Natalie Portman ha pubblicato un libro per bambini che combatte gli stereotipi di genere

Spettacolo

Camilla Sernagiotto

©Getty

L’attrice ha dato alle stampe nei mesi scorsi “Fables”, una raccolta di tre famose favole per bambini riscritte in maniera più egualitaria, ispirandosi al suo modo di raccontare le storie ai figli cambiando i pronomi. “Mi sono ritrovata a cambiare i pronomi in molti dei loro libri perché c'è una presenza maggiore schiacciante di personaggi maschili, in maniera sproporzionata rispetto alla realtà”

Natalie Portman vuole che i propri figli, e con loro tanti altri bambini, sfidino gli stereotipi di genere. La sua è una vera e propria mission, incominciata mentre raccontava le favole al suo primogenito (Aleph, 9 anni) e alla secondogenita (Amalia, 4). Durante il tipico momento di lettura che spetta a ogni mamma (e papà dato che siamo schierati al fianco della Portman nella guerra santa contro gli stereotipi di genere), si è trovata costretta a cambiare molti dei pronomi dei personaggi presenti.

“Mi sono ritrovata a cambiare i pronomi in molti dei loro libri perché hanno una schiacciante presenza maggiore di personaggi maschili, in maniera sproporzionata rispetto alla realtà”, ha dichiarato l’attrice durante un’intervista a HELLO! magazine.

 

Per questo motivo la star 39enne ha pubblicato Fables, una raccolta di tre celebri favole per l’infanzia rilette in chiave meno maschilista che vuole combattere e, si spera, abbattere gli stereotipi di genere.

Un libro per i più piccoli di cui la celeb ci aveva dato l’annuncio social nel settembre 2020 (pubblicando il seguente scatto sul suo profilo ufficiale di Instagram) e che non smette purtroppo di essere attuale. Usiamo il termine purtroppo perché il problema legato alla stereotipizzazione di genere è diffusissimo in tutti i media, dai film ai libri fino alle serie televisive, come la stessa Natalie Portman ha notato durante l’intervista rilasciata al famoso settimanale britannico.  

 

Le favole che l’attrice ha riscritto in chiave più egualitaria sono La lepre e la tartaruga e Il topo di città e il topo di campagna, entrambe di Esopo, a cui si aggiunge la fiaba classica I tre porcellini.

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“L’ho scritto per i miei bambini. Loro sono stati i primi lettori del mio lavoro, che ho così potuto testare su di loro per vedere in che modo riusciva a catturarne l’attenzione”, ha spiegato la star.

Aleph e Amalia, avuti dal marito ballerino e coreografo francese Benjamin Millepied, sono quindi stati coloro grazie a cui Fables è stato dato alle stampe. Sia perché “scritto per” sia perché “apprezzato da”, altrimenti non sarebbe ora sugli scaffali (non ancora su quelli delle nostre librerie, nella versione tradotta in italiano, ma si spera arrivi al più presto anche da noi).

 

“Tutti i libri e il film dovrebbero rispecchiare il mondo piuttosto che dare questa specie di assegnazione di genere distorta. I bambini maschi hanno bisogno di vedere che le donne hanno una moltitudine di opportunità aperte per loro, bisogna che possano considerare cosa pensano e cosa sentono. E come sperimentano il mondo”, ha affermato l’attrice Premio Oscar per Il cigno nero.

Ma la Portman insiste anche sull’importanza di avere finalmente dei personaggi femminili non perfetti e impeccabili, anzi: “Abbiamo bisogno di personaggi che abbiano insicurezze, che commettano errori perché noi tutti combiniamo pasticci, siamo esseri umani. [...] Così tante persone dicono come del tipo ‘Le donne sono più forti e leader migliori’ credendo di aver fatto una dichiarazione femminista. Ma è limitante per una donna, così come per chiunque, essere messi su un piedistallo!”, ha aggiunto la star.

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