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Caso Berdini, Raggi: "C'è da lavorare. La pazienza ha un limite"

Politica

Dopo la pubblicazione dei nuovi stralci di audio del colloquio con la Stampa anche i vertici del M5S vorrebbero chiudere l'esperienza dell'assessore al comune. Lui chiede ai 5 Stelle di "continuare l'azione di far cambiare passo a Roma". Al centro, resta la vicenda dello stadio

 

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Si fa sempre più difficile la posizione di Paolo Berdini, l'assessore all'Urbanistica del comune di Roma. Dopo la pubblicazione dell'ultimo stralcio dell'audio del colloquio con la Stampa anche i vertici del M5S vorrebbero chiudere al più presto la vicenda, che riguarda anche il possibile stadio della Roma. Nomi per sostituirlo al momento non sembrano esserci e lui tenta un'ultima difesa.

 

Raggi: "La pazienza delle persone ha un limite" - Dura anche la sindaca Virginia Raggi che, entrando in Campidoglio si sfoga con i giornalisti: "Continuo a leggere interviste e dichiarazioni. Sinceramente non so dove trovi il tempo". "C'è da lavorare e da lavorare tanto - continua - noi lavoriamo anche fino a notte fonda. Lui sa bene che ci sono dei dossier da portare avanti e per senso di responsabilità nei confronti di Roma e dei cittadini dovrebbe farlo". E conclude: "Poi vi dico, la pazienza delle persone ha un limite".

 

Berdini: "Macchina del fango contro di me" - "Sono di fronte a un accanimento mediatico senza precedenti" si difende Berdini al Fatto Quotidiano. "La posta in gioco è alta e si chiama Stadio di Tor di Valle. Insieme a una complessiva azione di rientro nella legalità che la giunta Raggi, seppur tra incertezze e inadeguatezze, ha portato avanti finora" spiega l'assessore, secondo cui si tratterebbe "della più grande speculazione immobiliare del momento in Europa". "Da quando abbiamo iniziato a lavorare per riportare il progetto nelle regole del Piano regolatore è iniziata una criminale macchina del fango" continua Berdini, che chiede al M5S "di continuare l'azione fin qui intrapresa per far cambiare passo a Roma".

 

Lo scontro per lo Stadio della Roma - Ma i vertici pentastellati sembrano intenzionati a chiudere al più presto la vicenda Berdini. Lo stadio, spiega Di Maio, "in campagna elettorale abbiamo detto che andava fatto e questo è un nostro obiettivo". E sull'assessore il vice presidente della Camera spiega di avere "un giudizio personale molto chiaro".  Il progetto della societa' giallorossa prevede di realizzare a Tor di Valle uno stadio con una capienza massima di 60mila spettatori, il nuovo centro sportivo della prima squadra, tre torri alte fino a circa 200 metri (da adibire a uffici e un albergo), un'area commerciale di 5 ettari e aree verdi per 63 ettari. Per collegare il tutto alla citta' saranno realizzate anche opere pubbliche per un totale nel progetto di 445 milioni di euro. Il nodo e' tutto sulle cubature inserite nel progetto, considerate di gran lunga troppo ampie dall'urbanista della giunta Raggi, che vorrebbe tornare nell'ambito del Prg di Roma. Insomma, solo lo stadio e non il complesso edilizio presentato nel masterplan. Ma la sua posizione sembra sorpassata da quella dell'ala dialogante del M5s, pronta a chiudere un accordo con una diminuzione delle cubature tra il 20% e il 40%.

 

Chi è Paolo Berdini - Resta però aperta la questione della successione all'assessorato all'urbanistica. Al di là degli audio usciti in questi giorni, Berdini era uno dei nomi di punta della giunta Raggi: consulente dell'assessorato all'Urbanistica della Regione Lazio dal 1995 al 1999, consulente urbanistico per diverse amministrazioni comunali, dal 1990 al 1992 e' stato segretario generale dell'Istituto nazionale di urbanistica, oltre che dirigente del Wwf e attivista di Italia Nostra. La bibliografia di Berdini - docente a Tor Vergata nei secondi anni 2000 - comprende titoli come 'La citta' in vendita' e 'Breve storia dell'abuso edilizio in Italia'.

 

La difficile successiione - Per il posto di Berdini nei giorni scorsi sono circolati i nomi di diversi professori e professionisti del settore, che però sembrano già tutti sfumati: da Emanuele Montini (che ha messo nero su bianco che il suo "ruolo è e rimane quello di segretario generale di Italia Nostra") a Paola Cannavò, da Carlo Cellammare a Guendalina Salimei. Non tramonta l'ipotesi di far entrare in giunta un rappresentante del consiglio, possibilmente una donna, per prendere le deleghe ai lavori pubblici - che, in ogni caso, si vogliono scorporare dall'Urbanistica e affidare ad un altro assessore. Tre le papabili Alessandra Agnello e Donatella Iorio, le presidenti delle commissioni competenti. Non è escluso, però, che, se la revoca dell'assessore arriverà la sindaca avochi temporaneamente a sé una o entrambe le deleghe di Berdini.