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Covid Lazio, Zingaretti: "La nostra libertà va difesa"

Lazio
©Ansa

Per il presidente della regione "la più grande negazione della libertà individuale e collettiva sarebbe quella di essere costretti a tornare al lockdown. Chi in questo momento non si vaccina è un privilegiato che gode del fatto che altri milioni di persone per fortuna si sono vaccinate"

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"Da una parte non dobbiamo rinunciare a convincere le persone a vaccinarsi, ma se questo non bastasse per me vanno bene tutti gli incentivi alla vaccinazione". Lo sostiene il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, in un'intervista al Corriere della Sera, parlando dell'emergenza Covid (TUTTI GLI AGGIORNAMENTI - MAPPE E GRAFICI DEI CONTAGI IN ITALIA E NEL MONDO - I DATI DEI VACCINI IN ITALIA). "Per esempio, si potrebbe ampliare la fascia dell'obbligo vaccinale - ha aggiunto il governatore -. Oggi vale per medici e personale sanitario. Ma va aperta una riflessione su altre funzioni pubbliche molto importanti. Non per ledere la libertà di qualcuno, ma per garantire la libertà di tutti". 

"Unanimità su obiettivo principale, difendere la libertà di tutti"

In merito alla posizione di alcuni presidenti di Regione di pensare a restrizioni solo per non vaccinati Zingaretti ha sottolineato: "Secondo me è un risultato straordinariamente positivo, perché non era scontato il fatto che ormai tra di noi ci sia unanimità sull'obiettivo principale, che è quello di difendere la libertà di tutti. Questo significa prosciugare il più possibile il bacino dei potenziali contagi e l'area dove il virus sopravvive, che è quella dei non vaccinati. Quindi se siamo d'accordo su questo indirizzo ora bisogna andare avanti con delle decisioni che a mio giudizio devono avere un doppio passo". Per Zingaretti, "la più grande negazione della libertà individuale e collettiva sarebbe quella di essere costretti a tornare al lockdown. Chi in questo momento non si vaccina è un privilegiato che gode del fatto che altri milioni di persone per fortuna si sono vaccinate - ha precisato -, nessuno si permetta di fare lezione sui concetti di libertà perché nel non osservare le regole e nel mettere a rischio le vite degli altri non c'è nessuna libertà. Anzi, è la negazione della libertà in nome di un privilegio individuale".