Frankie hi-nrg mc ospite a Stories, in onda domani alle 21 su Sky Tg24

Spettacolo

Il nuovo album "Voce e batteria", con cui torna alle radici dell’hip hop, e un tour che parte il 30 maggio da Bologna per poi toccare Firenze, Roma, Milano, Treviso, Livorno, Trento e Torino. L’artista si racconta al vicedirettore di Sky Tg24 Omar Schillaci nella nuova puntata del ciclo di interviste dedicate ai protagonisti dello spettacolo

È Frankie hi-nrg mc il protagonista della nuova puntata di “Stories”, il ciclo di interviste ai principali interpreti dello spettacolo di Sky TG24. Ospite del vicedirettore Omar Schillaci, con la regia di Paolo Bonfadini, l’artista si racconta in “Frankie hi-nrg mc - A me me piace ‘o rap”. In onda lunedì 25 maggio alle 21.00 su Sky TG24, sabato 30 maggio alle 12.00 su Sky Arte e sempre disponibile on demand.

Il nuovo album e il tour

Al centro dell’intervista, il nuovo album ‘Voce e batteria’ che torna alle radici dell’hip hop, in un tour che parte il 30 maggio da Bologna, per poi toccare Firenze, Roma, Milano, Treviso, Livorno, Trento e Torino. “Quando una cosa è semplice bisogna comunicarla in maniera semplice: è un progetto in cui la mia voce è sostenuta da uno scheletro fatto di batteria, e fine”. Un ritorno alle origini: “Quando una volta il rap non era ancora così diffuso, e bisognava spiegare cosa fosse, si definiva ‘una sorta di parlare cantando su una base ritmica’. Inizialmente il rap si faceva sopra i breaks, cioè le parti di batteria estratte dai dischi che il DJ montava in sequenza, un loop dopo l’altro.” Un disco corale, ricco di ospiti: Jovanotti, Fabri Fibra, Tiziano Ferro, Elisa, Raiz, Diodato, Emma, Nina Simone. “È stata del batterista con cui lavoro, Donato Stolfi, l’idea di chiedere a degli amici di unire la loro voce alla mia per questo disco. Hanno aderito tutti istantaneamente. Ho telefonato anche a Jovanotti per chiedergli di scrivere una strofa inedita per una canzone che parla di bicicletta. Mi piace vincere facile”. 

Le origini e la nascita di un artista

Ripensando alla sua infanzia: “sono figlio unico quindi eravamo in tre, abbiamo cambiato varie case, in vari posti, Anagni, Torino, Caserta, città di Castello...  ci toccava spostarci in base alla società con cui lavorava mio papà, che era un ingegnere.” Da bambino, “mia cugina mi aveva soprannominato Utet come l’istituto enciclopedico, perché ho sempre avuto un po’ il vizio di sapere le cose e farlo sapere agli altri”.  Riceve un’illuminazione “la notte tra il 20 e il 21 giugno del 1991: all’epoca fingevo di essere un giornalista per una rivistina che si chiamava ‘Skate’ e mi ero inventato una rubrica che parlasse di hip hop. Intervistando Luca De Gennaro, mi disse che dopo due settimane avrebbe collaborato all’organizzazione di un primo festival di hip hop in provincia di Padova.” Frankie accetta l’invito, e “lì ho sentito per la prima volta qualcuno rappare in italiano: i Devastatin’ Posse di Torino. Sulla strada del ritorno ho iniziato a scrivere quella che poi è diventata ‘Fight da Faida’. La mattina dopo avevo il testo e ho detto: questa cosa è troppo bella, la voglio fare, ci voglio provare. Da lì è iniziato il mio percorso.” Una scrittura segnata dai Public Enemy: “Mi hanno dato una visione per la mia scrittura: fare critica sociale, utilizzare il rap come strumento per fare politica nell’intrattenere. Un infotainment, in un certo senso.” Il debutto, così, avviene in un panorama ostile: “sono spuntato dal nulla come un fungo nel panorama dell’hip hop italiano, con Fight da Faida pubblicata da Irma Records, etichetta famosa per la dance e la house music, generi visti all’epoca come parasatanici, con un successo immediato, da subito mi sono reso simpatico ai più”, commenta con ironia. Il nome d’arte nasce “per merito di un compagno di liceo, Salvatore Gagliarde, che su una rivista musicale vede stampato Hi-Energy con la grafia H-I N-R-G. Mi disse che era bello come sono riusciti a sintetizzare una parola levando le vocali, ma che leggendola si ripete la parola stessa. L’ho preso subito come pseudonimo.” Anni dopo ha scoperto che Hi-NRG è anche il nome di un genere musicale: “una sorta di meraviglioso gay pride in musica. Sono stato felice: comunque ‘hi-nrg’ è un nome bellissimo, e Donna Summer mi piace.” 

