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“Per una città aperta”, a Roma un corteo contro gli sgomberi

Lazio
Foto di archivio (ANSA)

In piazza movimenti per la casa, centri sociali e rappresentanti delle occupazioni. Un grosso striscione con su scritto "Salvini sceriffo tutto decreti, selfie e distintivo" è stato srotolato da alcuni manifestanti  

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Si è concluso in piazza Madonna di Loreto a Roma il corteo organizzato dai movimenti contro gli sgomberi. La marcia era partita da piazza Vittorio, aperta da uno striscione, disegnato dal fumettista Zerocalcare, con la scritta "Per una città aperta, solidale e contro gli sgomberi. Roma non si chiude". In piazza, con le bandiere di Potere al Popolo, di Asia Usb e della pace, si sono ritrovati i movimenti per la casa, i centri sociali e i rappresentanti delle occupazioni. Lungo la discesa che porta verso il Viminale, alcuni manifestanti hanno srotolato un grosso striscione con su scritto "Salvini sceriffo tutto decreti, selfie e distintivo" e la raffigurazione del ministro degli Interni, Matteo Salvini, con in mano uno smartphone e i decreti. Molti altri gli striscioni esposti dove si legge "L'odio e il rancore non risolvono i problemi sociali", "Le case ci stanno perché non ce le danno?". Su via dei Fori Imperiali sono stati intonati cori contro la sindaca Virginia Raggi. Qualche manifestante ha indossato la maglietta del Cinema America.

Le parole degli organizzatori

“Roma non si chiude perché non si chiudono gli spazi sociali e le occupazioni. Chi ha intenzione di chiudere questa città, di venire dalla Padania e giocare con qualche fascista nostrano ci troverà in queste strade pronti a resistere". A dirlo al megafono gli organizzatori del corteo, che hanno aggiunto: "Oggi scende in piazza la Roma che accoglie, la Roma solidale. In piazza c'è la linfa vitale di questa città e la difenderemo. Roma resiste, non si arrende a Salvini e a questo Governo".