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L’intelligenza artificiale per diagnosticare i tumori della pelle

Salute e Benessere
Le diagnosi dei tumori della pelle potrebbero essere fatte in futuro dai computer (Getty Images)

Un team di ricercatori dell'Università di Stanford ha sviluppato un algoritmo che sarebbe in grado di diagnosticare questo tipo di patologie con l'obiettivo di migliorare sempre di più l'accesso alle cure mediche e la loro qualità

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Utilizzare la potenza di calcolo delle macchine per migliorare le diagnosi in campo medico. È ciò che sta provando a fare un team di ricercatori dell'Università di Stanford. Il gruppo ha infatti sviluppato un algoritmo, utilizzando l'intelligenza artificiale, che sarebbe in grado di diagnosticare patologie come il tumore della pelle, come riporta "Science Daily". I risultati dei test sono stati pubblicati in un articolo della rivista "Nature". Ogni anno negli Stati Uniti ci sono oltre 5 milioni di nuovi casi di melanomi alla pelle. A questo tipo di cancro si può sopravvivere, ma tutto dipende dalla fase della malattia in cui viene effettuata la diagnosi. Ecco perché sarebbe molto importante effettuarla nella maniera più rapida possibile.

 

L'approccio dell’intelligenza artificiale – Solitamente la diagnosi di un cancro alla pelle avviene con un esame visivo. Il dermatologo guarda le lesioni sospette a occhio nudo o con l'ausilio di un dermatoscopio prima di effettuare una biopsia per avere la certezza della diagnosi. Ecco perché anche i ricercatori di Stanford sono partiti dalle immagini creando un database con circa 130mila foto di malattie della pelle. Il computer, quindi, è stato successivamente addestrato con questa mole di dati a riconoscere le varie patologie. Come? Attraverso le reti neurali, ovvero dei sistemi di intelligenza artificiale sul modello del cervello umano. Questa tecnologia consente alle macchine di apprendere nuove informazioni ed elaborare gli input in autonomia senza l'intervento dell’uomo. In sostanza il computer è stato addestrato a diagnosticare una patologia piuttosto che trovare una risposta già programmata all'interno del proprio sistema.

 

Il supporto di Google – Il team di Stanford non è, però, partito da zero. L'algoritmo per la diagnosi dei tumori della pelle è stato implementato a partire da uno già sviluppato da Google. La macchina di Mountain View è stata infatti addestrata ad individuare circa 1,28 milioni di immagini estrapolandole da mille categorie di oggetti. Ma se per Google l'algoritmo era stato creato per distinguere i cani dai gatti, i ricercatori di Stanford avevano bisogno, invece, di individuare un carcinoma maligno piuttosto che una cheratosi seborroica, una forma patologica benigna della pelle. L'algoritmo di Stanford è stato sviluppato anche in collaborazione con i dermatologi della facoltà di medicina dello stesso ateneo allo scopo di effettuare una catalogazione precisa delle oltre duemila malattie presenti all'interno delle 130mila immagini di lesioni della pelle caricate nel database.

 

Uno smartphone per le diagnosi – L’algoritmo è attualmente disponibile su computer, ma un domani il team vorrebbe renderlo compatibile anche con gli smartphone in modo da avere diagnosi potenzialmente "a portata di mano". "Il mio principale 'momento eureka' – racconta a Science Daily il co-autore dell’articolo pubblicato su Nature, Andre Esteva – è stato quando mi sono reso conto di quanto siano onnipresenti gli smartphone. Ognuno avrà un supercomputer in tasca con una serie di sensori, tra cui una fotocamera". I ricercatori pensano che sarà relativamente facile trasferire l'algoritmo nei dispositivi mobile, anche se saranno necessari ulteriori test in un ambiente clinico reale prima di finalizzare questa nuova potenzialità diagnostica.