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Tumori, sondaggio Eau: gli europei sottovalutano il cancro alla vescica

Salute e Benessere
©Ansa

Lo evidenzia un'indagine condotta su oltre 6mila persone in sei paesi Ue: Italia, Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi

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Secondo un sondaggio commissionato dall'European Association of Urology (Eau), gli europei ignorano la pericolosità del cancro alla vescica. Nonostante sia il quinto tumore più comune in Europa, la malattia resta poco conosciuta: il dato è stato reso pubblico in occasione della ‘Urology Week 2022’, la settimana dell'Urologia, in programma dal 26 al 30 settembre. 

Il cancro alla vescica

 

Secondo un sondaggio condotto con lo scopo di indagare la percezione e le conoscenze degli europei sul tumore alla vescica, lo scorso agosto sono state intervistate oltre 6mila persone residenti in sei differenti paesi Ue: Italia, Spagna, Francia, Germania, Regno Unito e Paesi Bassi. I dati hanno mostrato come quasi il 60% degli intervistati non aveva sufficienti conoscenze sulla pericolosità del tumore, né familiarità con la malattia. Ma non solo: il 55% non sapeva che il cambio di colore nelle urine può essere un sintomo precoce di cancro alla vescica, il 75% degli intervistati non controlla sempre le proprie urine per verificare un eventuale cambio di colore, e il 22% le controlla raramente o mai. 

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I dati

 

Come per molte malattie, il sondaggio ha evidenziato la riluttanza degli adulti nel rivolgersi al medico anche quando si nota la presenza di qualche sintomo. Molti aspetterebbero una settimana, o più, per un controllo, in quanto ritengono che possa essere una situazione che migliori da sola. I medici, però, sottolineano che una diagnosi precoce può far la differenza. “I pazienti diagnosticati allo stadio 1 hanno una probabilità dell'80% di sopravvivenza a cinque anni, rispetto al 40% allo stadio 3", ha dichiarato Arnulf Stenzl, segretario generale eletto dell’Eau. In questo, la settimana dell’Urologia è un’iniziativa volta a portare l'attenzione del pubblico sulle patologie urologiche e sulle loro conseguenze. Per questo tipo di tumore il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio, seguito dall'esposizione cronica alle ammine aromatiche e nitrosamine, da eventuali radioterapie che hanno coinvolto la pelvi, dall'assunzione di farmaci come la ciclofosfamide e la ifosfamide, e dall'infezione da parassiti come Bilharzia e Schistosoma haematobium. Più comune tra i 60 e 70 anni, questa malattia è tre volte più frequente negli uomini che nelle donne.