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Batteri intestinali sani potrebbero prevenire le malattie dell’età

Salute e Benessere
Uno squilibrio della flora intestinale può portare a forme di infiammazione cronica (Getty Images)

Uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Immunology ha dimostrato che una flora intestinale squilibrata fa insorgere infiammazione nei topi. Questa condizione, che normalmente si riscontra in età avanzata, contribuirebbe alla comparsa delle patologie

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Quasi tutte le malattie legate all’età potrebbero essere evitate attraverso una dieta equilibrata finalizzata al mantenimento in salute dei batteri intestinali. Ne sono convinti i ricercatori della University Medical Center di Groningen, nei Paesi Bassi, che hanno pubblicato uno studio sulla rivista Frontiers in Immunology, secondo il quale una condizione di equilibrio all’interno dell’intestino può evitare l’insorgere di disturbi di salute legati alla vecchiaia come ictus, malattie cardiovascolari e demenza.

 

Evitare l’infiammazione cronica

Partendo dal presupposto che nelle persone anziane è presente uno squilibro nei batteri intestinali che induce una situazione di infiammazione cronica (che a sua volta comporta l’insorgere di malattie), i ricercatori hanno tentato di ricreare questa condizione in un gruppo di giovani topi. Per riuscirci hanno trapiantato dei batteri "cattivi" nell’intestino dei roditori arrivando a uno squilibrio paragonabile a quello riscontrato in esemplari più anziani. La nuova composizione della flora intestinale ha fatto insorgere infiammazione che, secondo gli studiosi, dimostrerebbe che la proliferazione dei batteri "cattivi" sarebbe tra le cause principali di malattie intestinali infiammatorie, diabete, ansia, obesità e cancro. Quest’ultimi, infatti, renderebbero il rivestimento dell'intestino più permeabile alle tossine che, in queste condizioni, possono arrivare a contaminare il flusso sanguigno.

 

L’infiammazione non è dovuta al trapianto

Per confermare queste evidenze i ricercatori si sono preoccupati di escludere l’ipotesi che l’infiammazione potesse essere dovuta a una risposta immunitaria al trapianto dei batteri. Così hanno agito sulla flora intestinale di un gruppo di topi giovani usando i batteri di roditori della stessa età. Il risultato ha evidenziato l’insorgenza di infiammazione solo nei topi che avevano ricevuto un trapianto da esemplari anziani. Nonostante si tratti di una scoperta importate, i ricercatori hanno precisato che i risultati non sono ancora sufficienti per affermare con certezza che alterare la composizione del microbiota, ad esempio attraverso diete equilibrate, possa contribuire a ridurre l'infiammazione e quindi ad evitare le malattie.