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Legge di bilancio, Salvini a Juncker: "Parlo solo con persone sobrie"

Politica
Jean Claude Juncker e Matteo Salvini (Ansa)

"Se Italia vuole trattamento particolare supplementare questo vorrebbe dire la fine dell'euro: bisogna essere rigidi", dice il presidente della Commissione Ue. Il vicepremier lo invita a "bere un paio di bicchieri d'acqua prima di parlare". Di Maio: “Inadatto per ruolo”

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È un vero e proprio scontro politico quello tra Jean Claude Juncker e Matteo Salvini. "Il presidente della Commissione europea Juncker, equiparando l'Italia alla Grecia, fa impazzire lo spread. Questa poteva risparmiarsela", attacca il ministro dell’Interno italiano. Che poi ironizza sul presunto alcolismo del lussemburghese: "Prima di aprire bocca dovrebbe bere due bicchieri d'acqua - ha affermato - e smetterla di spargere minacce inesistenti. Oppure gli chiederemo i danni". E poi rincara: "Parlo con persone sobrie, che non fanno paragoni che non stanno né in cielo né in terra". È intervenuto anche l’altro vicepremier, Luigi Di Maio. "Juncker non è adatto a svolgere il ruolo di presidente della Commissione Europea, ormai è evidente", ha scritto sul blog delle Stelle.

Lo scoppio della polemica

Ad accendere la miccia della polemica è stata una dichiarazione di Juncker durante un suo intervento in Germania: "Se l'Italia vuole un trattamento particolare supplementare, questo vorrebbe dire la fine dell'euro. Bisogna essere molto rigidi", ha affermato in riferimento alla prossima legge di bilancio italiana. "Non vorrei che dopo aver superato la crisi greca ricadessimo nella stessa crisi con l'Italia", ha detto ancora. Un passaggio che, nonostante la precisazione del portavoce della Commissione, che ha parlato di un "malinteso nella traduzione", ha scatenato le reazioni della maggioranza di governo italiana, Salvini in testa. "In Italia nessuno si beve le minacce di Juncker", la replica a stretto giro del leader della Lega.

Salvini: "Le parole di Juncker fanno salire lo spread"

Salvini, oggi in visita a Napoli, è poi tornato a commentare le parole del presidente della commissione Ue: "Le parole e le minacce di Juncker e di altri burocrati europei continuano a far salire lo spread, con l'obiettivo di attaccare il governo e l'economia italiane? Siamo pronti a chiedere i danni a chi vuole il male dell'Italia", ha sottolineato su Twitter.  

Portavoce della Commissione Ue: "Malinteso nella traduzione"

Nel frattempo, il portavoce della Commissione europea Margaritis Schinas ha spiegato che c’è stato un problema di traduzione delle parole di Juncker: "Sulla partecipazione del presidente Jean Claude Juncker al dialogo dei cittadini di ieri, forse c'è stato qualche malinteso perché ha parlato in tedesco, con una traduzione simultanea in inglese, non so se nel flusso di queste interpretazioni qualche messaggio non sia stato oggetto di malintesi. Comunque il presidente ha detto che una crisi basta e avanza, si riferiva alla Grecia, è importante evitare che situazioni del genere si presentino in altri Stati, se crisi del genere colpissero tutti gli altri Paesi, sottolineo tutti i Paesi, sarebbe la fine dell'Ue". "Forse alcune interpretazioni sono state un po' eccessive, ma il messaggio del presidente era un altro", ha aggiunto.