Oscar 2019, 4 premi saranno consegnati durante la pubblicità. Registi contro l'Academy

Spettacolo

Tarantino, Scorsese, Spike Lee, sono solo alcuni dei nomi di spicco del panorama cinematografico che hanno firmato una lettera contro l’organizzazione, dopo la decisione di consegnare quattro statuette durante gli spot pubblicitari. Ira di Cuaron e Del Toro su Twitter

Obiettivo: rendere più snella la lunga diretta degli Oscar. Come? Assegnando ben 4 premi durante le pause pubblicitarie. E' la decisione dell'Academy presa per la 91esima edizione della notte degli Oscar, che sarà trasmessa negli Stati Uniti il prossimo 24 febbraio. Immediata l'ira di registi, attori e direttori della fotografia. In prima fila Tarantino, Scorsese, Spike Lee, Clooney, Brad Pitt e De Niro che, insieme ad altri 40 colleghi hanno firmato una lettera di protesta indirizzata all'Academy. La missiva ha avuto successo, visto che la Academy è tornata sui suoi passi e ha annullato la controversa decisione: tutti le premiazioni saranno mostrate in diretta. 

La lettera contro l’Academy

I premi che dovevano essere consegnati durante gli spot erano: miglior cortometraggio, miglior trucco e parrucco, miglior montaggio e migliore fotografia. Soprattutto in relazione a queste due ultime categorie, considerate fondamentali nella macchina produttiva di un film quasi al pari della regia, gli addetti ai lavori negli Stati Uniti stanno molto protestando. Quello che chiedono i firmatari della lettera è che l’Academy cambi idea e torni sui suoi passi. "La trasmissione televisiva della cerimonia è stata modificata più volte negli anni per renderla sempre nuova e fresca (qui gli ultimi cambiamenti annunciati), ma mai si era sacrificata l’integrità della sua missione originale", scrivono i cineasti. "Quando il riconoscimento del valore di chi lavora nel cinema viene messo da parte dall'istituzione stessa che dovrebbe proteggerlo, non si sta più rispettando lo spirito dell’Academy né la sua promessa di celebrare il cinema come una forma d’arte collaborativa". Sfortunatamente, continua la lettera, "è stata abbandonata la missione dell’Academy per perseguire logiche di intrattenimento". "Relegare questi mestieri fondamentali a uno status inferiore è un insulto per chi di noi ha dedicato la sua vita e le sue passioni a questa professione".

Calo degli ascolti

A motivare la scelta dell'Academy sarebbe stata l'intenzione di arginare il calo degli spettatori che, nella scorsa edizione degli Oscar, ha subito una battuta di arresto pari al 20%. Per cercare quindi di non far durare la diretta tv più di tre ore, gli organizzatori hanno scelto di "oscurare" durante la cerimonia quattro categorie "tecniche" piuttosto che rinunciare all'esibizione dal vivo delle cinque canzoni che ambiscono alla statuetta nella categoria "miglior composizione originale" (quest'anno in nomination e favorita c’è anche Lady Gaga). 

I firmatari

Tra i firmatari della lettera (qui il testo integrale) ci sono anche Roger Deakins, Kate Winslet, Ron Howard, Emma Stone, Alejandro G. Inarritu, Damien Chazelle, Ang Lee, Sandra Bullock, Kerry Washington, Christopher Nolan ed Emmanuel Lubezki, genio della fotografia cinematografica che ha vinto l'Oscar di categoria per ben 3 volte consecutive con Gravity (2014), Birdman (2015), The Revenant (2016).

Proteste su Twitter

La scelta dell'Academy ha suscitato proteste anche in rete. Il regista Guillermo Del Toro ha twittato: “Non pretendo di scegliere quali categorie dovrebbero andare in onda durante gli spot ma, per favore: fotografia e montaggio sono il cuore del nostro mestiere. Non sono ereditati da una tradizione teatrale o letteraria: sono il cinema stesso”. La stessa opinione è stata espressa, sempre sui social, dal collega Alfonso Cuaron: “Nella storia del cinema sono esistiti capolavori senza il sonoro, senza i colori, senza una storia, senza attori e senza musica. Mai nessun film è esistito senza fotografia e montaggio”. 

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