Paola Cortellesi è Petra, una detective fuori dagli Schemi nella nuova produzione Sky

Sono state rilasciate le nuove foto di Petra, il progetto originale Sky incentrato sui romanzi gialli di Alicia Giménez-Bartlet e interpretato da Paola Cortellesi, per la regia di Maria Sole Tognazzi . Ecco il nostro racconto della visita sul set e della conferenza stampa

Petra, le prime immagini dal set

(Inviato a Genova)

In viaggio sul set di Petra

Ci sono spazi che sono luoghi dell’anima. Architetture dello spirito, angoli di Storia. E il caso del Palasport di Genova, l’arena inaugurata nel 1962. Qui hanno suonato i Beatles, i Kiss, Peter Gabriel, Jethro Tull, Luciano Pavarotti, Frank Zappa, Gli America, Santana, Eric Clapton, Joni Mitchell, gli Spandau Ballet, Frank Sinatra, gli Europe e i Pooh. E ora in questa giornata in cui, come scriveva Paolo Conte, "il resto è pioggia che ci bagna". Assistiamo alle riprese di una scena di Petra, il progetto originale Sky, in onda prossimamente, prodotto da Cattleya - parte di ITV Studios - in associazione con Bartlebyfilm. Si tratta di quattro storie gialle al femminile ispirate alla detective di Barcellona più famosa al mondo, personaggio creato alla metà degli anni Novanta dalla penna di Alicia Giménez-Bartlet. La protagonista è Paola Cortellesi affiancata da Andrea Pennacchi che veste i panni del vice-commissario Antonio Firmin. La regia è di Maria Sole Tognazzi. La serie è scritta da Giulia Calenda, Furio Andreotti e Ilaria Macchia. Una sceneggiatura è firmata anche da Enrico Audenino. Tra una farinata di ceci e una focaccia di Recco, davanti ai monitor e forniti di cuffie auricolari, osserviamo in silenzio una sequenza ricca di pathos. Petra si confronta con il giovane capo di una setta che tiene in ostaggio un poliziotto. Il cattivo, dal viso angelico e dall’accento dell’Est parla di peccato, disperazione e del dolore come mezzo per ricongiungersi a Dio, ma la detective controbatte: "Il dolore genera solo dolore". Quando si ha la fortuna di essere su un set risulta sempre sorprendente osservare ciò che accade prima che la telecamera si accenda, un ritocco del trucco, un aggiusto ai capelli, una battuta per allentare la tensione, un po’ di stretching per rilassare i muscoli. Ma poi quando si inizia a girare è come entrare in un altro mondo, attraversare uno stargate per ritrovarsi in una dimensione in cui tutto può accadere. Il campo lascia spazio al controcampo, il primo piano cede il passo al totale, le battute si ripetono come un mantra, intervallate dal consueto imperativo d’ordinanza: “Motore, ciak, azione”. Certo ci sono pure i tempi morti. Come disse una volta Marcello Mastroianni con la sua consueta ironia: ”Noi attori siamo pagati per aspettare". E poi tutto finisce, anche questa set visit. Mentre mi allontano dal palazzetto, l’attore che interpreta il cattivo mi fa un cenno di approvazione. Indossiamo entrambi un lungo trench di taglio militare. Si sa il mondo è fatto di bizzarre  coincidenze.

Petra: la conferenza stampa

Rapidamente ci trasferiamo a Boccadasse. Nello specifico al ristorante Vittorio al Mare. Da queste parti c’è la soffitta della gatta resa eterna da Gino Paoli. Genova, si sa, è una musica perpetua, una continua sinfonia, dalle finestre si vede un mare in tempesta che avrebbe fatto la felicità di un pittore romantico, Una sorta di incarnazione dello Sturm Und Drang, a memoria non ricordo una conferenza stampa con uno sfondo così emozionante e suggestivo. Non a caso Ilaria Cavo, Assessore alla comunicazione, formazione, politiche giovanili e culturali della Regione Liguria, sottolinea che visto i toni noir di Petra, il clima piovoso risulta particolarmente adatto alla situazione. Come tutta Genova del resto che è una città che dovrebbe, essere più utilizzata dal punto di vista cinematografico e televisivo. La parola passa poi a Nils Harmann, il direttore delle produzioni originali Sky conferma che questo noir genovese dai tocchi ironici non somiglia a niente che sia stato fatto in precedenza, Petra è un personaggio tosto, una femminista 2.0. lontana anni luce dagli stereotipi. Gli fa eco Riccardo Tozzi, fondatore e CEO di Cattleya: “Petra è un personaggio universale e in fondo c’è un po’ di Petra in ognuno di noi. E' anche molto interessante e anticonvenzionale il rapporto fra la detective e il suo vice Antonio”. La rivelazione della conferenza stampa è comunque Alicia Giménez-Bartlett. La scrittrice spagnola ha l’energia e la vitalità di un adolescente. Parla a ruota libera delle analogie e delle differenze tra Genova e Barcellona e ribadisce l’orrore per i luoghi comuni (“le donne spagnole tutte calienti, le italiane tutte mamme”); Alicia non è intervenuta negli script, aveva totale fiducia negli sceneggiatori che hanno attualizzato i romanzi ambientati negli anni Novanta (si tratta dei primi quattro libri, ovvero Riti di morte, Giorno da cani, Messaggeri dell'oscurità e Morti di carta). La scrittrice è lusingata di essere considerata la Camilleri spagnola, e poi, al pari di Flaubert e della sua Madame Bovary, ridendo confessa che Petra è un personaggio autobiografico, visto che è stata definita, bella, tosta e ironica. Invece, La regista di Petra, Maria Sole Tognazzi, rievoca il primo incontro con Paola Cortellesi che aveva diretto in Passato Prossimo, il suo lungometraggio d’esordio. Maria Sole, che con Petra debutta nel mondo della fiction televisiva si concentra sul messaggio che si vuole dare con questa opera, sull’importanza di raccontare un’immagine originale e diversa di donna libera e indipendente. Certo, rispetto al cinema la metodologia di riprese e differente e più articolata. Inoltre, Tognazzi per la prima volta si deve confrontare con storie scritte da altri e con un genere, il crime, che non aveva mai frequentato. Infine, la protagonista di Petra, Paola Cortellesi (all’esordio nel giallo), confessa di essersi innamorata del personaggio attraverso la lettura dei romanzi di Alicia. L’attrice, sempre gentile, ironica e carismatica, rivela: “In fondo questa donna ha compiuto un percorso che tutte le donne avrebbero voluto fare e cioè liberarsi dai soliti ruoli femminili. Modelli imposti dalla società. Ma a volte anche da noi stesse. E Petra si prende anche dei rischi nella scelta di non avere legami e di non piacere necessariamente agli altri. Insomma una donna fuori dagli schemi e quindi ho pensato che fosse un personaggio difficilissimo da interpretare. Soprattutto perché io quelle sovrastrutture le ho”. La conferenza stampa è terminata la pioggia invece no. Le onde si infrangono sugli scogli di Boccadasse. Pensi subito alla Creuza de Ma raccontata da Fabrizio De André, mentre a noi “resta quella faccia un po'così quell'espressione un po' così che abbiamo noi che abbiamo visto Genova". E ci resta pure la sensazione che questa fiction non somiglierà a niente che sia stato mai fatto prima. Un’opera davvero innovativa e rivoluzionaria, un  riuscito mix al femminile di tante cose diverse e opposte. Un ossimoro come il nome della protagonista: Petra Delicato. In fondo il mondo, al pari dell’arte, è fatto di scontri che poi diventano incontri.