In Evidenza
Altre sezioni
altro

Carceri, Beppe Grillo: “Il nostro sistema punitivo non funziona”

Politica
Archivio Fotogramma

In un post sul suo blog, il fondatore del M5S: “Rinchiudere una persona per anni dentro una stanza, oltre ad essere una tortura senza senso, non porta a nulla. È chiaro che servono mezzi alternativi”. L’associazione Antigone: “D’accordo. Auspichiamo una grande riforma”

Condividi:

“Il sistema punitivo che stiamo adottando è antico come il mondo, ma soprattutto non funziona. Non funziona e mi pare che sia sotto gli occhi di tutti. Senza fare molta retorica, mi pare che si rubi, si stupri e si uccida ancora. Sono passati millenni, faraoni, re e interi imperi sono scomparsi, eppure in fondo in fondo parliamo sempre delle stesse cose”. Così Beppe Grillo in un post sul suo blog, rilanciato anche sulla sua pagina Facebook. L’associazione Antigone, che si batte per i diritti nelle carceri: “Siamo perfettamente d’accordo” (I DATI).

Grillo: “Il vero problema sono i recidivi”

Grillo cita i dati del rapporto annuale dell'associazione Antigone. “Dalla fine del 2015 ad oggi il numero dei detenuti in Italia è cresciuto davvero tanto, ben 6.098 in più. Il sovraffollamento è pari al 115,2%. Inoltre molte sezioni di diverse carceri non vengono utilizzate”, scrive. “Ma il vero problema – aggiunge – è un altro, sono i recidivi. Ad oggi sono un numero incredibile. Su circa 58.000 detenuti, solo il 37% non avevano mai commesso altri crimini,  mentre il restante 63% aveva già avuto precedenti di detenzione dietro le sbarre e addirittura il 13% di loro (più di 7000 persone) avevano dalle 5 alle 9 precedenti carcerazioni”.

“Servono mezzi alternativi”

“Rinchiudere una persona per anni dentro una stanza, oltre ad essere una tortura senza senso, non porta a nulla e non capisco quali risultati dovrebbe portare. Oggi è chiaro. Se non fosse chiaro abbiamo i dati a dircelo. È chiaro che servono mezzi alternativi”, scrive il fondatore del M5s. Poi cita il criminologo norvegese Nils Christie: “Sono pienamente d’accordo con lui quando dice che le carceri sono una struttura progettata per infliggere legalmente dolore, uno strumento di controllo sociale e un vero e proprio business”.

“Dobbiamo tendere a un mondo a carceri zero”

Poi Grillo continua: “Dobbiamo capire che lo stato delle nostre prigioni non solo è il prodotto del crimine, ma dello stato generale della cultura di un Paese. Dobbiamo tendere a un mondo a carceri zero, o almeno, al minimo possibile”. E conclude: “La cosa importante nella politica carceraria di un qualsiasi Paese civile sarebbe cercare misure alternative al carcere e molto spesso questo significa accompagnarli verso uno standard di vita accettabile”.

Antigone: “Auspichiamo una grande riforma”

Sulla questione è intervenuto Patrizio Gonnella, presidente dell'associazione Antigone. “Siamo perfettamente d'accordo con Beppe Grillo sul fatto che le carceri come sono ora sono una fabbrica di criminalità e crimini. Per questo auspichiamo una grande riforma dell'ordinamento penitenziario, che al momento però Camera e Senato hanno bocciato. Speriamo, dunque – conclude Gonnella – che Grillo con le sue parole convinca chi oggi al governo evoca certezza della pena e più carceri per tutti”.