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Mafia, arrestato Vito Bigione: era tra i latitanti più pericolosi

Sicilia
Foto di archivio (ANSA)

L’uomo, originario di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, era stato inserito tra i primi 30 della lista con i maggiori ricercati

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È finita la latitanza di Vito Bigione, arrestato in Romania questa mattina. L’uomo, originario di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, era stato inserito tra i primi 30 della lista dei ricercati. "Vito Bigione era il collante fra la mafia, la 'ndrangheta e i cartelli colombiani", le parole del questore di Trapani Carlo Sanfilippo. Era latitante dal 4 luglio 2017, giorno in cui la procura generale di Reggio Calabria aveva emessa nei suoi confronti un provvedimento restrittivo facente seguito alla condanna a 15 anni di reclusione per narcotraffico emessa dalla Cassazione.

L'arresto

Il narcotrafficante è stato arrestato in collaborazione con la polizia romena in provincia di Timisoara. L'uomo era nascosto in un appartamento al quarto piano di un edificio ed era in possesso di una carta d'identità falsa. Al momento del fermo, avvenuto mentre usciva per andare a fare la spesa, ha detto ai poliziotti di chiamarsi Matteo.
"Nel rifugio sono stati sequestrati 10mila euro e documenti interessanti", ha detto il capo della squadra mobile di Trapani, Fabrizio Mustaro, il quale ha ribadito, inoltre, che dalle intercettazioni emergerebbe la volotà di Bigione di diventare il nuovo capo del mandamento di Mazara del Vallo.

Chi è Vito Bigione?

Noto narcotrafficante, Bigione era latitante dallo scorso 28 giugno dopo essersi sottratto agli arresti in seguito a una condanna definitiva della Cassazione. La prima denuncia per traffico di stupefacenti risale al 1995 e pochi mesi dopo si trasferì in Africa, stabilendosi in Namibia.
Lì era conosciuto come un armatore, ma i magistrati della Procura di Reggio Calabria lo inserirono in una indagine antimafia, poi divenuta l'operazione "Igres". L'ultima traccia risale allo scorso anno, quando i carabinieri lo ritrovarono a conversare con Dario Messina, una delle persone arrestate nell'operazione "Anno Zero". "Io ci sono sempre stato. Mi sono fatto il contorno e tutte cose", parlava così, intercettato dai carabinieri nel settembre dello scorso anno.