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Italicum, la Consulta: garantire maggioranze parlamentari omogenee

Politica

Depositate le motivazioni della sentenza con cui il 25 gennaio la Corte Costituzionale ha “corretto” la legge elettorale

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La legge elettorale deve garantire “maggioranze omogenee alla Camera e al Senato”. Le modalità di attribuzione del premio al ballottaggio determinano, nell'Italicum, “una lesione” della Costituzione perché si tratta di un premio di maggioranza e non di governabilità. Sui capilista serve una “regola più adeguata” del sorteggio. Sono alcune delle motivazioni della sentenza con cui il 25 gennaio la Consulta ha “corretto” l'Italicum e che sono state depositate oggi.

"Maggioranze parlamentari omogenee" - La Costituzione - si legge nel documento di circa 100 pagine - "se non impone al legislatore di introdurre, per i due rami del Parlamento, sistemi elettorali identici, tuttavia esige che, al fine di non compromettere il corretto funzionamento della forma di governo parlamentare, i sistemi adottati, pur se differenti, non devono ostacolare, all'esito delle elezioni, la formazione di maggioranze parlamentari omogenee".

Ballottaggio sacrifica rappresentatività - La Corte esprime anche dubbi sul ballottaggio che, così come configurato dall'Italicum, rischia di "comprimere eccessivamente il carattere rappresentativo dell'assemblea elettiva e l'eguaglianza del voto". "Una lista - chiarisce infatti la Corte - può accedere al turno di ballottaggio anche avendo conseguito, al primo turno, un consenso esiguo, e ciononostante ottenere il premio, vedendo più che raddoppiati i seggi che avrebbe conseguito sulla base dei voti ottenuti al primo turno". Da tali disposizioni dunque si produce "un effetto distorsivo" analogo a quello individuato dalla Consulta nella sentenza contro il Porcellum.

"Il legittimo perseguimento dell'obbiettivo della stabilità di Governo - prosegue la Consulta - di sicuro interesse costituzionale, provoca in tal modo un eccessivo sacrificio dei due principi costituzionali ricordati". Infatti la Corte riconosce l'esigenza di indicare con chiarezza "quale sia la parte politica destinata a sostenere, in prevalenza, il governo del Paese", ma "tale obbiettivo non può giustificare uno sproporzionato sacrificio dei principi costituzionali di rappresentatività e di uguaglianza del voto, trasformando artificialmente una lista che vanta un consenso limitato, ed in ipotesi anche esiguo, in maggioranza assoluta".