"Lili Elbe Show", Riva & Repele danzano l’artista transgender che ispirò “The Danish Girl"

Spettacolo
Foto di Angelina Bertrand

La storia dell’artista transgender che ispirò il film “The Danish Girl”, icona dei diritti civili, si esprime nella nuova creazione “Lili Elbe Show” commissionata dal 46° Cantiere Internazionale d’Arte a Sasha Riva & Simone Repele, protagonisti sul palcoscenico insieme a Silvia Azzoni, Yumi Aizawa, Jamal Callender e Ensemble della Scuola di Musica di Fiesole diretto da Marc Niemann. L’appuntamento è a Montepulciano (Siena), oggi 29 luglio alle 21.30

Una prima assoluta che racconta, attraverso il linguaggio universale della danza, la storia di Einar Wegener, artista transgender che ispirò il film “The Danish girl”: tutto questo, e molto altro ancora, è “Lili Elbe Show”, nuova coreografia di Riva & Repele che, attraverso la loro scrittura coreografica, esplorano il demone dell’insoddisfazione umana. Una danza che si snoda tra le architetture monumentali di Piazza Grande di Montepulciano, con musiche di Bach, Dan Haugaard e Folkstow e la nuova composizione di Paolo Gorini eseguite dal vivo dall’Ensemble della Scuola di Musica di Fiesole diretta da Marc Niemann, nominato nel 2018 miglior direttore dalla critica tedesca.

La storia e la metamorfosi di Einar/Lili

La coreografia si ispira alla vicenda del pittore paesaggista Einar Wegener e della moglie, la ritrattista Gerda Wegener: un viaggio di trasfigurazione e di metamorfosi. Dopo essere stata affrontata in un libro e nella fortunata trasposizione cinematografica "The Danish Girl", la storia viene interpretata da Sasha Riva e Simone Repele attraverso la lente della danza. Al centro del racconto un ironico mattatore/narratore e l’intreccio di due piani di realtà: il conflitto di Einar che ricerca la propria identità per diventare Lili e il livello della fiaba, degli “spiriti”, dei “fantasmi” che intorno a Lui/Lei si aggirano.

Una petite femme fatale scolpisce fin dall’inizio l’anima nuda del protagonista. Sulla scena, una cornice senza specchio rappresenta un passaggio segreto che porta a un’altra dimensione altra dove si scatenano le visioni dei sogni più intime di Einar. La cornice riprende la figura forte e carismatica di Gerda che, compassionevole, sostiene il marito nella ricerca e nell’affermazione della sua identità finale.

L’altro personaggio senza nome, ma dalla forte connotazione maschile, è lo stereotipo del sesso forte che incarna il desiderio: quello che dovrebbe esserci, quello che in questa vicenda prende forme inaspettate, quello che sottolinea la spinosa differenza. Nella catarsi finale Einar trasformerà la morte in metamorfosi e con struggente ironia e gusto impeccabile, lascerà la scena a Lili, finalmente pronta per il suo sfavillante show.

Il progetto

Questo progetto molto ambizioso vede il coordinamento artistico di Azzurra Di Meco, la collaborazione di Accademia della Belle Arti Santa Giulia, di Guido Levi lighting lab, associazione intitolata al noto lighting designer Guido Levi nata per promuovere la cultura e il mestiere della luce presso le nuove generazioni favorendo la pratica sul campo e di Daniele Cipriani Entertainment

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