Approfondimento

Frankie hi-nrg mc torna alle origini del suono con Voce e Batteria

"Quelli che benpensano" e il lascito culturale

Poi arriva il momento del brano ‘Quelli che benpensano’, “un pezzo generazionale, non c’è nessuno che non la conosca o non la canti anche se, era un genere musicale che non veniva ascoltato né passava in radio, non era prêt-à-porter, come può essere oggi”. Eppure, diventa patrimonio comune: “Molte persone mi sottolineano quanto il loro genere musicale sia tutt’altro, thrashcore metal, minimal tech house… ma nel rap, ‘Quelli che benpensano’ ha una nicchia tutta sua”. Di quella canzone Frankie non si è mai stancato: “Sottoscrivo ancora ogni singola sillaba che ho scritto, sono molto orgoglioso del video: l’ho scritto e diretto, ed è stata una bellissima esperienza.” Ricorda poi “la prima apparizione televisiva con ‘Fight da Faida’ nella trasmissione Avanzi di Rai 3 nel 1992 come importante punto di partenza per altri due artisti come Caparezza e Fabri Fibra, me l’hanno raccontato direttamente. Capa non perde occasione di segnalarlo, mi cita addirittura in una canzone. Questo per me è una grande soddisfazione”. Testimone del suo infotainment è il suo album ‘Ero un autarchico’ con il brano ‘Rap lamento’ dove “comunico un mio punto di vista critico, ma in una maniera leggera, accessibile e non semplicemente caustica. L’agrodolce è uno dei gusti su cui mi piace più stuzzicare il pubblico.”

Vita privata, paure e passioni

Ripensando alla sua canzone ‘Pedala’, con cui è andato a Sanremo, racconta che in più di un’occasione gli è successo di avere la bicicletta e dover pedalare: “ho imparato a cercare di chiedere agli altri il meno possibile e organizzarmi per fare da me, perché con un carattere estremamente esigente preferisco imparare come si fa qualcosa e provarci io”. Passando alla domanda sulla sua paura più grande, ammette: “Perdere l’amore, nel senso definitivo. Mi terrorizza.” E il dolore della perdita di entrambi i genitori: “Ho dovuto fare un processo di liberazione. Con il dolore si convive con impegno e con delle altre persone che ti aiutino. All’improvviso ti regalano una orrenda e voluminosa scultura che non puoi buttare e devi riuscire a collocarla da qualche parte. Dopo un po’ che hai trovato una collocazione la guardi e, nonostante continui ad essere brutta, inizi a volerle un po’ di bene.” Nel corso dell’intervista emerge anche la sua passione per la recitazione “mi piace stare dietro la macchina da ripresa, mi piace starci anche davanti, in generale recitare mi ha sempre appassionato”, ha diretto video di altri artisti e ha recitato come attore. Una tra le esperienze più straordinarie è stata quella di Erode in Jesus Christ Superstar: “un numero brillante che serve per far tirare un sospiro di sollievo al pubblico prima del processo, la tortura, la morte.” Immaginando il suo funerale, “mi piacerebbe molto che i miei resti venissero sparsi sopra una bella città, ma senza essere cremato”. E poi racconta: “Non ho una scaramanzia specifica, classica. Sono a mia insaputa.” Ma c’è una cosa precisa: “Quando scrivo un nuovo testo con penna e carta, se per caso il foglio si bagna e l’inchiostro si squaglia un po’, lo vivo come un segno. Non lo butto, è ancora leggibile, ma lo conservo. Aspettiamo la musealizzazione.” Come talento, ammette: “Sono bravo a mangiare, riesco a farlo a occhi chiusi, e soprattutto la pizza, ma poi sembro una tartaruga Ninja.”

 

STORIES: “FRANKIE HI-NRG MC– A ME ME PIACE ‘O RAP” IN ONDA LUNEDÌ 25 MAGGIO ALLE 21:00 SU SKY TG24 (CANALI 100 E 500 DI SKY E CANALE 50 DEL DTT), SABATO 30 MAGGIO ALLE 12:00 SU SKY ARTE E DISPONIBILE ON DEMAND E SU SKYTG24.IT

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