La senatrice della Lega e relatrice del disegno di legge che ha introdotto il reato di femminicidio nel codice penale ha commentato duramente la presa di posizione del generale Vannacci per il quale il femminicidio "è un omicidio come gli altri"
“Questa norma in realtà sanziona duramente la spinta a uccidere una donna quando questa spinta è odio, discriminazione, perché si ritiene la donna un essere inferiore”. A parlare è Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e relatrice del disegno di legge che ha introdotto il reato di femminicidio nel codice penale. Il riferimento di Bongiorno è proprio alla norma da lei introdotta, criticata dalla presa di posizione del generale Roberto Vannacci per il quale il femminicidio non esiste ma è “un omicidio come tutti gli altri". “Il fenomeno dell'uccisione delle donne mi sembra che è sotto gli occhi di tutti”, ha aggiunto la senatrice, aggiungendo: “Poi se il generale lo vuole negare, va benissimo”.
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