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Violenza donne, ok Camera al “Codice Rosso”. Maggioranza divisa su castrazione chimica

Politica
I ministri Giulia Bongiorno e Alfonso Bonafede durante l'esame in Aula (LaPresse)

Via libera al disegno di legge che contiene anche le norme sul revenge porn (COSA PREVEDE). I voti a favore sono 380, 92 gli astenuti (Pd e Leu), nessun contrario. Il testo passa al Senato. Bocciato ordine del giorno su castrazione: M5s vota contro, Lega e Fdi a favore

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L'Aula della Camera ha dato il via libera al disegno di legge sul "Codice rosso" contro la violenza sulle donne, che contiene anche le norme sul revenge porn (COSA PREVEDE). I voti a favore sono stati 380, 92 gli astenuti (Pd e Leu), nessun contrario. Il testo ora passa al Senato. L'ok di Montecitorio è stato accolto dagli applausi della maggioranza: tutti i deputati M5S hanno messo dei fiori rossi nei calamai dei loro scranni, mentre quelli della Lega indossavano un nastrino rosso. La maggioranza, però, in giornata si è spaccata sulla castrazione chimica. L'Aula della Camera, infatti, ha bocciato un ordine del giorno di Fratelli d’Italia al Ddl che impegnava il governo ad adottare ogni iniziativa anche normativa per introdurre la possibilità di subordinare alla castrazione chimica la concessione della sospensione condizionale della pena in caso di condanna per reati sessuali. A favore hanno votato solo Fdi e Lega, mentre il M5S si è espresso contro. I voti a favore sono stati 126, 383 i contrari, un astenuto.

Spaccatura sulla castrazione chimica

Il governo, con la dichiarazione del sottosegretario Vittorio Ferraresi, si era rimesso all'aula. Il M5s, attraverso fonti parlamentari, ha sottolineato che "il Movimento è rimasto coerente: per noi la castrazione chimica non può essere una soluzione". Mentre la Lega ha replicato esprimendo sconcerto per quanto deciso dagli alleati di governo: "Siamo dispiaciuti dal voto 5 stelle con Pd e Fi contro la castrazione chimica, una norma applicata in altri Paesi per limitare la violenza di pedofili e stupratori", hanno detto fonti della Lega. Fonti del M5S hanno anche aggiunto: "Se si è trattato di 'verificare' una maggioranza alternativa, il tentativo è fallito. Appare evidente che il centrodestra non esiste più, neanche su questi temi".

M5S vota contro: "In contrasto con la Costituzione"

Prima della votazione Andrea Colletti del M5s ha annunciato il voto contrario sull'ordine del giorno in quanto "palesemente in contrasto con la Costituzione e con le convenzioni internazionali firmate dall'Italia". Dopo la votazione, mentre il Pd applaudiva, i deputati di Fdi hanno urlato in coro 'Nazareno, Nazareno!". E su Twitter Mariastella Gelmini, presidente dei deputati di Forza Italia, ha attaccato: “La corsa Salvini-Meloni a scavalcarsi a destra si schianta contro i numeri. Su ordine del giorno di FdI sulla castrazione chimica, la maggioranza si è spaccata e Lega e Fratelli d'Italia si sono visti bocciare l'odg con 383 voti. Il convoglio sovranista è deragliato in partenza...".

D'Uva: "M5s mai per la castrazione chimica"

Il capogruppo del M5s alla Camera Francesco D'Uva ha sottolineato che il Movimento non sarà "mai" per la castrazione chimica. "Apre una parentesi", ha spiegato D'Uva, "uno spiraglio che può aprirsi alle pene corporali, una cosa che ci spaventa tanto", ha aggiunto. E sulla volontà della Lega di riproporre il tema, ha chiarito: "Non è nel contratto di governo".