presentata alla Mostra nel 2023.
I premi
La giuria assegnerà ai lungometraggi in Concorso i premi ufficiali senza possibilità di ex aequo. In palio il Leone d’Oro per il miglior film, il Leone d’Argento - Gran Premio della Giuria e il Leone d’Argento per la migliore regia. Previsti anche le Coppe Volpi per le interpretazioni, il Premio Speciale della Giuria, il riconoscimento per la sceneggiatura e il Premio Marcello Mastroianni per un interprete emergente.