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Roma, giro di usura e spaccio: coinvolta una dipendente comunale

Lazio
Foto di archivio (ANSA)

I proventi del traffico venivano reimpiegati in attività di spaccio. Sono state eseguite dieci misure cautelari, di cui sette arresti e tre obblighi di firma 

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C’è anche una dipendente comunale tra le persone coinvolte nel giro di usura e spaccio, che è stato scoperto a Roma dalla polizia di Stato e dalla polizia locale. Dieci le misure cautelari notificate, tra cui sette arresti e tre obblighi di firma. Tra le persone sottoposte a obbligo di firma, c’è anche l’impiegata, che lavorava al Dipartimento Patrimonio, Sviluppo e Valorizzazione. Secondo gli investigatori, la donna si sarebbe occupata di reclutare nuovi clienti, riscuotere ed effettuare prestiti. Inizialmente sarebbe stata lei stessa vittima di usura. Per gli inquirenti i soldi venivano poi reimpiegati in attività di spaccio. A casa di uno degli arrestati, in zona San Basilio, sono stati sequestrati quasi tre chili di cocaina. Le indagini, durate circa un anno, sono state condotte dagli agenti del commissariato Fidene e dagli agenti della polizia locale del Gruppo III.

Il modus operandi degli usurai

Il gruppo effettuava vari sistemi di prestito: sia societario con restituzione in 20 rate settimanali, sia a prestito fermo. I tassi potevano variare dal 104% a quasi il sei mila per cento. Le vittime, una trentina circa, erano persone in difficoltà e commercianti. In un caso, una delle vittime aveva chiesto un prestito per il funerale del figlio. Un commerciante, a fronte di un prestito di cinque mila euro, ha dovuto restituire 800 euro poche ore dopo.