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Alzheimer, scoperti due nuovi "bersagli" per combattere la malattia

Scienze
I neuroni dei malati di Alzheimer sono contraddistinti da placche che li danneggiano (Getty Images)

Una ricerca statunitense ha individuato due proteine che contribuiscono alla formazione delle placche sui neuroni. Prossimo passo, capire come bloccarle

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Nella lotta all'Alzheimer ci sono due nuovi “bersagli”: si tratta di due proteine, individuate da un gruppo di ricercatori della University of North Carolina, che sarebbero responsabili della formazione delle placche che danneggiano i neuroni.

I due nuovi "bersagli"

La ricerca, coordinata dal professor Todd Cohen, del Dipartimento di Neurologia dell'ateneo statunitense, è stata pubblicata il 29 agosto sulla rivista specializzata “Cell Reports”. Attraverso una serie di esperimenti su cellule nervose umane i ricercatori hanno scoperto due proteine – MMP-9 e HDAC6 – che contribuiscono appunto alla formazione delle placche sui neuroni e che potrebbero diventare il bersaglio di nuovi farmaci per trattare o prevenire il morbo che porta a demenza degenerativa.

Le placche che danneggiano i neuroni

Il team coordinato da Cohen ha dimostrato come queste due proteine siano alla base della formazione dei depositi anomali di proteine beta e tau nonché degli sciami di cellule immunitarie che danneggiano i neuroni. Nelle placche sono stati rilevati anche elevati livelli di calcio, tipici nei malati di Alzheimer e a loro volta causa di danni neuronali.

I prossimi passi della ricerca

Si tratta di “una scoperta emozionante – ha detto il professor Cohen, citato dal sito “Medical Express” – riteniamo che impedire la formazione di queste strutture possa prevenire l'Alzheimer”. E riguardo alla MMP-9, ha spiegato che si tratta di “una proteina infiammatoria presente in quantità elevate nel cervello dei pazienti con l'Alzheimer. Nello studio – ha aggiunto – dimostriamo che da sola può innescare un flusso di calcio che inonda il neurone". Prossimo passo? Gli esperimenti sui topi per individuare le molecole in grado di bloccare l'azione delle proteine.