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Investito dallo zio, per vendicarsi spara alla cugina: 2 arresti a Gela

Sicilia

L’episodio risale allo scorso 2 maggio. Un 35enne, dopo essere stato investito e aggredito dalla zio 40enne per motivi ancora di chiarire, ha deciso di recarsi a casa della cugina per spararle ma la giovane è riuscita a schivare il colpo

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Dopo essere stato investito e poi colpito con una catena dallo zio, per vendicarsi ha deciso di sparare alla cugina nella sua abitazione. È quanto accaduto lo scorso 2 maggio in via Annibal Caro, a Gela. Questa mattina i carabinieri hanno arrestato i due uomini, di 35 e 40 anni, entrambi condotti in carcere per tentato omicidio, mentre altre due persone, vicine al trentacinquenne, sono state raggiunte dal divieto di avvicinamento alla persona offesa, con l’accusa di aver intimorito un testimone affinché rendesse falsa testimonianza.

L’episodio

La donna, che si trovava alla finestra della sua abitazione al pian terreno, si è accorta di un uomo le puntava contro una pistola. Quindi è riuscita ad abbassarsi in tempo, schivando il proiettile, che è finito contro la finestra. Se inizialmente sembrava un gesto intimidatorio, i carabinieri hanno poi scoperto che l’obiettivo era proprio la ragazza. A sparare era stato il cugino, vittima a sua volta di un tentato omicidio, il cui movente non è stato ancora chiarito, da parte dello zio. Quest'ultimo, alla guida di un'auto, aveva investito due volte il nipote che viaggiava su uno scooter per poi colpirlo con una catena. La vittima ha quindi tentato di vendicarsi sparando alla ragazza.

Le parole del procuratore

"Anche in questo caso si verifica un diffuso senso di omertà - spiega il procuratore di Gela, Fernando Asaro, durante la conferenza stampa - tant'è che la denuncia dell'episodio in danno della famiglia della ragazza interviene soltanto molte ore dopo il fatto. Va evidenziato che siamo in una domenica mattina (quella dello scorso 2 maggio, ndr), quindi in pieno giorno, in una zona frequentata, dove un'auto a tutta velocità insegue uno scooter, con a bordo una persona, come descritto dalle immagini. Successivamente l'automobilista investe l'altro giovane per due volte per poi picchiarlo con una catena. Dopodiché la vittima va a sparare all'indirizzo di un'abitazione. Tanta gente per strada, tanti testimoni ma come al solito c'è tanta omertà. Non è la prima volta. Ci confrontiamo con attività che poi acquisiamo attraverso lo sforzo degli organi investigativi, in questo caso dell'Arma dei carabinieri, a cui magari si lega qualche testimonianza, ma che non va ad aggiungere nulla alle indagini e le integra soltanto”, ha concluso Asaro.